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ENERGY HARVESTING

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- ELETTRONICA OGGI 447 - luglio/agosto 2015

Elettromeccanici europei

per l’energy harvesting

vibrazionale

I

sistemi embedded diventano sempre più interattivi

con il mondo fisico e per far ciò utilizzano principal-

mente i sensori che assumono il fondamentale ruolo

di tecnologia d’interfaccia con le applicazioni e poi ine-

vitabilmente almeno un piccolo trasmettitore wireless,

che serve per abilitarne la connettività. D’altra parte,

questi sistemi sono basati sui microcontrollori di ultima

generazione che consumano talmente poco da sminuire

il tradizionale ruolo degli alimentatori che, per quanto

piccoli possano essere, necessitano pur sempre di una

batteria da ricaricare o sostituire di tanto in tanto. Per

mantenerli in funzione molto a lungo e dare loro il valo-

re aggiunto dell’autonomia operativa, è oggi sufficiente

recuperare un po’ dell’energia che viene abbondante-

mente dispersa dappertutto, con valori che tipicamente

superano di parecchio il fabbisogno della maggior parte

dei sistemi embedded, compresi quelli per le applicazio-

ni industriali.

Inoltre, i dispositivi di energy harvesting sono essenziali

per i nuovi microsistemi embedded dedicati alle applica-

zioni di Internet-of-Things di prossima diffusione.

Sono state sviluppate diverse tecnologie che consento-

no di recuperare l’energia dispersa e, attualmente, la più

efficiente sembra essere la cattura delle differenze ter-

miche, che permette di generare stabilmente decine di

mW/cm

2

; si trovano poi con pari aspettative i dispositivi

che catturano l’energia luminosa e l’energia vibraziona-

le, che riescono a fornire qualche mW/cm

2.

Questi ulti-

mi sono dispositivi microelettromeccanici fabbricabili a

basso costo nelle stesse linee produttive dei comuni cir-

cuiti integrati e consentono di trasformare i movimenti e

l’energia cinetica in elettricità. Inoltre, sono particolar-

mente indicati per alimentare i piccoli sistemi di moni-

toraggio installati nei punti particolarmente critici come,

ad esempio, legati al telaio delle macchine industriali o

dei treni oppure anche sulle attrezzature utilizzate per lo

sport agonistico.

Vibrazioni elettromagnetiche

Oggi i MEMS si ottengono depositando su una base di

ossido di silicio alcune geometrie di silicio una sopra

Lucio Pellizzari

Nel nostro continente sono molte le

ricerche in corso finalizzate a catturare i

movimenti meccanici dispersi nell’ambiente

e recuperarne l’energia cinematica ed

elettromagnetica, altrimenti perduta, per

tradurla in energia elettrica utilizzabile in una

varietà di sistemi miniaturizzati

Fig. 1 – Il processo di fabbricazione dei Vibration Energy Harvester con

le attuali tecnologie MEMS a basso costo