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- ELETTRONICA OGGI 431 - OTTOBRE 2013
la crescita avrà un CAGR del 4,8% nel fatturato
e del 10,1% nel numero dei dispositivi.
La novità di quest’anno riguarda i microcon-
trollori con architettura a 16 bit e conferma una
tendenza già in atto da qualche tempo che ora
assume sul mercato una conformazione indub-
biamente più importante. Se si guarda il nume-
ro dei dispositivi venduti, infatti, si osserva che
le architetture a 8 e a 16 bit crescono di pari
passo mentre per i 32 bit la crescita è molto
maggiore ma ciò non toglie che gli 8 e i 16 bit
venduti siano ancora più del triplo dei 32 bit.
In termini di fatturato la differenza si capovolge
perché i 32 bit incassano da soli quasi quanto
gli 8 e i 16 bit messi insieme. Questo perché il
prezzo medio dei 16 bit è calato più di quan-
to si potesse prevedere e di conseguenza i 16
bit sono oggi i microcontrollori più venduti ma
meno redditizi. In altre parole il calo dei prezzi
ha favorito la migrazione verso le architetture
a 32 bit nelle applicazioni più impegnative ma
non ha penalizzato i microcontrollori a 8 bit
che sono ancora oggi preferiti in un’infinità di
applicazioni dalle quali è ben difficile scalzarli.
Il settore che ha favorito più di ogni altro la cre-
scita delle architetture a 32 bit è senza dubbio
quello delle applicazioni automotive nelle quali
la maggior larghezza delle istruzioni consente
di implementare algoritmi più sofisticati per il
controllo elettronico della stabilità (ESC) con la
gestione in tempo reale di sensori multipli, una
funzione che richiede un contenuto di intelli-
genza significativamente superiore rispetto al
passato e costringe i progettisti a usare i 32 bit.
L’architettura leader per i 32 bit è ARM e negli
ultimi tempi anche i costruttori di microcon-
trollori storicamente “non-ARM” hanno dovuto
arrendersi e mettersi a progettare e fabbricare
dispositivi a 32 bit basati sulla proprietà intel-
lettuale dei core ARM. Del resto, le automobili
elettriche e ibride stanno gradualmente diffon-
dendosi nelle grandi città ed è probabile che
diventino un motivo trainante per i 32 bit ma
non si deve dimenticare che crescono bene
tutte le applicazioni nel settore dei trasporti
per il controllo dei sensori, dei motori e degli
attuatori elettromeccanici a bordo di camion,
treni, navi e aerei.
L’altra imperitura tendenza di mercato ben pre-
sente da anni, ma oggi ancor più importante,
riguarda il minimizzarsi dei consumi di potenza
e all’inizio di quest’anno l’Embedded Micropro-
cessor Benchmark Consortium, EEMBC, ha pen-
sato bene di attivare un Working Group proprio
allo scopo di definire delle direttive standard
per valutare l’efficienza energetica dei micro-
controllori a consumo ultra basso (ULP, Ultra
Low-Power). Si tratta, in pratica, di un insieme
di criteri di test che riguardano la gestione de-
gli interrupt e le variazioni di temporizzazione
durante i cambiamenti di stato del sistema fra
le diverse condizioni di funzionamento a po-
tenza ridotta e dovranno fornire dei parametri
indicatori della qualità dell’efficienza energeti-
ca dei dispositivi introdotti sul mercato con la
sigla ULP.
Pochi Watt e tanti ARM
Atmel
ha realizzato una nuova serie di micro-
controllori che sfruttano i core a 32 bit ARM
Cortex-M0+ e sono caratterizzati dai consumi
particolarmente bassi oltre che da un’ampia e
flessibile dotazione di bordo che ne fa i dispo-
sitivi ideali per la gestione delle reti di sensori
nell’automazione industriale e nella domotica.
TECH-FOCUS
MICRO
Fig. 2 – I microcontrollori a 16 bit sono attualmente i più ven-
duti ma sono anche i meno redditizi rispetto alle architetture
a 8 e a 32 bit