Una chiave di accesso ai fondi comunitari
Dalla rivista:
EONews
La collaborazione internazionale tra le Pmi è fondamentale per lo sviluppo di tecnologie e la loro applicazione concreta in nuovi prodotti. Con questo obiettivo, il V Programma Quadro della Commissione Europea prevede la promozione dell’innovazione e l’incoraggiamento della partecipazione delle piccole e medie imprese, con riferimento soprattutto agli strumenti che possono facilitare la partecipazione delle Pmi ai programmi di ricerca dell’Unione Europea. In particolare, l’azione ‘Economic and Technological Intelligence’ (Eti) prevede misure di accompagnamento che stimolino l’utilizzo di strumenti per identificare le esigenze delle Pmi e anticipare trend tecnologici e di mercato, al fine di indirizzarle verso i programmi comunitari più adatti alle loro esigenze. Una delle iniziative più recenti, nata per promuovere e sostenere la partecipazione delle Pmi nei programmi di ricerca finanziati nell’ambito dell’elettronica avanzata, è il progetto Sweets. Presentato ed approvato in ambito Eti, Sweets nasce dall’esperienza maturata da Enea-Diff (la Divisione Diffusione dell’Innovazione e Trasferimento Tecnologico di Enea) nel corso dell’Azione Speciale Mepi – MicroElectronics Promotion in Italy e da quella della rete europea dei Technology transfer node (Ttn) per la microelettronica del Progetto Fuse – First User Action.
Coordinato dalla Divisione Diff di Enea, Sweets è costituito da una rete di centri di ricerca nel campo della microelettronica, del trasferimento tecnologico e dell’innovazione tecnologica in generale, in sei diversi Paesi europei. Il progetto raccoglie e organizza una rete di undici centri specializzati partner che forniscono esperienza e assistenza tecnologica. Tali partner sono: University of Glamorgan Commercial Services (Regno Unito), Bolton Institute of Higher Education (Regno Unito), Iam FuE (Germania), Fraunhofer-Gesellschaft (Germania), Aramis – Association pour la Recherche Avancée en Microélectronique et Intégration de Systèmes (Belgio), ArchiMedia (Grecia), Ayde (Spagna), Corep (Torino), Cesvit Microelettronica (Prato – Fi) e Crr – Consorzio Roma Ricerche (Roma). “Sweets si rivolge essenzialmente alle Pmi con capacità di ricerca ridotte o inesistenti, e che hanno scarsità di personale qualificato”, afferma Massimo Busuoli, Technology Transfer Manager presso Enea-Diff. “Il progetto vuole contribuire anche alla modernizzazione dei settori più tradizionali, promuovendo l’utilizzo di nuove tecnologie per la qualità dei prodotti e dei processi e per l’instaurazione di nuovi metodi di produzione. E’ infatti possibile fare innovazione di processo con sistemi elettronici anche in aziende che non producono elettronica”. A fronte di un costo stimato in 2,2 milioni di euro, Sweets è finanziato per circa 1,1 milioni di euro, mentre i partner sono chiamati a finanziare il rimanente 50%.
Numerosi vantaggi
I vantaggi che la rete Sweets è in grado di offrire alle Pmi sono numerosi. Innanzitutto, vi è la possibilità di poter disporre di competenze tecnologiche grazie a partner altamente qualificati a livello europeo. In secondo luogo, si ha un approccio orientato al risultato. Terzo, il superamento dei problemi comunicativi grazie alla dimensione europea del progetto. Infine, una guida efficace nell’interazione fra la Pmi e la Commissione Europea, attraverso l’intermediazione dei partner della rete.
Tra i progetti finanziabili, in primo luogo troviamo i progetti Craft, ossia i progetti di ricerca cooperativa per le Pmi. Si tratta di azioni a compartecipazione finanziaria destinate alle Pmi con scarse capacità di ricerca, che consentono di commissionare congiuntamente a un terzo le attività di ricerca. Vi sono quindi i progetti di Ricerca & Sviluppo tecnologico (R&S). Sono progetti di acquisizione di nuove conoscenze intesi a sviluppare o migliorare prodotti, processi o servizi e/o rispondere alle esigenze delle politiche comunitarie.
Il contributo CE è fino al 50% del costo totale. Infine, troviamo le misure di adozione Tak Up. Si tratta di progetti che contribuiscono a trasferire all’industria e ad altre organizzazioni metodologie e tecnologie d’avanguardia o già esistenti ma non sufficientemente sfruttate, ai fini di una maggiore efficienza, di una qualità più elevata e di una maggiore economicità. E’ ammesso anche un solo partecipante. Il progetto Sweets è stato varato nel Gennaio del 2001 e terminerà il 31 Dicembre del 2002. Il Quinto Programma Quadro si concluderà alla fine del 2001, quindi nel 2002 non vi saranno altri bandi di finanziamento. Resta quindi un anno di progetto Sweets in cui il ruolo di Enea sarà quello di fare conoscere i benefici ottenuti dalle imprese che hanno ricevuto finanziamenti europei. Nel corso del 2002, la rete Sweets continuerà inoltre a fornire supporto alle Pmi per l’accesso a finanziamenti su base nazionale. “Le imprese che desiderano usufruire del supporto della rete Sweets possono mettersi in contatto con noi o con gli altri partner, perché il contratto con la Commissione Europea prevede una exploitation dei risultati ottenuti in ambiti nazionali”, spiega Busuoli. “In Italia, per esempio, Sweets può operare con riferimento alla Legge 297, che prevede contributi con la stessa tipologia di progetti attualmente finanziati dalla Commissione Europea”.
Non sono richiesti particolari requisiti per poter partecipare alla richiesta di finanziamenti: è sufficiente l’iscrizione alla Camera di Commercio. Tipicamente, nel caso di accettazione della proposta, le imprese ricevono un anticipo e tranche successive ad avanzamento lavori, fino a un massimo del 90%. Il residuo 10% viene erogato alla conclusione del progetto. Alle imprese finanziate è richiesto un rendiconto con cadenza trimestrale o semestrale. Alle imprese di nuova costituzione viene richiesta una fidejussione bancaria, oppure l’erogazione dell’anticipo viene ritardata fino alla presentazione del primo rendiconto.
“Sweets aveva indicato alla Commissione Europea un target di 80 progetti sottoposti nell’arco dei due anni”, riferisce Busuoli. “Alla fine dei primi sei mesi i progetti erano già 73, a dimostrazione della grande rispondenza che l’iniziativa ha riscosso presso i partner e le imprese. Attualmente, il numero di progetti sottoposti ha raggiunto quota 94. I partner italiani sono stati tra i più performanti della rete”.

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