Il Mobile Internet: un nuovo mercato per le ICT? - Elettronica Plus

Il Mobile Internet: un nuovo mercato per le ICT?

Dalla rivista:
EONews

 
Pubblicato il 11 maggio 2002

Nato nel 2001, l’Osservatorio intende seguire nel tempo l’evoluzione di questo nuovo mercato, di cui studia le applicazioni più significative che vengono sviluppate e utilizzate nel nostro Paese sia nel segmento consumer che in quello business.
Nell’ambito consumer lo studio si è focalizzato sulle applicazioni di Mobile Internet che possono essere utilizzate con un telefono cellulare, dato che questo è il terminale più diffuso e col quale i consumatori hanno raggiunto ormai la massima familiarità. Si tratta sostanzialmente di applicazioni Wap, che oggi sono disponibili anche attraverso Gprs, e che sono offerte da siti appositi, che AIP ha censito e studiato. Per quanto riguarda l’ambito business, i ricercatori hanno descritto la situazione attuale delle applicazioni già utilizzate dalle imprese e hanno poi approfondito lo studio di 15 casi aziendali per comprendere quali siano i costi e i benefici riscontrati dagli utenti. Ed è proprio dalle imprese che giungono i primi risultati di un certo interesse dato che gli imprenditori si dichiarano soddisfatti dei ritorni ottenuti. Vediamo quindi alcuni dati e osservazioni presentati in anteprima, nel corso del convegno di marzo, rispetto alla pubblicazione del Rapporto finale prevista per il prossimo ottobre. Anzitutto è stato fatto il punto sulle applicazioni utilizzate o offerte alle imprese italiane. I ricercatori ne hanno individuate 31 di cui 15 già operative, 4 da oltre un anno e 11 da pochi mesi. Le piccole e medie imprese ne sono le principali utilizzatrici.

La maggior parte di queste applicazioni vengono sviluppate per i rapporti con la propria forza vendita (sales force automation), mentre solo in 3 casi hanno contribuito all’automazione dei lavoratori sul campo (field force automation). Delle 15 applicazioni, 12 sono rivolte ai dipendenti/agenti (business to employee) e 3 sono utilizzate nei rapporti business to business. Alcuni esempi sono stati presentati anche nel corso del convegno presso il Politecnico di Milano. E’ il caso della Dalkia, un’impresa multinazionale che opera nella gestione dell’energia e della manutenzione degli impianti di riscaldamento, condizionamento, cogenerazione ed elettrici. I 250 tecnici specializzati che lavorano per Dalkia inseriscono i dati dell’intervento svolto attraverso un cellulare Wap; collegati così a Internet accedono anche ai dati anagrafici dell’impianto, allo scheduling della manutenzione ordinaria e registrano la lettura dei contatori. Parlando dei risultati ottenuti, Ciro Iuliano, Responsabile Commeciale Dalkia, ha sottolineato il generale miglioramento del livello di servizio offerto ai clienti, grazie alla immediata visibilità sugli interventi già effettuati, l’informazione tempestiva e l’accuratezza dei dati resi disponibili alla sede, e infine l’aumento della produttività interna, in quanto si eliminano buona parte delle trascrizioni dalla carta al sistema informativo dei dati relativi agli interventi. Un altro caso molto interessante, del tipo “automazione della forza vendita”, è quello di Confruit, un’azienda del settore alimentare, che offre anche prodotti biologici. L’impresa ha dotato di palmari i propri agenti plurimandatari, che possono così consultare i dati anagrafici dei clienti e dei prodotti e registrare gli ordini direttamente sul punto vendita, per inviarli successivamente in sede attraverso la rete Gprs. Il principale dei benefici ottenuti, ha detto Gianluca Giovannetti, Direttore Sistemi Informativi e Organizzazione Confruit G, è stato una riduzione del 25% dei tempi di evasione dell’ordine.

Ma vediamo quali sono i dispositivi preferiti per il Mobile Internet delle imprese. Secondo lo studio il palmare è di gran lunga lo strumento più utilizzato. Rispetto al cellulare è più semplice inserire e leggere i dati e inoltre il palmare è integrabile con altri dispositivi hardware, come stampanti e lettori di barcode; ha ancora il vantaggio di poter essere utilizzato con qualsiasi tipo di rete (fissa, Lan, wireless Lan, cellulare) e di operare anche offline. Il palmare è quindi uno strumento molto flessibile, il cui unico “difetto” è quello di dover essere collegato a un cellulare per poter accedere alla rete mobile. Normalmente comunque gli utenti preferiscono utilizzare le altre reti che hanno costi di trasmissione inferiori. Il cellulare invece viene utilizzato solo in 4 dei 15 casi studiati. Si tratta di impieghi che non richiedono scrittura o lettura di molti dati e soprattutto che non sono essenziali all’attività del lavoratore, altrimenti in caso di non copertura della rete si creerebbero delle inefficienze non accettabili. I ricercatori hanno anche evidenziato come la scelta del cellulare sia stata dettata dal fatto che gli utenti erano già dotati di telefonino e sarebbe stato più difficile e costoso abituarli ad applicazioni su palmare. In generale le applicazioni scelte sono molto semplici, hanno comportato investimenti contenuti e non hanno richiesto particolari cambiamenti organizzativi. “In sostanza -ha considerato Andrea Rangone, che ha firmato la ricerca insieme a Umberto Bertelè – sono stati ‘automatizzati’ processi aziendali ‘naturalmente’ mobili”. I benefici rilevati dalle imprese sono principalmente una maggiore efficienza nel servizio al cliente, un aumento della produttività del lavoro e una riduzione degli errori nelle attività automatizzate. Venendo all’ambito consumer, rispetto a un anno fa la situazione appare di stallo, con una spinta imprenditoriale limitata e con applicazioni che mostrano una evoluzione lenta sia in termini quantitativi che qualitativi. I ricercatori hanno individuato 900 siti Wap, di cui solo 126 dotati di una rilevanza applicativa. Tutti gli altri sono siti amatoriali.

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