EMBEDDED
56 • maggio • 2015
In tempo reale
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IT SECURITY
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dispositivi mobile, ri-
sorse virtuali, cloud).
Per arrivare a que-
sto, e aiutare le va-
rie organizzazioni nel
complesso
cammino
tecnologico che porta
a una IT security più
intelligente, Cisco ha
sviluppato il Security
Operations Maturity
Model. Quest’ultimo
è in sostanza un fra-
mework operativo che
indica, attraverso cin-
que tappe, una stra-
da percorribile dalle
aziende per migrare
verso controlli in gra-
do di fornire maggior
visibilità, intelligen-
za, automazione e, alla
fine ottenere grado di
protezione più alto. In questo modo, ogni or-
ganizzazione può usare il modello come rife-
rimento, per capire in quale tappa si trova, e
poi agire in modo opportuno per far evolvere i
propri sistemi di difesa. Il primo livello, defi-
nito ‘statico’, è quello degli am-
bienti IT dove i controlli critici
esistono, ma mancano visibilità
e intelligence per aggiornarli:
molte tecnologie tradizionali
funzionano così, ma non hanno
l’agilità di consentire aggiusta-
menti in real-time.
Il secondo livello si riscontra
dove visibilità e intelligence
esistono, ma le modifiche dei
controlli vanno ancora applica-
te manualmente.
Al terzo stadio si posizionano le
organizzazioni dove, in specifici
casi, i meccanismi di protezione
applicano alcuni controlli au-
tomaticamente. Peccato che ciò non avvenga
sui dati più sensibili, che l’ironia vuole, nota
Cisco, sono proprio quelli presi di mira dai
cybercriminali.
Si arriva poi al quarto livello, quello in cui i
sistemi utilizzano la visibilità e l’intelligence
per adattare in modo tempestivo le policy di
sicurezza, applicandole in tempo reale sulla
base di ciò che è in grado di ridurre l’espo-
sizione all’attacco. Qui i con-
trolli sono dinamici, esiste un
elevato livello di automazione
nella risposta alle minacce, e
la flessibilità per rispondere
ai requisiti di mobility, cloud e
IoT (Internet of Things).
I maggiori benefici di protezio-
ne si ottengono però quando si
arriva al quinto livello, quello
predittivo. Un grado di matu-
rità dell’IT security che attual-
mente si trova ancora agli al-
bori. In questa modalità opera-
tiva, sono attivati meccanismi
analitici evoluti, sulla base dei
quali diventa possibile appren-
dere il contesto in cui stanno avvenendo de-
terminati eventi, sviluppando una intelligen-
ce che, migliorando di continuo, consente di
ottimizzare controlli e tecniche di protezione.
Fig. 3 – Martin Roesch, vice president e chief architect di Cisco Security
Business Group
Prima di tutto,
un più moderno
approccio alla
sicurezza deve
porre al centro
il concetto di
continuità
delle minacce




