Primo semestre Anie: consistente caduta dell’elettronica e mancanza di segnali di ripresa. - Elettronica Plus

Primo semestre Anie: consistente caduta dell’elettronica e mancanza di segnali di ripresa.

Dalla rivista:
EONews

 
Pubblicato il 13 novembre 2002

Assinform: un semestre negativo per la prima volta dal 1993

È dal 1993 che non si registrava un semestre negativo. Il calo per l’insieme dei settori ITC è pari all’1,2%. Mentre lo scorso anno si era avuta una crescita del 12,9%. Il comparto delle telecomunicazioni è a –2% e quello dell’informatica a +0,5%. Sono cifre che preoccupano molto il presidente di Assinform Giulio Koch che nella sua analisi sulle cause di questi risultati punta decisamente il dito contro le mancate promesse della pubblica amministrazione e ammonisce il Governo sulle sue scelte future. È evidente che il contesto macroeconomico sia sfavorevole, che il comparto risenta di una tendenza alla ciclicità degli investimenti, per cui la riduzione era iniziata già nella seconda metà del 2001, ma il timore è che le imprese e la pubblica amministrazione non percepiscano la strategicità degli investimenti in ICT per la competitività di tutto il sistema economico e questo avrebbe gravi conseguenze non solo sul comparto ma anche su tutta l’economia. Il settore infatti incide per un 5% sul PIL, ma ha un moltiplicatore pari a quattro quanto ad effetti sull’economia, per cui l’incidenza complessiva sale al 20%. “Per ora il piano del Ministro Stanca ha liberato energie a livello locale che non si sono ancora tradotte in investimenti –ha osservato Koch- e non vorrei che aver creato il Ministero dell’Innovazione fosse solo un paravento per coprire la mancanza di interventi strategici del Governo”. Ha quindi dichiarato che “se i programmi fatti col Ministero dell’Innovazione non avessero seguito nella Finanziaria, il Governo perderebbe di credibilità”. “Più che di interventi del tipo Cassa del Mezzogiorno, come sono quelli di sostegno alle vendite di PC, di cui non abbiamo bisogno, è fondamentale una campagna di comunicazione adeguata a far comprendere alle imprese come gli investimenti in ICT consentano guadagni di efficienza, di produttività, unica via per acquisire competitività in uno scenario di globalizzazione inarrestabile. Sospendere gli investimenti in questa fase di stagnazione precluderebbe essere pronti e competitivi alla ripresa”. E vediamo quindi qualche dato. L’informatica ottiene un risicato +0,5% grazie al comparto software e servizi che, pur ridimensionandosi rispetto al primo semestre 2001, cresce ancora del 5,2%. Va invece molto male per l’hardware, con –8,6%. Perdono tutti i segmenti. In termini di unità vendute calano del 30,8% le workstation, che risentono dell’andamento negativo dell’auto, principale settore di sbocco, del 14,6% i server midrange e dell’1,8% i personal computer, pari a un –7,7% in valore. Nella generale contrazione delle vendite si salvano solo i portatili, che crescono di un 13,5%, e questo ovviamente a discapito dei desktop che perdono il 5,9% delle unità vendute rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. La contrazione degli acquisti è particolarmente forte nel segmento consumer, -17,3%, mentre nel segmento professionale si riduce l’intensità della crescita da +14,7% dello scorso anno a +3,4%. La domanda qui è sostenuta dalle grandi e medie imprese mentre le PMI e la pubblica amministrazione hanno ridotto i loro acquisti. Nel commentare i dati Giancarlo Capitani, amministratore delegato di Net Consulting, la società di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato, ha osservato che il settore è ormai giunto a una fase matura nella quale cresce fisiologicamente. Il driver del mercato oggi è l’utente che non subisce più il fascino delle nuove tecnologie continuamente proposte dai vendor e investe solo se percepisce un valore d’uso. In più, in questa fase economica sono calati gli acquisti delle famiglie e gli investimenti della pubblica amministrazione e soprattutto delle imprese minori. “Questo è il vero motivo di allarme –ha affermato Capitani- Solo le imprese maggiori hanno continuato ad investire in IT all’insegna dell’integrazione Internet/Intranet con il mercato e al proprio interno, ma in modo conservativo, sostenendo progetti già avviati o guardando ad un ritorno di brevissimo periodo e privilegiando il taglio dei costi di gestione”. Per quanto concerne l’area delle telecomunicazioni il calo complessivo è pari al 2%. Infrastrutture e terminali perdono rispettivamente il 20,9% e il 3,6% mentre i servizi crescono di un 2,9%. Ha commentato Capitani che “sul risultato del –2% conta molto l’effetto statistico: il dato è frutto di un confronto con un primo semestre 2001 eccezionale che aveva registrato un tasso di crescita prossimo al 13%. Ma una seconda considerazione da fare è che comunque il calo ha cause strutturali: l’esaurirsi della prima ondata di investimenti infrastrutturali per le reti a banda larga e il ritardo all’introduzione di significative novità sul fronte delle telecomunicazioni mobili che, pur crescendo ancora (+6,1% contro +10,5% del secondo semestre 2001), configurano comunque un mercato sempre più maturo”. Anche il numero degli utenti mobili è ormai prossimo alla saturazione, con 52,1 milioni di linee attive.

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