Ricerca Dynabook: la sicurezza IT al primo posto
Da una recente ricerca Dynabook emerge che il 47% delle PMI italiane ha considerato la sicurezza l’aspetto IT più impegnativo da gestire durante la pandemia. Questa percentuale, che si divide tra sicurezza della rete (22%) e dei dispositivi (25%), evidenzia come la sicurezza debba essere posta alla base di ogni componente dell’infrastruttura IT, dal core della rete fino all’hardware in possesso dei dipendenti.
La nuova ricerca di Dynabook dimostra però che c’è ancora molta strada da fare. La maggior parte delle piccole e medie imprese (PMI) italiane è ancora in fase di transizione, con il 78% che deve ancora ottimizzare completamente le proprie soluzioni IT per il lavoro ibrido e il 33% che prevede un aumento del proprio budget IT.
“Le nuove esigenze hanno fatto sì che le PMI si trovassero ad affrontare sfide IT più complesse che mai in termini di affidabilità, sicurezza e produttività”, ha dichiarato Massimo Arioli, Business Unit Director Italy di Dynabook Europe GmbH. “Uno dei maggiori svantaggi del passaggio al lavoro ibrido è stato il rapido aumento dei cyber attacchi. L’insufficiente sicurezza della rete e dei dispositivi è stato una conseguenza prevedibile della disperata corsa per rimanere operativi durante i primi periodi di lockdown, quando l’unica priorità era portare avanti le attività”.
Non sorprende quindi che l’infrastruttura di cybersecurity (41%), le soluzioni basate sul cloud (35%) e l’assistenza IT da remoto (25%) siano attualmente considerate tra le principali priorità di investimento IT in Italia, nel tentativo delle PMI di ristabilire l’equilibrio.
Dalla ricerca emerge anche il grande valore attribuito ai dispositivi mobile, in particolare ai notebook, che secondo il 47% sono in grado di aumentare la produttività e la collaborazione dei dipendenti, garantendo al contempo sicurezza e affidabilità. Il 71% dei responsabili IT delle PMI ritiene che le decisioni di acquisto dei computer portatili siano più importanti oggi rispetto a prima della pandemia, dato che non sorprende visto il ruolo sempre più centrale dell’hardware all’interno dell’ecosistema di lavoro ibrido. Il 91% delle PMI italiane considera necessario un aggiornamento completo o parziale dei propri dispositivi per essere competitivi nel mondo ibrido di oggi.
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