Le fabless fanno decollare il mercato dei chip

Pubblicato il 18 novembre 2021

Il cambiamento dei modi di vivere imposto dalla pandemia e la successiva ripresa economica sono i due fattori che hanno alimentato la crescita del mercato dei semiconduttori che quest’anno, secondo le previsioni di IC Insights, dovrebbe crescere in misura pari al 23%. Aumento favorito dall’incremento sia del numero di unità spedite (+20%) sia del prezzo medio di vendita (+3%). Si tratta del “balzo” più vistoso del settore dal 2010: in quell’anno il fatturato globale dei semiconduttori era aumentato del 34% dopo la recessione globale e il conseguente tracollo finanziario dei due anni precedenti (2008 e 2009).

Il ruolo delle fabless

Tra le società che nel 2021 faranno registrare i maggiori tassi di crescita si possono annoverare AMD, MediaTek, Nvidia e Qualcomm. Si tratta di realtà fabless specializzate nella realizzazione di integrati destinati ai mercati sicuramente più “trendy” del momento, ovvero intelligenza artificiale, machine learning e infrastrutture/smartphone 5G.

La crescita più vistosa (+65%) sarà quella di AMD, che ha guadagnato quote di mercato in parecchi segmenti e in particolare in quelli dei processori per data center, dove si è imposta come azienda leader in un settore in forte crescita. Bene anche le vendite di processori per PC destinati al mercato consumer e console per videogame.

Spettacolare anche la crescita di MediaTek (+60%) i cui chip sono presenti in alcuni tra i più famosi “brand” di smartphone, apparecchi televisivi e assistenti digitali, oltre che nei Chromebook, nei dispositivi per il fitness, nei router Wi-Fi e così via. Il punto di forza dell’azienda taiwanese sono i chip 5G realizzati con processi di 4 nm.

+54% è invece l’incremento previsto per Nvidia nel 2021. L’azienda, un pioniere nel settore delle Gpu che hanno contribuito a rendere sempre più realistici i videogame, ha ampliato la propria offerta con chip per applicazioni di intelligenza artificiale utilizzati in supercomputer, data center e auto a guida autonoma. I chip di Nvidia trovano anche applicazione nel cosiddetto “bitcoin mining” (in estrema sintesi la creazione di monete virtuali) e in metaverse, la piattaforma immersiva Internet di prossima generazione.

Ottime anche le prestazioni di Qualcomm, il più importante produttore di chip per smartphone, che dovrebbe far registrare un incremento del 51%. La società sta comunque cercando di ridurre la dipendenza dai telefonini e sfruttare le opportunità offerte da settori quali automotive, larga banda domestica e industriale.

In totale, le vendite di queste quattro aziende dovrebbero passare dai 54,8 miliardi di dollari del 2020 agli 85,4 miliardi di dollari del 2021, con un incremento del 56%. L’incremento di vendite di 30,6 miliardi di queste quattro società rappresenta il 31% dell’aumento previsto per l’intero comparto dei semiconduttori, che quest’anno è previsto pari a 97,4 miliardi di dollari.

Due “maglie nere”

Osservando la tabella, si può notare che delle 25 più importanti società di semiconduttori, 10 incrementeranno il loro fatturato del 30% mentre tutte (o quasi) faranno registrare crescite a due cifre. Due le eccezioni, Intel e Sony, che dovrebbero fare registrare un declino in misura dell’1 e 3% rispettivamente. In entrambi i casi il problema si chiama “chip shortage”. Secondo Intel i suoi partner non sono riusciti a reperire abbastanza componenti per realizzare il numero di laptop previsti, fatto questo che si è ovviamente riflesso sfavorevolmente sugli ordini delle CPU. Per cercare di ovviare al problema la società ha recentemente istituito la nuova divisione IFS (Intel Foundry Service) che ha prodotto i suoi primi wafer nel terzo trimestre di quest’anno. Analogo problema per Sony: le consegne della console PS5 non ha raggiunto gli obiettivi di vendita previsti causa penuria di componentistica provocata dalla pandemia. Anche in questo caso, meno console, meno processor spediti. Per ovviare a questo problema Sony è in tratattive con TSMC per realizzare una fabbrica in Giappone e garantire una stabilità di fornitura.

 

 

Filippo Fossati



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