COMM
SHORT RANGE STANDARD
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- ELETTRONICA OGGI 452 - MARZO 2016
NFC basta un front-end ossia
un ricetrasmettitore RF con
relativa antenna e un micro-
controllore capace di gestirlo
tramite l’apposita NFC Con-
troller Interface (NCI) e poi,
laddove il sistema ospitante
lo permetta come ad esem-
pio negli smartphone, si può
eventualmente affiancare al
modulo anche un processore
criptografico per proteggere
le transazioni finalizzate ai
pagamenti di ogni tipo e uni-
re la comodità e la sicurezza
delle transazioni senza con-
tatto alla certezza dell’asso-
luta assenza di errori nei trasferimenti monetari imposta
dai circuiti bancari. Va considerato che generalmente per
le NFC occorrono due front-end che sebbene consumino
pochissimo devono essere entrambi alimentati ma è pro-
prio grazie alla ridotta distanza alla quale si connettono
che si può anche fare in modo che uno dei due trasferisca
all’altro l’energia necessaria per attivarsi e rispondere alla
comunicazione.
Le modalità operative fra due dispositivi NFC sono tre:
Read/Write Mode, ossia lettura e scrittura dati bidirezio-
nale di qualsiasi tipo, Peer-to-Peer Mode, o trasferimento
diretto (punto-punto) di dati dall’uno all’altro e Card Emu-
lation Mode o emulazione delle Smart Card, che consente
agli smartphone di diventare carte di pagamento o chiavi
di accesso a infrastrutture o servizi. Inoltre, le modalità di
potenza sono due perché le comunicazioni possono es-
sere attive o passive e nel primo caso si può usare solo
la modalità punto-punto che consente di trasferire buone
quantità di dati a radiofrequenza in modulazione Amplitu-
de Shift Key (ASK) ma solo in una direzione alla volta e solo
se c’è energia in entrambi i lati. Nelle NFC passive, invece,
si possono usare tutte e tre le modalità perché il dispositi-
vo che inizia la conversazione invia i dati con un livello di
energia sufficiente affinché il target possa usarne un po’
per abilitare il trasferimento dei dati richiesti all’inverso
ma solo a patto che ci siano pochi dati e che la distanza sia
abbastanza ravvicina-
ta per far bastare l’e-
nergia. Invero, ci sono
delle somiglianze con
le attuali Smart Card
contactless (o di pros-
simità, RFID) come ad
esempio la medesima
frequenza di 13,56
MHz e gli stessi 10 cm
di massima distanza
ma a differenza delle
carte a microchip che
sono solamente passi-
ve i chip NFC possono
essere anche attivi
e hanno un formato
circuitale che si può
integrare insieme agli
altri sottosistemi con-
sentendo un maggior
numero di opportuni-
tà applicative.
Ciò li rende competitivi con Bluetooth e WiFi innanzi tutto
nel prezzo e poi nella versatilità che li potrà senza dub-
bio favorire in vista della rivoluzione epocale promessa da
Internet-of-Things.
NFC ed energy harvesting
AMSha presentato il nuovo chip d’interfaccia
NFC AS3955 che consente di connettere un
lettore NFC su terminale mobile (smartphone
o tablet) a un microprocessore host in una
qualsiasi applicazione. Come il precedente
modello AS3953 anche il nuovo AS3955 può
funzionare come alimentatore per l’host e for-
nirgli fino a 5 mA e 4,5V sufficienti per rica-
ricare una piccola batteria al litio locale che
consente all’host di attivarsi. Se integrato a
un dispositivo di energy harvesting l’AS3955
può ricavare quest’energia dall’ambiente cir-
costante sia per alimentare sé stesso sia per
Fig. 2 – Le modalità di funziona-
mento delle comunicazioni NFC
sono implementabili in sottosi-
stemi molto semplici dal punto
di vista circuitale e adattissimi
per realizzare applicazioni IoT
Fig. 3 – Il chip d’interfaccia NFC AMS AS3955 è predisposto per l’alimentazione da sorgenti
di energy harvesting e offre una modalità di connessione supplementare che può essere
personalizzata per applicazioni proprietarie
Fig. 4 – SBC Kit consente di sviluppare
applicazioni per Smart Home con il nuovo
chip d’interfaccia NFC PN7120 pensato da
NXP per Linux e Android




