Gli Usa tornano al vertice della classifica della potenza di calcolo
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe) ha annunciato di aver raggiunto, con un supercomputer di Ibm ad elevato parallelismo, una prestazione da record in termini di potenza di calcolo. Il super computer della serie BlueGene/L ha raggiunto i 70,72 Tflop (migliaia di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo) in base allo standard dei Linpack benchmark.
Il supercomputer BlueGene/L è stato realizzato da Ibm in collaborazione con la National Nuclear Security Administration (NNSA), agenzia che fa capo al Doe, come strumento per il programma di amministrazione delle riserve di materiale fissile, con lo scopo di aumentare la sicurezza nell’ambito della gestione dei dispositivi nucleari militari. Il prototipo del supercomputer è stato consegnato al Lawrence Livermore National Laboratory. Fonti ufficiali affermano che BlueGene/L è essenziale per comprendere il deterioramento delle testate senza dover ricorrere ai test nucleari sotterranei.
Il sistema BlueGene/L, in virtù dell’architettura ad elevato parallelismo, è adatto a progressive espansioni e, nella sua forma finale, promette di superare di un fattore nove le prestazioni del più potente supercomputer attuale (il giapponese Earth Simulator) con un settimo del consumo elettrico ed un quattordicesimo dell’ingombro.

