EON
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n
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588
-
luglio
/
agosto
2015
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processi litografici non pos-
sono ridurre le dimensioni
del chip. Il funzionamento ad
alta corrente richiede tran-
sistor che occupino un’area
notevole, e ridurre i parametri
non migliora la capacità del
transistor di fare passare cor-
renti elevate. Inoltre, la dissi-
pazione di potenza richiede
una grande area del chip e
buone connessioni termiche
ai fini del corretto funziona-
mento. Ne consegue che dal
punto di vista fisico i circuiti
analogici sono collegati più
strettamente alle funzioni che
eseguono.
I miglioramenti nella densi-
tà originariamente progettati
per i circuiti integrati digitali
sono stati adottati anche per
quelli analogici. Quanto più
piccoli sono i transistor, tanto
più velocemente funzionano,
per cui si sono diffuse enor-
memente applicazioni che
utilizzano i nuovi transistor
resi possibili da larghezze ri-
dottissime delle tracce; sono
ormai comuni circuiti a radio
frequenza ad alta velocità,
funzionanti a bassa poten-
za e a frequenze dell’ordine
dei gigahertz. I convertitori
analogico-digitali con oltre
20 bit o i convertitori funzio-
nanti a frequenze dell’ordine
dei gigahertz derivano diret-
tamente dalla possibilità di
avere come parte del proces-
so transistor CMOS piccoli e
veloci.
Mentre il costo di questi pro-
cessi con tracce sottilissime
continua a scendere grazie
all’enorme volume di circuiti
digitali resi così possibili, i
circuiti analogici prodotti con
questi processi continuano a
diventare più economici e a
diffondersi sempre più. I re-
golatori a commutazione fun-
zionanti a frequenze multiple
dei megahertz con efficienza
pari ad almeno il 95% sono
possibili grazie ai transistor
a tracce più sottili. Le dimen-
sioni ridotte dei transistor
consentono ai circuiti inte-
grati analogici di disporre di
un’enorme quantità di circuiti
digitali di supporto nonché di
circuiti analogici più veloci.
Anche i componenti analogici
sono migliorati.
Sono aumentate sia la pre-
cisione CC che la velocità
degli amplificatori operazio-
nali. I regolatori lineari (LDO)
hanno tensione di dropout e
corrente di alimentazione in-
feriori oltre a uscite di moni-
toraggio analogiche.
Nuove architetture svilup-
pate per i regolatori lineari
consentono di collegare in
parallelo i dispositivi sen-
za bisogno di circuiti ester-
ni speciali né di regolazioni
per un’uscita nulla. Un nuovo
LDO particolarmente interes-
sante presenta un rumore di
uscita pari a 1 µV da 10 Hz
a 100 kHz – migliore rispetto
a molti amplificatori a basso
rumore.
Questi sviluppi derivano da
innovazioni circuitali, livelli di
pulizia maggiore nelle linee
di fabbricazione, maschere
migliori, densità dei difetti in-
feriore nelle maschere e nei
wafer, e wafer più grandi. I
circuiti integrati analogici of-
frono prestazioni migliori ol-
tre a implementare le presta-
zioni del sistema su un chip.
Né i circuiti integrati digita-
li né quelli analogici hanno
presentato brusche variazio-
ni delle funzioni da un anno
all’altro; lo sviluppo è stato
graduale: un miglioramento
costante dei parametri pre-
stazionali nel corso degli ul-
timi 40 anni. Possiamo quindi
aspettarci un miglioramento
continuo – innovazioni e pre-
stazioni superiori – dei cir-
cuiti analogici nel prossimo
decennio e oltre.
N
egli ultimi 40 anni, i circuiti
analogici hanno rappresen-
tato il 20% dell’intero settore
dei circuiti integrati. A mano
a mano che aumentava la
complessità e la gamma di
funzioni dei circuiti integrati
digitali, altrettanto accadeva
per quelli analogici; ma men-
tre per i primi si è verificato
un ampliamento della fun-
zionalità, che è basata sul
numero di transistor, il pro-
gresso dei secondi va misu-
rato secondo altri parametri.
Per i circuiti integrati digitali,
l’aumento delle prestazioni è
dipeso dalla riduzione delle
dimensioni sia delle carat-
teristiche sia dei transistor:
aumentando il nu-
mero di questi depo-
sitati in un chip si è
aumentata la produt-
tività dei circuiti stes-
si. I circuiti integrati
analogici sono basa-
ti su parametri reali,
per cui miglioramenti
apportati al consumo
di potenza, alla velo-
cità di risoluzione e
così via comportano
una migliore produt-
tività.
I dati digitali equivalgono a
informazioni; nei circuiti di-
gitali i valori delle tensioni e
delle correnti non contano,
fintantoché l’ingresso e l’u-
scita sono corretti, e non im-
porta come il segnale passa
dall’ingresso all’uscita. I cir-
cuiti digitali possono essere
array di gate, microprocesso-
ri o circuiti logici discreti pur-
ché funzionino correttamen-
te. Le funzioni analogiche
tengono conto di parametri
reali: tensione e corrente,
rumore, velocità e corrente
di alimentazione sono tutte
proprietà definite con rife-
rimento a circuiti integrati
analogici, per cui è cruciale
come si passa da un segnale
d’ingresso a uno di uscita.
Le innovazioni compiute nel
settore dei circuiti integrati
digitali hanno avuto notevoli
ripercussioni su quelli analo-
gici, che 40 anni fa venivano
fabbricati tramite un proces-
so a otto maschere. Quasi
tutti i produttori impiegavano
processi molto simili e non
c’era molta differenza tra le
varie tipologie di dispositivi
fabbricati, mentre ora cia-
scun produttore di circuiti
integrati analogici impiega
processi e variazio-
ni propri, così che
non esiste niente
che possa assimi-
larsi a una seconda
sorgente utilizzabile.
Questi miglioramenti
apportati al proces-
so di fabbricazione
dei circuiti analogici
non riguardano solo
le dimensioni dei
transistor, ma anche
la complessità del
processo stesso. I circuiti in-
tegrati analogici spesso sono
fabbricati con molti strati
e maschere – fino a 50 – e
contengono transistor bipola-
ri, CMOS, resistori a film sot-
tile e altri componenti specia-
li necessari per l’esecuzione
delle funzioni analogiche.
Le dimensioni dei circuiti
integrati analogici non dimi-
nuiscono nello stesso modo
di quelle dei circuiti integrati
digitali; alcuni dei parametri
relativi ai primi, come tensio-
ne e corrente, richiedono una
certa area del chip ai fini del
corretto funzionamento. Una
tensione più alta richiede
transistor più grandi e distan-
ze maggiori, per cui i nuovi
T
ecnologie
L’evoluzione dei
circuiti analogici
Le innovazioni compiute nel settore dei circuiti
integrati digitali hanno avuto notevoli ripercussioni
su quelli analogici, che 40 anni fa venivano fabbricati
tramite un processo a otto maschere
B
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D
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Bob Dobkin,
cofondatore,
chief technical
officer di Linear
Technology
Corp.




