L’allarme di Ibm pesa sull’Hi-Tech
Dalla rivista:
EONews
L’allarme utili di Ibm ha segnato la fine di un’epoca. Erano dieci anni che la società non dichiarava profit warning, ma evidentemente qualcosa è cambiato dopo che la Sec ha recentemente aperto un’indagine sui conti del gruppo in seguito a un articolo pubblicato sul Wall Street Journal. Nell’inchiesta del quotidiano statunitense, si metteva in luce come il management avesse utilizzato stratagemmi contabili per battere sistematicamente di un cent per azione le previsioni del mercato relative all’utile. Ma questa volta le cose sono andate diversamente (-22% l’earning per share trimestrale stimato dalla società) e il colosso produttore di computer è crollato del 10%, tornando ai minimi di gennaio 2001 e bruciando in una sola seduta ben 18 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. L’andamento negativo del titolo non è riuscito a trascinare verso il basso il Nasdaq, anche se ha fatto soffrire le azioni del comparto dei chip. I semiconduttori sono inizialmente scivolati per poi recuperare sul finale (+0,57% sul Philadelfia semiconductor index nella seduta dell’8 aprile) anche per via delle dichiarazioni del direttore finanziario di Ibm, John Joyce, il quale ha registrato una debolezza della domanda anche nel primo trimestre 2002. Gli analisti di tutto il mondo hanno così iniziato a rivedere le stime di Ibm e di diversi titoli di semiconduttori e sui loro diretti fornitori. Abn Amro ha ridotto l’esposizione ai titoli Aixtron e Suess, specializzati nella componentistica per chip. La banca d’affari olandese ritiene che il profit warning del colosso statunitense peserà soprattutto su Aixtron e su Unaxis. Quest’ultima società ha però già tagliato le previsioni di crescita degli utili e del fatturato a marzo giustificando la revisione sulla flessione della domanda registrata nei primi due mesi del 2002. Quanto a Suess, l’impatto dovrebbe essere più contenuto perchè gli acquisti di Ibm rappresentano solo un 2-3% del totale del fatturato della società. Tuttavia anche in questo caso, gli analisti di Abn non sono particolarmente positivi a causa dei timori di raffreddamento della richiesta anche dai paesi asiatici. «La debolezza dei titoli dopo il profit warning di Ibm potrebbe anche essere interpretata come un’opportunità di acquisto», hanno sottolineato gli analisti di Abn in una recente nota. Ma prima sarà meglio attendere i dati definitivi di Ibm sul primo trimestre 2002. Gli analisti non sembrano, invece, preoccupati dall’impatto dell’allarme utili di Ibm su Sap. «Non preoccupatevi», ha scritto Norbert Loeken, analista di WestLB Panmure, che ha poi reiterato il suo neutral sul titolo tedesco e il target price a 150 euro. «La diretta dipendenza di Sap da Ibm è limitata», ha aggiunto l’analista, «i due gruppi hanno solo una partnership tecnologica, che è prevalentemente focalizzata su un business data base (DB2) della Ibm». Tuttavia la banca d’affari tedesca ha sottolineato che la caduta dei profitti di Ibm mostra come i budgets IT siano estremamente contenuti. «Non crediamo in una ripresa prima del quarto trimestre di quest’anno», ha concluso Loeken.
Il prezzo del petrolio crea perplessità sul futuro dei chip
Pesa il possibile ritardo della ripresa economica Usa
Il bilancio di queste due ultime settimane per i titoli tecnologici è decisamente negativo sia negli Stati Uniti che in Europa. La crisi mediorientale e il conseguente rialzo del prezzo del petrolio hanno sicuramente pesato sull’andamento delle quotazioni delle società di semiconduttori, aumentando i timori di un ulteriore rinvio di una forte ripresa economica negli States. Questo clima ha deteriorato le aspettative dei mercati finanziari su un miglioramento degli utili societari già a partire dal terzo trimestre 2002. Il profit warning di Ibm dell’8 aprile ha poi contribuito ad aggravare ulteriormente la situazione. Il settore dei chip, al contrario di quanto si pensava soltanto lo scorso anno, non è immune dall’andamento del ciclo economico e quindi come tale ha subito risentito di una possibile revisione al ribasso delle stime di crescita dell’economia americana. Le quotazioni dei titoli di semiconduttori, inoltre, presentano una correlazione molto elevata con l’andamento delle società che utilizzano, nei loro prodotti o servizi, microchip. Ad esempio una trimestrale negativa, o una revisione al ribasso di un target price di una società che produce telefoni cellulari (Nokia, Ericsson, Motorola, etc.) o computer (ad esempio Compaq, Dell, Acer, etc.) finisce per far sentire i suoi effetti anche su Stmicroelectronics, Intel, Alcatel. È per questo motivo che gli analisti della banca d’affari Lehman Brothers hanno deciso di abbassare il target price di Ericsson a 45 corone svedesi dal precedente 48. La revisione al ribasso del rating da parte della merchant bank ha favorito le prese di beneficio anche su tutti gli altri titoli degli indici settoriali europei dei telefonici e dell’high-tech. Ritornando al settore dei chip, pesa sui risultati di bilancio delle società di semiconduttori anche l’incognita dei prezzi, che potrebbero risentire di un calo superiore alle attese nel secondo trimestre del 2002. Una minaccia che rischia di concretizzarsi a breve se la sudcoreana Hynix Semiconductor deciderà di non vendere le sue attività nei semiconduttori di memoria all’americana Micron Technology. In caso di esito negativo della trattativa fra le due società, l’impresa statunitense non riuscirebbe a consolidare la propria posizione sul mercato e quindi ad offrire un supporto a prezzi più elevati. Le perplessità sull’esito dell’operazione di M&A sono aumentate dopo che il ceo di Hynix ha lasciato intendere che la vendita da 4 miliardi di dollari alla Micron non è affatto sconata. A conferma delle difficoltà in cui versa il settore è giunta anche la notizia che la Commissione Europea ha approvato un pacchetto di aiuti da 219 milioni di euro per la tedesca Infineon. Il governo di Berlino che si è fatto promotore della richiesta pagherà circa il 20% ed il finanziamento servirà a costruire un nuovo stabilimento per la produzione di memorie Dram. Il nuovo impianto consentirà di conservare 1.700 posti di lavoro diretti e un indotto di altri 1.300.
Riflettori puntati sul segmento della telefonia mobile
C’è fermento nel settore wireless dove le delicate situazioni di bilancio e i bassi prezzi di mercato spingono alcune società a riflettere su operazioni di acquisizioni e fusioni. Recentemente sono circolate indiscrezioni sui contatti tra Motorola e Nortel per individuare le possibili sinergie tra le rispettive divisioni di telefonia mobile. In particolare i due colossi dell’high tech starebbero discutendo la vendita da parte di Motorola della sua divisione di telefonia mobile (che nel 2001 ha perso 1,4 miliardi di dollari).

Scarica l'allegato
