è un’azien-
da specializzata in display
industriali e frutto di una
operazione di merge fra Hi-
tachi, Sony, Toshiba e INCJ
(Innovation Network Corpo-
ration of Japan) avvenuto
nell’aprile 2012. INCJ è una
partnership pubblica/privata
fra il Governo giapponese e
un nutrito numero di corpo-
ration.
Parte del Gruppo JDI (Japan
Display Inc.), la nuova azien-
da di fatto ha integrato i bu-
siness per gli LCD di piccolo
e medie o formato delle tre
aziende fondatrici.
In termini di capitali Japan
Display ha avuto un investi-
mento di 200 miliardi di Yen
da INCJ, che detiene il 70%
delle quote, mentre le altre
tre aziende ne detengono il
10% ciascuna.
Dal punto di vista produtti-
vo, l’azienda può contare su
EON
ews
n.
560
-
gennaio
2013
13
A
ttualit
À
dotti con componenti nano,
duemila nel mondo secondo
alcune stime.
“È un universo che sta cre-
scendo
progressivamente
- sottolinea il direttore di Na-
notech IT, e che comples-
sivamente richiederà tempi
medio-lunghi per dare risultati
importanti. Possiamo fare un
confronto con le biotecnolo-
gie, che ormai sono conside-
rate acquisite, e che 25 anni
fa avevano lo stesso appeal
delle nanotecnologie oggi”.
Proprio perché il settore è an-
cora lontano dalla maturità,
tipicamente sono molti gli sta-
keholder che vi si impegnano
e si assiste a un elevato turno-
ver delle iniziative imprendito-
riali, soprattutto nelle piccole
dimensioni aziendali.
In Italia la qualità della ricer-
ca pubblica è molto buona,
sovente di eccellenza, spiega
Mantovani citando ad esem-
pio il
e l’Istituto Italiano
di Tecnologia (IIT) e alcuni
istituti e laboratori universitari,
e in ambito privato operano
alcune grandi aziende che si
distinguono anche sulla sce-
na internazionale, ad esem-
pio
,
,
alcune aziende di
Le strategie e i prodotti di
KOE
Innovazione tecnologica, elevata capacità produttiva e supporto a livello
locale sono tre dei fattori chiave che caratterizzano KOE, il produttore
di display per applicazioni industriali di proprietà di JDI, azienda nata
da Hitachi, Sony e Toshiba
F
rancesco
F
errari
,
La distanza dalla fase di pie-
no sviluppo industriale tiene
ancora lontano il capitale di ri-
schio (il venture capital com’è
noto si impegna se i periodi di
ritorno sono nell’arco dei 3-5
anni) e i finanziamenti alla ri-
cerca sono in massima parte
pubblici.
L’Europa è coinvolta massic-
ciamente nella ricerca sulle
nanotecnologie, che sono
comprese fra le 6 “tecnologie
chiave” (KETs: key enabling
technologies)
dell’Agenda
Horizon 2020 e relativo futuro
Programma Quadro. L’ultimo
Programma Quadro (7° PQ)
ha investito complessivamen-
te 3,5 miliardi di euro e altret-
tanto ingente sarà la somma
resa disponibile nel Program-
ma successivo.
Un tema importante su cui la
Commissione Europea river-
sa parte dei finanziamenti è
quello della ricerca e sviluppo
responsabile.
Secondo Mantovani c’è una
sensibilità diffusa sull’argo-
mento, su cui anche AIRI/Na-
notec IT è molto impegnata.
“A mio parere la responsabili-
tà implica un tentativo condivi-
so da tutti gli stakeholder per
definire i rischi, i benefici e gli
aspetti sociali connessi alla ri-
cerca e alla produzione, e può
essere definita come sforzo di
fornire prodotti e risultati si-
curi, eticamente accettabili,
socialmente desiderabili e so-
stenibili”.
AIRI/Nanotec IT ha coordina-
to due progetti europei sullo
sviluppo responsabile: Nano-
Code (un codice di condotta
per la ricerca responsabile) e
Framing Nano (un framework
per la governance delle nano-
tecnologie).
continua a pag.14
I numeri del censimento
Il Censimento sulle Nanotecnologie
in Italia di AIRI/Nanotec IT, edizione 2011, presentava un
comparto
in rapida crescita,
con 190 strutture che si occupavano a vario titolo di ricerca nanotech. Di queste il 55%
sono strutture pubbliche, mentre il restante 45% consta di iniziative private, in notevole incremento: 4 volte
rispetto ai numeri del 2004, anno in cui venne svolto il primo censimento nanotech italiano. Nel solo 2010 la
crescita è stata del 23%.
La qualità della ricerca italiana viene riconosciuta anche dai maggiori produttori mondiali di semiconduttori e
di memorie. Dal 2006 nel nostro Paese sono stati
depositati 450 brevetti nanotech. Le nanotecnologie so-
no a uno stadio più avanzato nell’elettronica, dove i componenti nanoingegnerizzati sono già in produzio-
ne e in rapidissima crescita, soprattutto nei portatili, nei cellulari e nei tablet. Lombardia
e
Lazio
sono le
regioni a più elevata concentrazione di realtà pubbliche nanotech, a seguire vengono
Piemonte
,
Valle d’Ao-
sta
ed
Emilia Romagna
.
A livello privato le regioni protagoniste sono Lombardia e Veneto. Qui sono attivi vari
istituti di ricerca e monitoraggio sulle nanotecnologie, come il milanese Center for Nano Science and Techno-
logy dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Nel 2011, la ricerca nanotecnologica occupava circa
4.000 addetti.