Competenze? In azienda le trova l’Intelligenza artificiale di Beyond the box
Spesso lo si sottovaluta, eppure l’amletico dubbio di come si possa svolgere un lavoro o di quale figura professionale abbia le competenze più idonee, rischia di sottrarre tempo prezioso all’attività aziendale quotidiana, generando costi sommersi e inefficienze.
Chi lavora nelle Piccole Medie Imprese italiane (parliamo di circa cinque milioni di realtà imprenditoriali) è costretto infatti ad affrontare ogni giorno nuove attività per le quali c’è bisogno di competenze sempre più specifiche.
Una risposta costruttiva alla critica mancanza di competenze può essere quella di ricorrere all’intelligenza artificiale. L’idea la propone Beyond the box, startup milanese che si ripromette di mettere in contatto manager e imprenditori con le competenze specifiche delle persone.
La soluzione è semplice: basta cercare nel sistema una frase specifica, che identifica l’attività che si ha bisogno di portare a termine. Spetterà poi all’intelligenza artificiale fare i match tra l’impresa e le competenze dei professionisti disponibili, che – successivamente – si incontreranno in una videochiamata di 20 o 40 minuti ospitata dalla piattaforma per la massima confidenzialità. In questo modo il manager potrà rivolgere le domande e risolvere i dubbi, per poter poi continuare a svolgere la sua attività focalizzandosi sulle sue competenze chiave.
La genesi della startup
Aleksandra Maravic e Massimo Ciccarone sono i due manager ideatori del servizio. E loro le PMI le conoscono bene e per esperienza diretta, visto che Aleksandra ha avuto una brillante carriera come export manager viaggiando per il mondo, mentre Massimo può vantare un passato di amministratore e CFO nell’ambito delle Piccole Medie Imprese (e delle loro inefficienze).
Ed è stato proprio grazie al loro know how che entrambi si sono focalizzati sulla competenza: vero fattore di successo, ma spesso poco presente in azienda. A questo proposito, per esempio, Maravic ricorda che ogni volta che cambiava azienda le venivano fatte domande private e discriminatorie come “Ha intenzione di avere figli nei prossimi due anni?” o “Come mai ha cambiato azienda così spesso? È decisamente sintomo di inaffidabilità”.
“Nessuno sembrava considerare le mie vere competenze, le mie referenze o il fatto che parlassi 6 lingue. Non riuscivo a spiegare che io non avevo mai cambiato lavoro negli ultimi 10 anni, avevo solo cambiato azienda” racconta Aleksandra.
Sulla carenza di expertise commenta Ciccarone: “I manager affrontano nuove attività per le quali non hanno le competenze, si demotivano e il risultato è sempre mediocre. In quel momento si passa a chiedere consulenze esterne che, anche a causa dell’urgenza, costano tanto e non sempre portano i risultati sperati”.
Le evoluzioni del progetto
Oggi, Beyond the box conta già più di 400 utenti che condividono e accedono alle competenze della rete. Inoltre la società sta per lanciare una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BackToWork24 aprendo così agli investitori che potranno offrire il proprio supporto per rendere il modello di condivisione competenze – sharing competencies – disponibile a tutti.
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