Il paradiso dei CEM in Europa? A est..
Dalla rivista:
EONews
Nel complesso Flextronics impiega nell’Est europeo circa 10 mila dipendenti e produce per Philips, HP, VDO, Ericsson, Lucent, Honeywell, Rohde&Schwarz, Bosch, Alcatel, BHS, Kodak, Palm; ha creato anche diversi parchi industriali (dal prototipo alla consegna) a Brno, in Cechia, Gdansk (Polonia), Nyíregyháza, Sárvár e Zalaegerszeg (Ungheria). Sempre in Ungheria, a Tab, opera l’impianto di PCBA al quale si è accennato. Per il momento sono assenti i product introduction centers, altra caratteristica della struttura operativa di Flextronics nel mondo, perché non esistono siti OEM sufficientemente vicini che ne giustifichino la presenza. Flextronics, come pioniera dell’insediamento a Est, è considerata un battistrada delle nuove strategie che i CEM potrebbero adottare nel futuro; si ipotizza, per esempio nel caso dell’Ungheria, uno spostamento ulteriore verso la Russia o l’Ucraina, in concomitanza con la maturazione di alcuni parametri (come i costi di produzione, che potrebbero rapportarsi a quelli medi europei al momento dell’ingresso nella UE).
Solectron ha invece scelto la Romania, aprendo nel 1998 a Timisoara un campus di dimensioni via via crescenti: oggi i dipendenti superano le duemila unità e il gruppo rappresenta la maggiore azienda nazionale nelle tecnologie d’avanguardia. Uno dei motivi della scelta della Romania da parte di Solectron consiste nell’elevata qualità della manodopera: il paese dispone di un ottimo politecnico, mentre gli stipendi sono al di sotto della media europea anche di cinque volte e quindi sicuramente competitivi rispetto anche a quelli pagati, ad esempio, in Scozia e Irlanda, dove per altro le agevolazioni fiscali hanno attirato molti CEM negli ultimi quindici anni. Solectron, come tutti i CEM all’Est, intrattiene buoni rapporti con il governo centrale e le autorità regionali e occupa quindi una posizione di favore. Da citare, infine, che il gruppo è operativo anche in Ungheria.
Elcotecq: messa in difficoltà dalla perdita della produzione di cellulari Ericsson (passati a Flextronics), la società finlandese si è convertita alla produzione di sistemi infrastrutturali per reti mobili, un’evoluzione che aveva già preannunciato nel luglio 2000 con la costruzione di un’unità di produzione supplementare a Tallinn in Estonia. Inoltre la società prevede di costruire un’altra fabbrica supplementare presso il proprio sito di Wroclaw, in Polonia, sempre dedicata alle reti telecom.
Infine una citazione che riguarda il gruppo italiano Finmek (che fa capo alla finanziaria Mekfin); avendo rilevato gli impianti della ex-Ixtant, ossia il braccio produttivo della Telital/Telit, è ora presente in Romania, nell’area di Timisoara (la contiguità con altre società come Solectron è efficace dal punto di vista infrastrutturale e logistico). Qualche considerazione finale: tra le società prese in considerazione, nessuna per il momento sembra dar molto peso alla possibilità di saturare il mercato regionale, con conseguente difficoltà nel reperire manodopera. Per il momento questo rischio è relativamente remoto, anzi il problema è relativo e riguarda casomai il potenziale aumento dei salari e dei costi generali, che potrebbe indurre alla ricerca di aree più a buon mercato. Da questo punto di vista, è prevedibile un’ulteriore corsa ad est: Moldova (ex-Moldavia sovietica), Ucraina e Russia in questo caso sono candidabili. Per converso, le repubbliche baltiche sono invece potenzialmente adatte a insediamenti di ricerca e produttivi che privilegino la vicinanza ai grandi OEM occidentali.

Scarica l'allegato

