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- ELETTRONICA OGGI 452 - MARZO 2016
ANALOG/MIXED SIGNAL
Clock IC
carenze in termini di jitter, una delle specifiche più impor-
tanti che caratterizzano la qualità del segnale di clock. Ogni
generatore reale produce un segnale di clock con picco-
le variazioni attorno alla frequenza nominale. Nel dominio
del tempo (Fig. 1) tali variazioni appaiono come salti avanti
e indietro lungo l’asse temporale, mentre nel dominio della
frequenza si manifestano come componenti spurie indeside-
rate nello spettro (Fig. 2).
Il jitter è un fenomeno complesso che assume diverse forme,
ha molte origini e può essere caratterizzato in molti modi. La
quantità massima e il tipo di jitter tollerabile da un sistema
sono legati all’applicazione specifica, agli obiettivi prestazio-
nali e, in molti casi, agli standard applicabili.
Come per molte non idealità, esistono modi per minimizzare
il problema del jitter, con ovviamente un prezzo da pagare. I
progettisti di circuiti integrati più esperti possono ridurre il
jitter in cambio però di un incremento del consumo di poten-
za. A questo punto è utile vedere se è possibile individuare
un compromesso tra questi parametri.
Componenti ottimizzati
Nonostante gli svantaggi appena discussi, i vantaggi po-
tenziali offerti dai generatori di clock programmabili multi-
uscita sono evidenti. Per questo motivo i produttori di cir-
cuiti integrati hanno focalizzato i loro sforzi per risolvere il
problema e le più recenti famiglie di questi generatori pro-
grammabili hanno superato molti degli svantaggi menzio-
nati. Un esempio significativo è la famiglia di generatori di
clock programmabili VersaClock 5 di IDT, giunti alla quinta
generazione (Fig. 3).
Questi generatori di clock programmabili a bassa potenza
abbinano elevate prestazioni di jitter e flessibilità, a uscite
universali, capaci di generare frequenze di clock in un am-
pio spettro. Ogni componente di questa serie può generare
quattro segnali di clock indipendenti con un errore di set-up
pari a 0 ppm, a partire da un singolo clock di riferimento o
da un quarzo esterno. Le frequenze di clock sono program-
mabili sul campo attraverso un’interfaccia I
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C o tramite il
software Timing Commander di IDT. L’intervallo di frequenze
di uscita va da 1 MHz a 350 MHz in modalità di uscita diffe-
renziale (LVDS, LVPECL, HCSL) e fino a 200 MHz in modalità
single-ended (LVCMOS). I package disponibili sono di tipo
VFQFPN e vanno dal modello a 24 piedini (4x4mm) fino alla
versione a 48 piedini.
Ogni dispositivo, inoltre, può memorizzare quattro diverse
configurazioni in una memoria non volatile OTP e le confi-
gurazioni sono selezionabili utilizzando i GPIO del proces-
sore o cablata attraverso due pin di selezione presenti sul
componente. Le varie configurazioni salvate possono essere
usate per diverse modalità operative (funzionamento com-
pleto o parziale, spegnimento parziale), per adattarsi a stan-
dard regionali (USA, Giappone o Europa) o per quantificare
i margini di corretto funzionamento durante il collaudo in
produzione.
Tuttavia, le caratteristiche funzionali costituiscono solo un
aspetto in quanto l’elemento cruciale è rappresentato dalle
prestazioni. Infatti, le funzionalità sono importanti a patto che
le prestazioni del dispositivo siano in grado di soddisfare le
specifiche più elevate. I dispositivi della serie VersaClock 5
hanno un jitter di fase inferiore a 0,7 ps (rms) da 12 kHz
a 20 MHz e rispettano le specifiche di clock più stringen-
ti imposte da standard come PCIe generazioni 1/2/3, USB
Fig. 3 – La famiglia VersaClock 5 di IDT è formata da generatori di clock
di quinta generazione in grado di generare quattro clock indipendenti
Fig. 2 – Il jitter nel dominio della frequenza




