L’industria dell’innovazione in Italia può farcela - Elettronica Plus

L’industria dell’innovazione in Italia può farcela

Pubblicato il 15 giugno 2005

La relazione del Presidente ANIE Gian Francesco Imperiali all’Assemblea annuale della Federazione, che si è svolta il 6 giugno a Milano, evidenzia che nel 2004 l’industria dell’innovazione in Italia ha manifestato segnali di lieve ripresa nel fatturato, rispetto al 2003, (+2,5%, rispettivamente +5,6% Elettrotecnica e -1,3% Elettronica). La ripresa è stata trainata soprattutto dalle esportazioni (+7,9%, rispettivamente +9,2% Elettrotecnica e +6,1% Elettronica), a fronte di un significativo calo dell’indice di produzione industriale, con un gap negativo che perdura dal 2001 rispetto all’industria manifatturiera in generale. Fino a quell’anno i comparti ANIE avevano registrato livelli di crescita superiori a quelli dell’industria italiana.

I dati del primo trimestre 2005 riportano valori con segno meno sia nella produzione industriale (-9,5%), sia nel fatturato (-1,1%, rispettivamente 0,1% Elettrotecnica e -2,5% Elettronica). Questi dati sono in parte bilanciati dall’andamento degli ordini, che crescono dell’8,7%. Per contro, Elettronica ed Elettrotecnica sono al primo posto per Ricerca e Innovazione (45% di tutta la spesa privata in R&S intra muros dell’industria manifatturiera italiana e oltre il 5% del fatturato investito in ricerca). Inoltre i comparti dell’Innovazione sono al secondo posto nella produzione di valore aggiunto (dopo la meccanica, ma prima di tessile, chimica, legno e mobile).

Questi dati, secondo quanto illustrato da Imperiali sono da leggere in chiaroscuro e evidenziano una situazione preoccupante, in cui emergono l’incapacità a “fare sistema” tra grandi blocchi di utenza soprattutto nei settori di recente liberalizzazione e offerta nazionale, e tra grandi e piccole imprese; la difficoltà è accentuata dal crescere di fattori quali diminuzione della domanda interna, delocalizzazione produttiva, dinamica occupazionale negativa, a cui si aggiungono fenomeni di contraffazione e importazione di prodotti non sicuri che costituiscono un’ulteriore minaccia per il mercato.