La logistica nell’elettronica - Elettronica Plus

La logistica nell’elettronica

Dalla rivista:
EONews

 
Pubblicato il 17 ottobre 2002

Lo stabilimento produttivo di un OEM o di un EMS è una macchina che necessita di essere continuamente alimentata in modo appropriato. I componenti giusti devono arrivare al momento giusto e in perfette condizioni. Possibilmente devono essere già pronti per l’uso e andare direttamente alla produzione. Ovviamente i produttori di componenti non possono farsi carico di questi obiettivi, che pesano quindi sulla struttura logistica della distribuzione. La logistica svolge un ruolo molto importante nell’industria elettronica, anche se totalmente “trasparente” per l’utilizzatore. Quest’ultimo, infatti, vede solo il prodotto finale del processo logistico: il pacco che arriva puntuale, con un contenuto conforme all’ordine ed esente da ogni tipo di danno. Ma cosa succede a monte? E quali sono le tendenze in atto per quanto riguarda la logistica applicata all’elettronica? EO News ne ha parlato con alcune aziende del settore.

A monte del magazzino: le importazioni

Molte merci di natura elettronica e informatica provengono dall’estero e in particolare dall’estremo oriente. La catena logistica del settore, quindi, spesso inizia con una importazione e con un trasporto transcontinentale. Tra le società italiane attive in questo campo, U-Freight Euromar (spedizioniere internazionale, aereo e marittimo, operatore doganale e logistico) ha conquistato un ruolo di rilievo. Nata sul finire degli anni Cinquanta, nel 1988 l’azienda ha stretto un accordo operativo con il gruppo internazionale U-Freight, presente in tutto l’estremo oriente – Cina compresa – oltre che in Europa, Nord e Sud America. Nel corso di una recente intervista, Flavio Malaterra (uno dei dirigenti della società) ha dichiarato che quasi il 10% delle merci che si muovono tra Taiwan e Italia vola con i servizi forniti da U-Freight Euromar e che la percentuale sale al 14,8% se si considera solamente il comparto elettronico (componentistica, prodotti per l’informatica e la visualizzazione). Malaterra ha aggiunto che U-Freght Euromar annovera tra i propri clienti i più importanti nomi di questo settore industriale. Uno dei punti di forza della società è l’approfondita conoscenza delle norme doganali, che consente una corretta classificazione delle merci e quindi una giusta applicazione dei dazi. Negli ultimi dieci anni il fatturato di U-Freight Euromar è cresciuto del 440%. La società, che è certificata Vision 2000, occupa oggi 35 persone, sette delle quali impiegate nei nuovi uffici aperti lo scorso anno in aeroporto a Malpensa.

Il magazzino, cuore del sistema logistico

Al centro del sistema logistico della distribuzione si trova il magazzino. Per effetto della concentrazione che ha avuto luogo negli ultimi anni, queste strutture hanno assunto dimensioni davvero notevoli. Esemplare il caso di Avnet, che in Europa ha due magazzini (uno a Poing, nei pressi di Monaco, l’altro in Belgio) ciascuno dei quali misura 25.000 metri quadri. Nel caso di Arrow, che ha scelto di avere un centro di stoccaggio per ciascuna delle aree in cui si suddivide il Vecchio Continente, i magazzini hanno dimensioni inferiori: quello di Cornaredo, che serve l’area del Sud Europa, misura 10.000 metri quadri, occupa duecento persone e gestisce la spedizione di 4000 righe d’ordine al giorno. Esistono due scuole di pensiero per quanto riguarda vantaggi e svantaggi dei magazzini centralizzati. Arrow sottolinea l’importanza della vicinanza fisica all’utilizzatore; Avnet ovviamente è di diverso avviso. “Io provengo da EBV (società acquisita da Avnet, n.d.r.) e lì già da quindici anni avevamo un unico magazzino per tutta l’Europa” afferma Peter Guertler, Senior Vice President Logistics Avnet EM EMEA. “Questo tipo di organizzazione comporta costi di trasporto più alti, ma è complessivamente più economica. Infatti è difficile mantenere ben riforniti molti centri regionali, per cui si finisce per avere numerose spedizioni interne da un magazzino all’altro. Quanto ai tempi di consegna, i corrieri espresso ci consentono di fare arrivare il materiale il giorno dopo l’ordine nel 90% dei casi”. Guertler precisa che Avnet avrebbe preferito avere un solo magazzino per tutta l’Europa; attualmente ce ne sono due per ragioni storiche: quello di Poing, infatti, non è altro che il preesistente magazzino di EBV. Strutture di queste dimensioni sono sempre automatizzate, in tutto o in parte. Il magazzino Arrow di Cornaredo è semiautomatico. “Abbiamo automatizzato il trasporto interno; gli operatori si muovono il meno possibile, sono le cassette che si spostano. Noi utilizziamo un metodo di gestione dell’ordine molto particolare, potremmo dire seriale invece che parallelo, che ha dato buoni risultati in termini di produttività e numero di errori” sostiene Marco Locati di Arrow. Locati sottolinea anche l’importanza di una scelta oculata delle macchine e dei materiali utilizzati per il confezionamento dei pacchi: contapezzi, dispositivi per l’erogazione del materiale di riempimento ecc. Quanto ad Avnet, il magazzino di Poing è semiautomatico e quello belga è totalmente automatico. Secondo Guertler la soluzione totalmente automatica, tuttavia, è molto costosa.

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