L’importanza della comunicazione
Nel pomeriggio del 29 maggio, terza giornata di esposizione per Bias 2008, la rivista Fieldbus&Networks di Fiera Milano Editore ha organizzato un riuscito convegno su uno dei temi più attuali e più delicati: i dati industriali. Siano essi di produzione, processo o diagnostica, sono un patrimonio prezioso per qualunque azienda, che, quindi, è disposta a investire pur di giungere ad avere un’infrastruttura di raccolta e distribuzione dati che sia sicura e il più possibile verticale. E poiché alla base di un simile risultato non può che esserci una connessione, i relatori hanno reso proficuo l’incontro approfondendo le peculiarità di diverse strutture di comunicazione, a partire da Renato Uggeri che, portavoce del Consorzio PNI e di Fieldbus Foundation Italia, non ha esitato a sostenere l’importanza della scelta di un fieldbus standard per garantire la comunicazione verticale.
Un bus di campo, inteso in senso generico, permette il controllo di processo, la gestione della produzione e conseguentemente dei costi, oltre che della manutenzione; il valore aggiunto nell’utilizzo di uno standard risiede soprattutto nella garanzia di interoperabilità tra componenti di fornitori diversi, nella sicurezza derivante dall’utilizzo di descrizioni con linguaggi affermati, nella possibilità di realizzare manutenzione predittiva, e non più correttiva o preventiva.
Ma come è nella natura di ogni confronto, l’intervento successivo ha subito virato verso una tecnologia di rete Industrial Ethernet: Maurizio Tarozzi di B&R Automazione Industriale, infatti, ha presentato PowerLink, ovvero la variante open source di Ethernet industriale nata per le esigenze specifiche dei costruttori di macchine e la cui proprietà intellettuale appartiene al Consorzio Epgs. PowerLink è un valido strumento poiché parte dalla sincronizzazione iniziale dell’intero sistema per poi trasmettere e ricevere dati a e da un nodo specifico; la tecnologia è anche garanzia di ridondanza e di sicurezza e permette l’abbattimento di alcuni limiti fisici della comunicazione in CANopen.
Quando è il momento di Paolo Sartori di HMS Industrial Networks, il pubblico ha la possibilità di essere aggiornato su alcuni dati di mercato relativi all’utilizzo di specifici fieldbus o specifiche tecnologie Industrial Ethernet: la proposta, alla luce di dati che vedono la predominanza da una parte di Profibus, DeviceNet e CANopen, dall’altra di ProfiNet, Ethernet IP e Modbus TCP, è quella di risolvere i problemi di connessione con una proposta flessibile e standard che sia in grado di supportare molti fieldbus e il meno complessa possibile. Una tecnologia con questa carta di identità è Anybus, caratterizzata da moduli embedded che integrano hardware e software proponendo al dispositivo ospitante la medesima interfaccia.
In un panorama così variegato, si colloca anche il ‘focus’ di Roberto Isernia di National Instruments, che ha affrontato il tema della trasmissione dati piuttosto che da un punto di vista piramidale, da quello del PC office, elencando le diverse possibilità a livello di Daq: dalla soluzione ‘esterna’ a quella basata su test e collaudo con bus interni, dalla diagnostica ‘portatile’ tramite tecnologia Usb al monitoraggio e controllo delle macchine attraverso i Pac.
Davide Tamellini di Panasonic Electric Works, da parte sua, ha posto l’accento sull’importanza della storicizzazione dei dati, per la quale, e ha sostenuto la propria tesi con il riferimento a reali implementazioni, è possibile concepire un’architettura mista sia dal punto di vista dei bus sia da quello dei moduli, scegliendo protocolli aperti o proprietari in base alle esigenze specifiche.
Marco Caliari di Phoenix Contact, pur proponendo realizzazioni differenti, si mostra d’accordo sul principio di infrastrutture miste: IT-Powered, in effetti, si basa sull’utilizzo di moltissime tecnologie già affermate nel settore office e che per questo stanno facendosi largo nel mondo industriale. Una rete del tutto efficiente potrebbe quindi essere composta da tecnologia bluetooth, PoE, Snmp, Wi-Fi.
In chiusura, Luca Garzone di Rockwell Automation è in parte tornato a focalizzarsi su architetture ‘monotecnologiche’, nello specifico Ethernet/IP che permette di creare una struttura per visualizzare, configurare e gestire I/O, drive e motion. Nota importante, messa in luce dal relatore stesso, è il fatto che Ethernet/IP non è del tutto efficiente in sistemi integrati.
Al momento della chiusura dei lavori, la sensazione è quella di opinioni fondate su un sostrato comune e solidissimo, perché qualunque realtà industriale ha bisogno di comunicazione verticale protetta; accanto a esso, come è giusto, ognuno poi cerca la sua strada.
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