Alimentazione: alcuni suggerimenti (parte 16) – Determinazione dello snubber per un convertitore forward
Dalla rivista:
Elettronica Oggi
La figura 1 mostra lo stadio di alimentazione di un convertitore forward, che funziona impiegando un trasformatore per accoppiare la tensione di ingresso al circuito secondario, dove viene raddrizzata e filtrata. Spesso è necessario uno snubber quando D2 deve commutare allo stato di interdizione attraverso un circuito a bassa impedenza formato dalla tensione del primario accoppiata e dall’induttanza di dispersione del trasformatore.
D2 potrebbe essere un diodo al silicio p-n con una reverse recovery charge che deve essere eliminata affinché l’interruttore possa aprirsi e che quindi causa una corrente in eccesso nell’induttanza di dispersione. Ne conseguono oscillazioni ad alta frequenza e una tensione in eccesso sul diodo. Una situazione analoga esiste per i diodi Schottky a causa della loro elevata capacità di giunzione, e anche per raddrizzatori sincroni a causa del loro ritardo nel passaggio allo stato di interdizione.
La figura 2 mostra alcune delle forme d’onda del circuito: quella superiore corrisponde alla tensione di drain di Q1, quella centrale alla tensione alla giunzione di D1 e D2 e quella inferiore alla corrente in D1. Nella traccia superiore si può osservare che quando Q1 si chiude, la tensione di drain diventa minore della tensione d’ingresso e questo fa sì che la corrente nel diodo D1 aumenti.
Fig. 2 – D2 causa oscillazioni eccessive quando si apre
Queste forme d’onda oscillanti possono essere considerate inaccettabili dato che possono causare problemi di interferenza elettromagnetica o stress di tensione eccessivi sul diodo. Uno snubber RC ai capi di D2 può ridurre in modo sostanziale le oscillazioni, con un impatto minimo sull’efficienza. La frequenza delle oscillazioni è determinabile con la seguente espressione (Equazione 1):
Ma come determinare i valori di L e C nel circuito? Basta ridurre la frequenza delle oscillazioni aggiungendo una capacità nota ai capi di D2, in modo da ottenere un sistema di due equazioni in due incognite. Il calcolo risulta ancora più semplice se si aggiunge una capacità sufficiente a dimezzare la frequenza delle oscillazioni; a tal fine occorre una capacità totale quadrupla della capacità parassita iniziale. Poi è sufficiente dividere per tre la capacità aggiunta per ottenere la capacità parassita.
La figura 3 mostra di nuovo la forma d’onda con 470 pF ai capi di D2 e frequenza delle oscillazioni pari alla metà di quella originaria; quindi, il circuito ha una capacità parassita di circa 150 pF. Si noti che la semplice aggiunta della capacità non è sufficiente per smorzare l’ampiezza delle oscillazioni; il circuito richiede una certa resistenza. Questo è un altro motivo per cui il fattore 3 per il condensatore è un buon punto di partenza. Scegliendo la resistenza appropriata si ottiene un buon smorzamento con un impatto minimo sull’efficienza. Il valore ottimale della resistenza di smorzamento è quasi uguale all’impedenza caratteristica degli elementi parassiti (Equazione 2):
Usando l’Equazione 1 con una frequenza delle oscillazioni di 35 MHz e una capacità parassita di 150 pF, l’induttanza di dispersione risulta uguale a 150 nH. Sostituendo questo valore nell’Equazione 2 si calcola un valore di circa 30 ohm per il resistore snubber. La figura 4 mostra l’effetto dell’aggiunta di tale resistore: le oscillazioni sono pressoché eliminate e lo stress di tensione è ridotto da 60 a 40 volt. Ciò consentirebbe di selezionare un diodo con tensione nominale inferiore, con conseguente aumento dell’efficienza. L’ultimo passo di questo procedimento consiste nel calcolare le perdite nel resistore snubber. A tal scopo si usa l’Equazione 3, dove f è la frequenza di funzionamento:
Una volta calcolata la frequenza, è necessario decidere se le perdite nello snubber sono accettabili per il circuito. Se la risposta è negativa, occorre raggiungere un compromesso tra le queste perdite e le oscillazioni. Per informazioni su come scegliere il resistore di smorzamento ottimale, vedere “Alimentazione: alcuni suggerimenti utili (parte 4)” http://www.ilb2b.it/node/25258, figura 3.
Nel prossimo numero della rubrica continueremo a occuparci degli snubber degli alimentatori.
Bibliografia
Middlebrook, R. D., and Slobodan Cuk, “Advances in Switched-Mode Power Conversion,” Volumes I and II, 2nd Edition, TESLAco, 1983. 533 p. Disponibile da TESLAco, #10 Mauchly, Irvine, CA 92718, telefono (714) 727-1960. (First edition c 1981.)
Per leggere numeri precedenti della rubrica “Suggerimenti sull’alimentazione” di Robert Kollman: www.eo-web.it/webexclusive
Per ulteriori informazioni su questa e altre soluzioni per gli alimentatori, visitare: www.ti.com/power-ca
Per contattare Robert Kollman: powertips@list.ti.com
Robert Kollman, Texas Instruments
Contenuti correlati
-
Il nuovo centro di distribuzione dei prodotti di TI
Texas Instruments (TI) ha aperto un nuovo centro per la distribuzione dei prodotti a Dreieich, nei pressi di Francoforte. Il nuovo impianto, che ha un’estensione di 9.000 metri quadrati, dispone di nuove funzionalità di automazione. Può infatti...
-
Murata amplia la sua offerta di alimentatori
Murata ha aggiunto il modello PQC600 alla sua gamma di alimentatori AC/DC di tipo open frame. Il produttore precisa che PQC600 utilizza un trasformatore sviluppato “su misura” da MPS (Murata Power Solutions) e l’intero progetto è ottimizzato...
-
TRACO estende la serie di alimentatori TXN
TRACO ha annunciato l’estensione della sua offerta di alimentatori della serie TXN con diversi nuovi modelli caratterizzati da livelli di potenza tra 35 e 800 watt. Questi alimentatori CA/CC, ospitati in case metallico, sono progettati per applicazioni...
-
Progettazione di un circuito di precarica attiva con condensatore DC-Link ad alta tensione
Questo articolo presenta il processo di progettazione necessario per calcolare gli adeguati valori dei componenti che contribuiscono a ottenere il profilo di carica desiderato Leggi l’articolo completo su EO 521
-
I miglioramenti nella tecnologia RFID danno origine a nuove applicazioni
L’identificazione a radiofrequenza (RFID) è una tecnologia consolidata che viene impiegata da molti anni, con l’introduzione dei primi esempi di transponder RF passivi che risale agli anni 70. Probabilmente la usate tutti i giorni senza accorgervene, ma...
-
Vox Power annuncia la serie EIRE300
Vox Power ha presentato la serie di alimentatori CA/CC EIRE300, progettati per applicazioni mediche e ITE. EIRE300 eroga 300 watt, con uscita di picco di 375 watt, e offre un’efficienza fino al 95%. Tra le principali caratteristiche...
-
TI presenta i suoi nuovi PLD
Texas Instruments (TI) ha presentato nuovi dispositivi a logica programmabile (PLD) che permettono di semplificare e velocizzare lo sviluppo di progetti di dispositivi logici per qualsiasi tipo di applicazione. È possibile integrare fino a 40 combinazioni e...
-
Le soluzioni di alimentazione rack di Mean Well da TTI
TTI IP&E – Europe fornisce i componenti di alimentazione per armadi rack di Mean Well come per esempio il modello DHP-1UT-B(HV). Questo prodotto fornisce un’alimentazione affidabile in un design modulare ed è particolarmente interessante per applicazioni come...
-
Come migliorare la sicurezza negli inverter di trazione dei veicoli elettrici
I progettisti di veicoli elettrici possono aumentare la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi a inverter di trazione monitorando la soglia di tensione del gate Leggi l’articolo completo su EO520
-
I nuovi alimentatori di TRACO POWER
TRACO POWER ha introdotto la serie di alimentatori TXO per rispondere alle esigenze di applicazioni industriali sensibili ai costi. Si tratta di tre serie di alimentatori CA/CC di tipo open frame, con potenze comprese fra 45 e...