Siemens Digital Industries Software: le prospettive di mercato per il 2022 del settore dell’elettronica e dei semiconduttori
di Alan Porter, Vice President delle Strategie di Mercato per l’Elettronica e i Semiconduttori
La pandemia ha accelerato la crescita del mercato dell’elettronica e dei semiconduttori, ma al contempo lo ha messo a dura prova per via della crisi globale di approvvigionamento dei chip. Lo scoppio della pandemia ha fatto sì che il lavoro da remoto diventasse la norma per moltissime persone, con diverse conseguenze inattese. La repentina crescita della domanda di prodotti e di tecnologie a supporto del lavoro da casa – come i laptop, i monitor, le videocamere e gli smartphone – ha esacerbato il già crescente trend relativo all’abbondante consumo di chip. Le fabbriche, di conseguenza, si sono focalizzate principalmente sulla consegna di quella tipologia di ordini, nonché sull’adozione di alcune tecnologie correlate, quali il 5G e l’IoT (Internet of Things).
Contemporaneamente, l’industria automobilistica ha previsto che ci sarebbe stato un drastico calo della domanda di nuove autovetture, per via dei lockdown e delle restrizioni ai viaggi imposte da molte nazioni. La previsione si è rivelata corretta: nel periodo corrispondente al primo picco pandemico, a metà del 2020, le vendite di autoveicoli nuovi sono crollate, molte concessionarie hanno chiuso gli showroom e gli stabilimenti di produzione delle auto si sono fermati. Ciò detto, le vendite al dettaglio delle automobili ad uso privato sono tuttavia successivamente riprese molto più velocemente di quanto chiunque avesse previsto; è infatti emerso che molte persone hanno preferito spostarsi guidando la propria auto, piuttosto che utilizzando i mezzi pubblici o gli aeroplani.
Interessante anche il fatto che, dato che molti impiegati potevano lavorare praticamente da qualsiasi luogo, è cresciuta enormemente la domanda di camper, roulotte e motorhome. Come successo anche in altri settori, i produttori di questo segmento sono quindi stati improvvisamente sommersi dagli ordini, il che ha provocato un ulteriore impatto sugli arretrati della produzione di circuiti integrati e sulla difficoltà nel reperirli. Tutti questi fattori hanno guidato, e continuano a guidare, l’imponente aumento delle richieste alle fabbriche di IC per il settore automobilistico.
Senza dubbio la domanda di microchip rimarrà elevata per tutto il 2022, poiché il mercato continua a chiedere con forza prodotti più “smart”, più ricchi di funzionalità, costantemente connessi alla rete, di qualità più elevata e meno costosi. Quindi la domanda cruciale per il settore dell’elettronica e dei semiconduttori è: cosa si può fare per alleviare il problema della mancanza di chip?
La soluzione a lungo termine consiste, naturalmente, nel costruire nuovi stabilimenti di produzione. Ma ciò richiederà anni, costerà miliardi e inoltre rappresenta un approccio troppo radicale. Non va infatti ignorato il rischio che tra qualche tempo si possa ritornare ad una situazione di sovracapacità degli impianti. In Siemens crediamo che, invece, nel 2022 le aziende possano fare molto per rendersi capaci di anticipare e di risolvere i problemi della supply chain degli IC sfruttando al meglio i propri attuali processi produttivi, come anche i dati che essi portano con sé. Utilizzando soluzioni appropriate per estrarre i molti dati resi disponibili dai moderni sistemi di smart manufacturing, tali dati possono essere analizzati, elaborati e valorizzati lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, per migliorare la produttività e ridurre i costi, grazie alla cosiddetta “digital transformation”.
Se le aziende riescono a focalizzarsi sull’automazione, mentre le fabbriche possono essere governate anche da remoto, per queste ultime è possibile mantenere la propria capacità produttiva perfino a fronte di una nuova pandemia, o di un altro catastrofico impedimento globale. Il software di automazione presente all’interno di una smart factory è infatti in grado di collaborare con l’ecosistema della supply chain per ottenere informazioni dettagliate in tempo reale, consentendo alle aziende di prendere le necessarie decisioni e reagire in modo più efficace nel momento in cui dovesse avvenire un disastro.
L’IoT permette a chiunque di rimanere connesso a qualsiasi macchina, sistema o database presente nella fabbrica. Abbinando l’IoT ad una piattaforma per lo sviluppo di codice di tipo low-code, o addirittura no-code, è possibile rendere le aziende molto rapidamente capaci di estrarre importanti informazioni dai propri dati senza il bisogno di imparare tutti i complessi dettagli delle tecnologie sottostanti. Si possono realizzare e condividere dei cruscotti di indicatori, mentre con appositi workflow inviati ai dispositivi mobili o ai telefoni si consente agli impiegati di reagire in tempo reale alle segnalazioni, per svolgere i compiti loro assegnati. In tale scenario, tutti gli individui coinvolti in una catena di controllo hanno accesso alle informazioni di cui necessitano, in base al proprio ruolo nel processo.
La carenza di IC, inoltre, spesso costringe le aziende a cercare con urgenza dei fornitori alternativi. Per essere in grado di farlo, tuttavia, esse dovrebbero aver già provveduto ad eseguire un’attenta analisi delle caratteristiche di resilienza della propria supply chain, individuando le fonti di approvvigionamento primarie e secondarie, in modo da sapere come mitigare i rischi associati ad un repentino cambio di fornitore.
Un’azienda in affanno, concentrata solo sul riuscire a consegnare il prima possibile il proprio prodotto, potrebbe anche essere tentata di non dar peso a queste considerazioni. Per le aziende, tuttavia, la scelta di fornitori affidabili è un fattore assolutamente critico, per via delle implicazioni relative alla sicurezza e dei rischi associati a fonti di approvvigionamento potenzialmente inaffidabili. Inoltre, le aziende che incorporano nei progetti di IC anche propria IP (Intellectual Property) devono correttamente valutare anche la sicurezza della IP e proteggersi con attenzione dal possibile utilizzo di componenti contraffatti. Questo è uno dei tanti motivi per cui deve essere sempre possibile tracciare la genealogia del componente, della IP, o del chip.
Un altro aspetto fondamentale riguardante il workflow per l’approvvigionamento dei componenti elettronici consiste nella sua integrazione all’interno di un marketplace digitale intelligente. L’attuale contesto di carenza dei componenti ha evidenziato chiaramente la fragilità delle supply chain e sollecita una decisa svolta verso la digital transformation e verso sistemi decisionali intelligenti. Un forte ecosistema di DSI (Design-to-Source Intelligence), supportato globalmente da professionisti esperti negli ambiti della supply chain e dell’ingegnerizzazione dei sistemi potrebbe trasformare il modo in cui le aziende progettano, riforniscono, commercializzano e vendono i prodotti appartenenti alla catena del valore mondiale dell’elettronica.
Se utilizzati tutti insieme, questi approcci possono non solo aiutare le aziende produttrici di semiconduttori e di apparecchiature elettroniche ad essere più efficienti e ad incrementare la produzione sfruttando meglio le proprie attuali risorse produttive ma anche, aspetto ancora più importante, possono consentire loro di essere resilienti e capaci di reagire in modo proattivo nel momento in cui si presenterà il prossimo scenario di crisi.
La digital transformation è la chiave per implementare la spina dorsale della smart factory sia di oggi che del futuro e continuerà ad essere un potente elemento facilitatore per l’introduzione di tecnologie avanzate, di innovazioni progettuali e di pratiche collaborative più efficaci. La digitalizzazione può consentire a questo settore di trasformare la complessità dei progetti in un vantaggio competitivo, pur continuando al contempo a migliorarne la qualità e l’affidabilità. Le aziende che si voteranno ad una strategia di digitalizzazione totale saranno nella posizione ideale per guidare il settore nel prossimo futuro.
Alan Porter, Vice President delle Strategie di Mercato per l’Elettronica e i Semiconduttori
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