Telit: come è cambiato il primo CEM nazionale
Dalla rivista:
EONews
Nata nel 1986 come società di ingegneria di modestissime dimensioni, Telital (Telit dal settembre 1999) ha rappresentato per buona parte degli anni Novanta il paradigma del terzista nazionale di qualità, con importanti propaggini all’estero; anzi di Telital si parlava come dell’unico CEM nazionale con ambizioni da grande gruppo, sulla scia dei più importanti CEM mondiali. In effetti già dal 1988 la società aveva iniziato a produrre come terzista i terminali del radiomobile RTMS a 450 MHz, poi del TACS analogico (fino al quel momento aveva come cliente Ascom). In seguito ha prodotto per Italtel e Roadstar e ha allargato poi la propria clientela, sempre per i terminali mobili, a Tim, Alcatel, Martin Dawes, Olivetti, Roadstar, Swissphone, Spal e Swatch. Nel 1995 aveva già una sede a Hong Kong e un accordo di collaborazione con la Digicom di Taiwan. Una svolta importante è avvenuta nel 1996 quando, pur continuando a produrre per altri marchi, Telital si è lanciata sul mercato con il proprio brand di terminali. Il fatturato dell’azienda aveva nel frattempo compiuto un balzo, da 7 miliardi di lire del 1992 a 269 nel 1997, con parallelo aumento dei dipendenti. La struttura si era ampliata al di fuori del Nordest: alla sede storica di Trieste –Sgonico (per R&D e marketing) e alle due fabbriche di Ronchi dei Legionari e di Motta di Livenza (Treviso), si era aggiunto l’impianto di Avezzano, acquistato da Alcatel. Sempre nel 1997 è avvenuta una scelta strategica: abbinare alla produzione dei terminali GSM quella dei dual mode, ossia GSM e satellitari.
Telital infatti è stata la seconda azienda europea insieme a Orbitel a realizzare (progetto e preproduzione) terminali in tecnologia CDMA per la rete satellitare Globalstar, come subfornitore dell’americana Qualcomm. Si trattava di una subfornitura di notevole importanza (era valutata infatti 5 milioni di dollari), ma inficiata in qualche modo dal relativo successo commerciale del sistema Globalstar. Nel contempo continuava l’espansione dell’azienda triestina nel mondo: in quell’anno infatti è stata realizzata con Stet e Telecom una rete di telefonia pubblica in Bolivia, mentre una era in progetto in Argentina. Contemporaneamente è stata consolidata la rete commerciale e di supporto in Italia. Il 1997 infine è stato contrassegnato dalla diversificazione dell’assetto aziendale: Telital, la società madre, ha dato vita al core produttivo, la Telital Manufacturing, prevalentemente destinata a produrre cellulari. Anche il 1998 è stato un anno di crescita: in gennaio è stato formalizzato l’acquisto dalla Texas Instruments della Ticams di Aversa e la sua conversione alla produzione elettronica per conto terzi. La corsa al sud è proseguita con il progetto di una nuova unità operativa a Enna, la Elman, da parte della Telital Manufacturing. A metà anno è partita anche l’espansione verso il Nord Europa, con l’acquisizione del centro di ricerca e sviluppo di Støvring in Danimarca (da parte della Telital Research Denmark) e dello stabilimento della Hagenuk di Berlino, gestito dalla controllata Deutsche Telital Manufacturing GmbH, quest’ultimo destinato alla produzione di cellulari e ad attività di Contract Manufacturing.
L’anno della svolta
Il 1999 è stato definito in casa Telital l’anno del passo avanti. Chiuso il 1998 con un fatturato di 340 miliardi, ma con un rosso dovuto a massicci investimenti, Telital aveva all’attivo – tramite la controllata Telital Manufacturing – fabbriche a Trieste, Ronchi, Udine, Avezzano, Enna, Chieti, Berlino, Aversa; nel corso dei primi mesi è stato raggiunto un accordo per la cessione da parte di Olivetti della Modinform di Marcianise, storico centro produttivo meridionale del gruppo di Ivrea, anch’esso in fase di pesante ristrutturazione. Nel medesimo periodo si è enucleato anche il core business di una nuova divisione aziendale, Networks, per la realizzazione di reti di telecomunicazioni: il primo atto è stato un patto di collaborazione con la Nortel Italia per le minireti GMS, le Nanonet, ossia reti a copertura molto ridotta, con l’integrazione nella rete globale GSM delle LAN business. La Telit Networks si è insediata a Chieti nella sede della ex-Telettra (poi Alcatel), con qualche centinaio di dipendenti (NdR: tutte le realtà di ricerca o produzione della Telital/Telit erano e sono di medie dimensioni; è stata la somma dei loro dipendenti a raggiungere nel tempo valori di migliaia). La missione della società, oltre alla progettazione e commercializzazione delle reti cellulari, con relativi terminali, era anche la realizzazione di sistemi GSM per ferrovie, i cosiddetti GSMR (GSM Railway).
Sempre nel medesimo anno Telital e Telespazio (Telecom Italia) hanno firmato un accordo di collaborazione per lo sviluppo delle telecomunicazioni satellitari, in particolare per i servizi di posizionamento e messaggistica via satellite. Telital avrebbe procurato i terminali per servizi mobili fruibili attraverso vari sistemi. Si perseguiva ancora nella direzione strategica del satellite, una delle fondamentali per l’azienda e caratterizzata dal dominio di un know-how specifico. La Telital infatti aveva già collaborato alla fornitura del terminale Viasat (una partecipata Telespazio e Magneti Marelli) e inoltre il gruppo aveva firmato, a metà anno, un accordo con la Orbcomm sempre per la produzione di terminali satellitari. Grande colpo d’ala nel settembre del 1999, con la creazione di una holding, la Telital Partecipazioni, e la ridenominazione di alcune società.

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