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IT SECURITY |
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56 • maggio • 2015
nel loro complesso, devono evolversi per star
dietro ai cambiamenti, e riuscire a risponde-
re in modo efficace ad attacchi che si fanno
sempre più sofisticati. Lo ha spiegato Martin
Roesch, vice president e chief architect di
Ci- scoSecurity Business Group, parlando qual-
che mese fa alla Global Editors Conference di
Cisco a San Jose.
Per far comprendere in modo cristallino la
portata del fenomeno malware, Roesch ha
nominato il caso dell’attacco di hacking per-
petrato attraverso la potente rete di ‘mal-
vertising’ (malicious advertising) sopranno-
minata ‘Kyle and Stan’, e scoperta dal Talos
Security Intelligence and Research Group di
Cisco. Tale rete ha diffuso malware per Mac
e Windows sfruttando gli annunci pubblicita-
ri online su grandi domini come
amazon.com,
ads.yahoo.como
youtube.com.Questi rappre-
sentano però solo la punta di un iceberg di
un’infezione che ha già contagiato (dati di set-
tembre) oltre 700 domini. Analisi più recenti
fotografano un attacco nove volte più grande
di quanto inizialmente creduto, quando co-
minciò circa due anni fa.
Minacce multiformi e dinamiche
Roesch ha sottolineato come la capacità di
espansione, l’esteso lasso di tempo dell’attac-
co ‘Kyle and Stan’, rifletta la sua abilità di tra-
sformarsi di continuo, muoversi rapidamente,
cancellare le proprie tracce. Contro minacce
simili, i meccanismi di difesa dell’IT fondati
esclusivamente su controlli di tipo statico e
su interventi manuali di operatori umani ri-
sultano insufficienti: così facendo, i sistemi
di protezione aziendali restano in condizioni
di significativo svantaggio, accrescendo l’ag-
gressività degli attacchi. Ciò che serve per
una difesa efficace sono invece meccanismi
dinamici di controllo, in grado di analizzare i
dati, apprendere i cambiamenti e adattarsi di
continuo agli eventi.
Nuovo paradigma operativo
Prima di tutto, un più moderno approccio alla
sicurezza deve porre al centro il concetto di
continuità delle minacce, attuando sistemi
di difesa in grado di agire prima, durante, e
anche dopo gli attacchi, e monitorando tutti
i livelli dell’infrastruttura IT (rete, endpoint,
Fig. 2 – Il Security Operations Maturity Model di Cisco (Fonte: Cisco)




