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SICUREZZA |
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56 • maggio • 2015
giornamento di una serie di comandi TPM e
aggiungono il supporto per altri algoritmi di
crittografia. Ci sono alcuni mercati, o partico-
lari aree geografiche, che infatti richiedono al-
goritmi per applicazioni specifiche.
Tra le novità introdotte dalla versione 2.0 del-
le librerie ci sono anche quelle relative all’au-
torizzazione avanzata per una migliore gestio-
ne del TPM e ad altri servizi di crittografia per
migliorare la sicurezza.
Le nuove specifiche supportano una vasta
gamma di funzioni, algoritmi e le capacità su
cui si baseranno le future caratteristiche spe-
cifiche della piattaforma. Fondamentalmente
sono quelle che indirizzano le
capacità di base e i comandi del
TPM.
I motivi per cui il TCG ha svi-
luppato questa nuova versione
delle librerie sono diversi.
Per esempio, è emersa la ne-
cessità di avere algoritmi più
agili per offrire un’alternativa
all’SHA-1 che sta raggiungen-
do il termine e del suo ciclo per
diversi tipi di applicazioni. La
versione TPM 1.2 è infatti vin-
colata dalle sue strutture di dati
a utilizzare RSA e SHA-1. La
struttura e l’interfaccia previste
dalle specifiche TPM 2.0, inve-
ce, rendono possibile il supporto per una vasta
gamma di algoritmi di hash e asimmetrici. Di
particolare rilievo è l›aggiunta del supporto
per le famiglie di algoritmi asimmetrici a cur-
va ellittica (ECC).
Sono state introdotte, inoltre, tre gerarchie:
una per la protezione della piattaforma, una
per il controllo della privacy e la terza per lo
storage e impieghi di crittografia in generale.
Un altro motivo dell’introduzione della versio-
ne 2.0 è che in alcune aree geografiche occorre
assicurare la sostituzione degli algoritmi con
altri quando necessario.
Tra le novità c’è anche il supporto per ulteriore
utilizzo delle chiavi. Nella versione 2.0 è previ-
sta infatti la capacità di fornire operazioni di
crittografia più generali sia con chiavi pubbli-
che sia simmetriche, compresa la verifica della
firma e la crittografia simmetrica. A questo si
aggiunge il supporto per più chiavi trusted.
Alcune sfide connesse all’usabilità della ver-
sione TPM 1.2 hanno indotto l’introduzione di
diverse modifiche, per rendere questo sistema
più facilmente disponibile per le applicazio-
ni. Un altro motivo che ha indotto a proporre
una nuova release è collegato ai meccanismi di
autorizzazione del TPM 1.2 che non fornivano
una sufficiente flessibilità per certe applica-
zioni.
La diffusione di attacchi contro i BIOS dei si-
stemi e degli ambienti pre-boot hanno inoltre
indotto la necessità di utilizzare il TPM per la
protezione del BIOS e degli altri
servizi di piattaforma.
Ovviamente i futuri prodotti
basati sulle specifiche TPM 2.0
richiederanno nuovo software
che possa trarre vantaggio dalle
funzionalità aggiuntive.
I prossimi passi
Dal punto di vista commercia-
le, il passaggio dalle specifiche
TPM 1.2 a quelle TPM 2.0 dipen-
derà in larga misura dai produt-
tori. Nel breve periodo, comun-
que, si prevede che entrambe le
versioni coesisteranno sul mer-
cato e che i produttori offriran-
no implementazioni in grado di supportare sia
il TPM 1.2 che la versione 2.0. Alcuni chip, per
esempio, supportano sia la versione 1.2 che 2.0
delle librerie.
Il TCG sta inoltre pianificando l’introduzione
di un programma di certificazione per il TPM
2.0 analogo a quello offerto per la versione
TPM 1.2, ma per ora non sono stati comunicati
ancora i tempi.
In generale, per l’adozione di questa nuova se-
rie di librerie, si prevede che il mercato ne ve-
drà prima la diffusione per applicazioni come i
tablet e successivamente nei PC.
Per quanto riguarda l’evoluzione, lo step più
recente è relativo al PC Client Protection Pro-
file per il TPM 2.0. Questo profilo di protezione
descrive i requisiti di sicurezza richiesta dal
TCG per la famiglia TPM 2.0.
Una parte
rilevante
delle attuali
soluzioni
per la sicurezza
è ancora basata
solamente
su software




