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EON

ews

n

.

588

-

luglio

/

agosto

2015

4

H

i

-

tech

&

finanza

L

a crescita economica pre-

vista di Stati Uniti e Cina ed

un aumento degli investimen-

ti, lasciano ben sperare per il

prossimo triennio del settore

dei semiconduttori per appli-

cazioni industriali. Secondo

la società di ricerche

IHS ,

il

comparto crescerà al ritmo del

9,7 per cento annuo nel trien-

nio 2015-2018. A sostenere la

domanda sarà in particolare

il comparto dell’automazione

industriale, ma anche la diffu-

sione dei sistemi di sicurezza

e controllo di edifici e case, ol-

tre alle innovazioni necessarie

al settore aeronautico. Secon-

do gli esperti, la crescita dei

chip si inserirà nel percorso

già avviato nel 2014, anno in

cui si stima che l’industria dei

semiconduttori per l’industria

abbia registrato un incremento

di fatturato del circa 16,8 per

cento su base annua. “La do-

manda è stata particolarmen-

te forte per i LED ottici che

hanno registrato un incremen-

to del 23,4% – hanno spiegato

gli analisti di IHS – portando il

giro d’affari del segmento da

6,3 a 7,7 miliardi di dollari”.

Bilancio positivo c’è stato poi

anche per i transistor di po-

tenza e i thyristor, che hanno

visto lievitare il loro giro d’af-

fari del 13,4 per cento, con un

giro d’affari che si è attestato

a 6,3 miliardi di dollari contro

i 5,5 miliardi del 2013. L’indu-

stria degli OEM dovrebbe in-

vece segnare un miglioramen-

to dello 8,3 per cento grazie

all’aumento della domanda di

sistemi di sicurezza per edifici

e case. “L’economia globale è

stata forte nel 2014 – hanno

evidenziato gli esperti – sot-

to la guida statunitense, ci si

attende sarà fiorente fino al

2018”. Gli Stati Uniti hanno ar-

chiviato il 2014 con un solido

incremento del prodotto inter-

no lordo pari al 2,4 per cento

e per l’anno in corso si stima

che la ripresa sarà ancora più

intensa (+3,1%) per poi ral-

lentare leggermente nel 2016

(2,7%). Per l’industria dei chip,

legata ai fattori di crescita ma-

croeconomica, si tratta davve-

ro di buone notizie. Basti pen-

sare che gli Stati Uniti pesano

ad oggi per circa il 30% di tutti

i semiconduttori utilizzati nelle

applicazioni industriali. Fonda-

mentale inoltre per il settore è

stato il contributo della Cina,

che dopo gli Stati Uniti sono i

maggiori acquirenti di chip al

mondo. Pechino ha infatti ac-

quistato circa il 14% dell’intera

produzione di semiconduttori

del 2013 per soddisfare i bi-

sogni di un’economia in forte

crescita. L’economia cinese è

infatti cresciuta del 7,3% nel

2014. E nei due anni succes-

sivi è prevista una crescita co-

stante (6,5% nel 2015 e 6,7%

nel 2016) che dovrebbe por-

tare un ulteriore beneficio per

l’industria mondiale dei chip

per l’industria.

Huawei

dà una mano

a

STMicroelectronics

Semiconduttori per l’industria

in volata grazie

a Stati Uniti e Cina

Per la società

di ricerche IHS,

l’industria crescerà

al ritmo del 9,7 per

cento annuo nel

triennio 2015-2018

E

lena

K

irienko

F

ederico

F

ilocca

i

nizia bene il secondo seme-

stre del 2015 per

STMicroe- lectronics

. Nei giorni scorsi, il

leader europeo dei semicon-

duttori ha annunciato di aver

firmato un contratto di forni-

tura da 500 milioni di dollari

con la cinese

Huawei ,

società

attiva a livello globale nello

sviluppo, produzione e com-

mercializzazione di prodotti,

sistemi e soluzioni di rete e te-

lecomunicazioni. L’accordo tra

i vertici dei due colossi dell’hi-

tech è stato siglato a Tolosa

in occasione del recente tour

europeo del Premier cinese Li

Keqiang. Nel dettaglio, si trat-

ta di una commessa di durata

quinquennale che, pur avendo

un limitato impatto annuale

sul fatturato di STMicroelec-

tronics (pari all’1,35% rispetto

a quello generato nel 2014),

consentirà al gruppo guidato

da Carlo Bozotti di proseguire

nel processo di diversificazio-

ne del business e di arginare

l’emorragia dei ricavi iniziata

nel lontano 2014. L’esercizio in

corso potrebbe chiudersi per il

quinto anno consecutivo con

una flessione delle vendite per

il gruppo italo-francese. Attual-

mente, la stima media degli

analisti per il fatturato 2015

è di

7,27 miliardi di dollari, in calo

dell’1,8% rispetto al 2014 e

inferiore di quasi il 30% rispet-

to al corrispondente dato del

bilancio 2010. Gli stessi ana-

listi sono piuttosto cauti sulle

prospettive del titolo STMicro-

electronics a piazza Affari nel

secondo semestre del 2015

anche alla luce dell’ottima per-

formance borsistica registrata

nel periodo gennaio-giugno di

quest’anno, pari al +18,5 per

cento. Un risultato ancora più

sorprendente se si conside-

ra che nello stesso orizzonte

temporale l’indice Sox di Fila-

delfia, cioè il paniere che com-

prende alcune tra le principali

società del settore dei chip a

livello mondiale, è rimasto so-

stanzialmente invariato.

In particolare, su 23 analisti

che hanno sotto osservazione

il gruppo guidato da Bozot-

ti soltanto 4 suggeriscono di

comprare i titoli STMicroelec-

tronics mentre 10 ritengono

che a questi prezzi siano cor-

rettamente valutati e 9 sugge-

riscono addirittura di venderli.

Il target price medio a 12 mesi,

indicato dagli stessi esperti,

staziona a circa 7 euro, quin-

di, a un livello inferiore alle

attuali quotazioni di Borsa. Un

prezzo obiettivo, che sconta

i deludenti risultati del primo

trimestre del 2015, ma che

beneficia anche del possibile

coinvolgimento del colosso

italo-francese nel processo

di con solidamento in corso

nell’industria dei chip a livello

mondiale.

Il gruppo guidato

da Carlo Bozotti

ha firmato un

contratto di durata

quinquennale

da 500 milioni

di dollari con il

colosso cinese delle

telecomunicazioni.

Un accordo che

avrà un impatto

limitato sui ricavi

annui del leader

europeo dei chip

ma che consente

di contrastare la

discesa dei ricavi.

Nel primo semestre

del 2015 il titolo

ha guadagnato il

18,5% a piazza

Affari

Carlo Bozotti,

presidente

e Ceo di

STMicroelectronics