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EONews
Galileo, il GPS europeo
Parlare di GPS europeo per Galileo, il progetto federativo dell’Esa e dell’Unione Europea, è forse un po’ riduttivo. Il progetto infatti si presenta non solo come uno dei più grandi investimenti economici dell’Unione europea (3,3 miliardi di euro), ma anche con un fronte tecnologico di tutto rispetto: una costellazione di 30 satelliti che dovrebbe essere messa in orbita entro il 2009. Il condizionale è comunque d’obbligo, perché il progetto, prima di ottenere il via libera la scorsa primavera, è stato osteggiato sul piano politico sia da alcuni stati membri dell’Unione (Gran Bretagna e Germania in primis), a causa dell’impegno finanziario previsto, sia dagli Stati Uniti, che vedrebbero in Galileo un temibile concorrente commerciale del proprio GPS; i timori americani sono cresciuti nell’ultimo anno, dopo l’11 settembre, perché per Washington la localizzazione satellitare riveste un valore altamente strategico, per ragioni comprensibili. In effetti Galileo presenta numerose caratteristiche di innovatività. L’elemento distintivo rispetto al GPS e all’analoga rete russa Glonass è la sua finalizzazione esclusiva per scopi civili. Inoltre rispetto al GPS, che ha per obiettivo sostanzialmente l’assistenza alla guida, infatti, si struttura in quattro livelli di servizio. Il primo, di tipo passivo e gratuito, ricalca per molti aspetti il Global Positioning System; il secondo, interattivo e a pagamento, fornisce la posizione di un oggetto in terra, aria e cielo, ma può segnalare anche le variazioni di tale posizione, certificandola (il GPS non esegue certificazioni) e assicurando quindi un servizio continuativo e senza errori; sul piano pratico è stata rilevata ad esempio la possibilità di effettuare il tracking, metro a metro, dei veicoli o delle navi che trasportino rifiuti, fino alla destinazione.
Il terzo livello assicura una precisione quasi assoluta, nell’ordine dei centimetri. Utilissimo per la navigazione aerea, il servizio permette di controllare anche le eruzioni vulcaniche e l’andamento delle frane: è sufficiente inserire qualche sensore nella massa franosa e il satellite rileva strumentalmente spostamenti impercettibili all’occhio umano, attivando eventualmente allarmi tempestivi; un discorso analogo vale per strade, ponti e manufatti in genere. Questo genere di applicazioni è stato effettuato anche tramite il GPS, ma solo occasionalmente, mentre per Galileo viene previsto nel pacchetto di servizi standard o semistandard disponibili. Il quarto livello è adibito a servizi di sicurezza: il satellite rileva la posizione di un oggetto, ma il messaggio criptato può essere decodificato solo dall’abbonato in possesso degli appositi codici di decrittazione del messaggio. Infine Galileo erogherà il servizio della misura del tempo assoluto, ossia sui trenta satelliti del sistema sarà installato un orologio atomico preciso fino alla quindicesima cifra decimale e quindi il sistema sarà in grado di diffondere l’ora esatta sul globo, probabilmente come servizio gratuito. Questo in sintesi il panorama delle applicazioni; dal punto di vista operativo i primi quattro satelliti dovrebbero essere posizionati in orbita da missili Ariane ed entro il 2009 saranno raggiunti dagli altri ventisei, per completare la costellazione di 30 satelliti, distribuiti equamente su 3 orbite a 23 mila chilometri dalla Terra, con un’inclinazione di 56° sull’Equatore. La costellazione sarà assistita da 14 stazioni al suolo. Per quanto riguarda le frequenze, tra le decisioni operative della Commissione europea (direttorato economico) relative a Galileo rientra l’assegnazione delle frequenze. La prima (1164-1215 MHz) è assegnata ai servizi gratuiti e al servizio pubblico di controllo dell’aviazione civile; la seconda (1260-1300 MHz) è riservata ai servizi a pagamento e a quelli a valore aggiunto (come ad esempio comunicazioni, rilevazione e videosorveglianza). La terza banda (1559-1591 MHz) è destinata alle comunicazioni d’emergenza, ma la sua adozione potrebbe essere in forse in quanto è utilizzata anche dall’aviazione americana per elaborare i segnali GPS.
Dal punto di vista di sviluppo delle iniziative, le commesse di Galileo sono state ripartite tra Galileo Industries (Astrium, Alcatel Espace, Alenia Spazio, Telespazio, DLR – l’agenzia spaziale tedesca – e altri) e Galileo Services (Eutelsat e Telespazio tra i principali membri). L’effettivo capofila del progetto dal punto di vista industriale è Alenia Spazio. Sono stati inoltre attivati due consorzi di studio, Gala per i riferimenti terrestri, capitanato da Alcatel Espace e finanziato dall’Unione, e GalileoSati, che fa riferimento ad Alenia Spazio, è finanziato dall’Esa ed è incentrato sui riferimenti spaziali: ad entrambi partecipa la Vitrociset per l’ingegneria logistica e le operations. Infine un’annotazione non marginale relativa all’agenzia di gestione del sistema. Si tratta di creare una struttura che comporterà un giro d’affari di 170 milioni di euro, con un potenziale di business pari a 15 miliardi nell’arco di 10 anni: la copertura della superficie terrestre per navigazione e sorveglianza a regime sarà infatti pari al 97%, in abbinamento al GPS – con il quale Galileo ovviamente si interfaccia. Il ruolo fondamentale di Alenia Spazio nel progetto ha fatto richiedere all’Italia una localizzazione dell’agenzia a Roma, ma anche la Germania ha opzionato la sede delle attività sul proprio territorio. L’importanza strategica del progetto sicuramente concentrerà sulla scelta dell’agenzia una grande mole di trattative non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello politico.

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