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- ELETTRONICA OGGI 443 - MARZO 2015
TECH INSIGHT
ELETTRONICA 3D
Il processo impiegato per
realizzare le alette sfrutta tec-
niche di auto-allineamento
chimico, grazie alle quali è
possibile ottenere un passo
inferiore del 25% rispetto
al passo delle linee relati-
ve agli strati più sottili di
un’interconnessione metal-
lica, M1 e M2. Questi strati
di metallo sono attualmen-
te tracciati utilizzando due
maschere indipendenti, che
sono sovrapposte mediante
un processo di esposizio-
ne composito piuttosto che
tramite processi di auto-al-
lineamento. Il passo minimo
di questi strati di metallo è
determinato dall’errore di so-
vrapposizione, che dà come
risultato un passo maggiore
rispetto a quello ottenibile
con il processo di auto-alli-
neamento impiegato per la
formazione dell’aletta. La di-
vergenza tra il passo dell’in-
terconnessione metallica M2
– che convenzionalmente
scorre parallela all’aletta – e
dell’aletta stessa deve essere
tenuta in considerazione nel
progetto delle celle standard
utilizzate per implementare il
substrato (bulk) della logica
digitale che sarà utilizzata in
un circuito integrato basato
su finFET.
Nel caso dei processi ba-
sati sulla tecnologia finFET,
vi sono solamente alcune
combinazioni possibili tra
passi dell’interconnessione
metallica e delle alette che
possano dar vita a librerie
di celle standard utilizzabili,
che devono essere realizzate
in modo da far corrisponde-
re ciascuna delle loro celle
a un numero fisso di piste.
Anche in questo caso alcune
combinazioni daranno vita a
griglie di metallo non modifi-
cabili che rendono difficile il
trasporto di una quantità di
corrente sufficiente alle celle
sui percorsi critici. I proces-
si nanometrici sono sensibili
in misura sempre maggiore
a effetti quali l’elettro-migra-
zione, che riduce la vita ope-
rativa di un circuito integrato
assottigliando gradualmente
i conduttori soggetti a cor-
renti di elevata intensità fino
al momento in cui essi si
rompono.
Tool più “intelligenti”
Per ottimizzare la densità del-
le connessioni metalliche, le
regole del double-patterning
(tecnica che prevede l’uso di
due esposizioni successive
per ottenere il pattern interno
di un singolo strato) impon-
gono non solo il passo delle
piste di metallo ma anche la
loro ampiezza. Quindi non è
sempre possibile tracciare
piste di metallo più ampie
per il trasporto delle correnti
di maggiore intensità neces-
sarie per le celle che devono
garantire un’elevata capacità
di pilotaggio. Alcune combi-
nazioni tra numero di alette
e numero di piste di metallo
consentono un uso più fles-
sibile dell’interconnessione
di metallo per l’istradamen-
to dei segnali di potenza.
In questo modo è possibile
utilizzare terminali (rail) di
potenza più ampi e più resi-
lienti laddove sono richiesti,
unitamente a piste di celle in
grado di garantire il miglior
compromesso tra maggiore
densità di routing logico e
potenza erogata.
Per sfruttare in modo ade-
guato queste strutture, è ne-
cessaria una conoscenza più
approfondita dell’architettura
della cella standard rispetto
a quella richiesta quando si
utilizzano i tradizionali tool di
piazzamento e sbroglio (pla-
ce & route), che sono proget-
tati in modo tale che le celle
standard possano essere
considerate delle semplici
“scatole nere” dotate di un
insieme di pin di I/O e di po-
tenza, situate in posizioni ben
definite.
I tool che sono in grado di
utilizzare la conoscenza
dell’architettura interna delle
celle standard e di rimappare
le celle in funzione dei requi-
siti della logica possono ga-
rantire la flessibilità richiesta
per sfruttare al meglio queste
nuove strutture, senza richie-
dere un completo re-tooling
del flusso di implementa-
zione di un circuito integra-
to. Questa conoscenza può
essere utile in altre fasi del
flusso di progetto, fino alle
ultime modifiche di progetto
che danno origine all’ECO
(Engineering Change Order –
ovvero le modifiche effettua-
te una volta che il prodotto è
pronto per la produzione).
Poich
é
le regole di progetto
sono più severe rispetto al
passato, l’implementazione di
un’operazione di ECO risul-
ta più difficile perché anche
solo una piccola variazione
può portare all’insorgere di
problemi con la colorazio-
ne della maschera su strati
che utilizzano la tecnica del
double-patterning. Un flus-
so che integra tool capaci di
“comprendere” l’ambiente lo-
cale delle celle standard può
manipolare il progetto più in
profondità, per consentire
l’implementazione dell’ECO
nella maniera più trasparente
possibile. Una migliore com-
prensione dell’architettura
Fig. 1 – I transistor finFET da 16/14 nm garantiscono un miglior controllo delle perdite sull’intero intervallo
di frequenza




