Ripresa dell’economia con cauto ottimismo.
Dalla rivista:
EONews
La produzione chimica durante il 2001 aveva già manifestato il rallentamento di crescita con un persistente ciclo negativo delle scorte e in autunno ha presentato difficoltà graduali seguite da una fase di stagnazione che secondo le stime potrà durare fino ai primi mesi del 2002 con flessioni decise nell’export. Per i prezzi si prevede una riduzione per stabilità del prezzo del brent, altrimenti con un livello superiore ai 25 $ al barile si potranno produrre tensioni ai prezzi di settore. Per il settore siderurgico, che presentava previsioni ancora favorevoli per la fine 2001, la flessione dei consumi e dei prezzi per il rapido deterioramento del mercato ha prefigurato una chiusura d’anno in forte caduta. Tutta la produzione dell’industria metalmeccanica ha accentuato un rallentamento (0,3%), già registrato nella seconda parte del 2001, con volumi produttivi diminuiti dell’1,1 % rispetto al trimestre precedente (già con -1,4%) secondo i dati Istat, anticipando quindi la flessione di fine anno dei mercati internazionali. Le prospettive a breve termine, secondo Federmeccanica, presenterebbero un’ulteriore aggravamento per l’accumulo di scorte sia prime sia finite rispetto alla domanda con un portafoglio ordini in significativa flessione e frenata delle esportazioni. Un rallentamento rispetto alle rilevazioni precedenti dell’ANIE, la Federazione aderente a Confindustria, si coglie anche nel settore elettrotecnico e in modo più accentuato nell’elettronico, i cui comparti segnalano una riduzione, particolarmente brusca per i Componenti elettronici (-5%). Alla contenuta tendenza positiva del primo semestre 2001 si è aggiunta la flessione della seconda parte dell’anno appesantita dalle incertezze dei mercati internazionali. Si rinvia “al 2002 l’auspicata ripresa dei mercati – dice Roberto Taranto, Direttore Generale di ANIE – A fronte del rallentamento del mercato interno, è da sottolineare la capacità dell’industria ad orientarsi verso i mercati esteri”, dove la vivace attività di alcuni comparti fa ben sperare anche nel settore dell’elettronica. In dettaglio, con un incremento molto ridotto nel fatturato, pari allo 0,8% (-2,1% congiunturale) e negli ordini appena dell’1,1% (0,3% congiunturale) si rivela una crescita minima nel primo semestre del 2001 e anche l’occupazione è andata in lieve calo con un –0,2% più nell’elettronica che nel settore elettrotecnico. Solo le esportazioni mostrano una dinamica tendenziale con un buon 2,5%. Per il fatturato la tendenza alla riduzione si è rilevata nelle Telecomunicazioni (-3%), Radio televisione ed elettroacustica (-1,5%) e Cavi (-1%); positivo invece il fatturato per Automazione e Misura, primo nel settore con un +6%, poi Elettromedicali (+5%), Illuminazione (+3%), Componenti e sistemi per impianti (+2,5), Componenti elettronici, Informatica ed Energia con +2%. L’aumento degli ordini è stato migliore per i comparti Elettromedicali (+4%) e Informatica (+3%).
L’incremento delle vendite sui mercati stranieri è risultato per Componenti e sistemi di impianti (+8%) e Illuminazione (+4%), mentre rallenta l’export per Automazione con una flessione a – 4%.
Nel terzo trimestre 2001 i settori elettrotecnico ed elettronico mostrano flessione(-3,1%) rispetto all’andamento del trimestre precedente, indicando invece una variazione tendenziale positiva (+1,2%) rispetto all’anno precedente. Quasi stazionario appare il settore elettronico con un incremento del +0,4%, trainato dall’Informatica (+5%) ed Elettromedicali (+5%), mentre la crescita è guidata dal settore elettrotecnico con un aumento del +2% (tendenziale) con migliore performance di Illuminazione (+4%), Apparecchi domestici (+3%) e Componenti e sistemi di impianti (+2%). Gli ordini sono in flessione del –4,7% rispetto al trimestre precedente e inferiori (–1,9) al risultato del precedente anno. L’export continua ad essere dinamico con +1,6%, con dati positivi per Illuminazione e Apparecchi (+6%) e Cavi (+3%), tutti comparti del settore elettrotecnico.
Attese di sviluppo anche nel mercato dell’ICT, Information & Comms Technology, dopo la relazione di Alberto Tripi, Presidente di Federcomin, a metà dicembre scorso, sui nuovi scenari. Il settore dell’ICT si presenta dalle stime Federcomin con tassi di incremento significativi del +8,7% per il 2001 e con previsioni quasi analoghe (+8,1%) per il 2002, scavalcando la prevista crescita prudente del mercato europeo (+6,3% nel 2002) e consentendo previsioni favorevoli a due cifre per il biennio successivo, con possibili aree di crescita nella comunicazione, con domanda che solo nella larga banda è prevista di 2,3 miliardi di euro al 2005. Sono cifre che danno il senso di espansione dell’industria italiana che non si ferma neanche nei periodi di crisi economica.

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