Dal GSM alla 3G: il punto sulla comunicazione wireless. - Elettronica Plus

Dal GSM alla 3G: il punto sulla comunicazione wireless.

Dalla rivista:
EONews

 
Pubblicato il 12 aprile 2002

Il WAP (Wireless Application Protocol) ha rappresentato il primo standard per trasferire dati da semplici pagine Internet ai terminali mobili, utilizzando comunque la velocità trasmissiva standard del GSM (9,6 kbit/s). La programmazione delle pagine avviene tramite il WML (Wireless Markup Language) e i servizi offerti vengono memorizzati su WAP servers a cui si accede tramite WAP gateway dai terminali mobili. L’HSCSD (High Speed Circuit Switched Data), un’estensione software delle reti GSM (Fase 2+), consente di usare in parallelo diversi circuiti dati. Il sistema, che opera su frame TDMA, combina vari canali GSM per la durata di una connessione; combinando quattro canali, si ottiene un transfer rate costante di 38,4 kbit/s, con punte superiori.
Sempre nel campo del trasferimento dati, da ricordare anche l’EDGE (Enhanced Data Rate GSM Evolution): si tratta di un’evoluzione delle specifiche GSM (sempre di Fase 2+) che comprende anche HSCDS e GPRS ed è, in teoria, capace di arrivare a 384 kbit/s; al negativo bisogna sottolineare il problema del consumo di potenza.

A che punto è il mercato

Sistemi GPRS sono già operativi in molte zone del mondo. Per quanto riguarda l’Italia – ma analoghe considerazioni si possono estendere alla stragrande maggioranza dei paesi ad alta penetrazione del GSM – tutti gli operatori di telefonia mobile hanno ripiegato su questo sistema in attesa dell’effettiva partenza dell’UMTS (il cui lancio commerciale in Europa sembra slittare verso il 2003, anche in considerazione della pesante situazione congiunturale che affligge l’high-tech). Il GPRS inoltre viene considerato da alcuni non tanto una soluzione di ripiego o una “tecnologia tampone”, ma un vero e proprio ambito tecnologico meritevole di servizi propri. Per il momento – almeno nel nostro paese – gli utenti sembrano un po’ tiepidi verso questo sistema, forse in attesa che siano disponibili la rete, i servizi e i terminali UMTS. I problemi non sono pochi: affidabilità della connessione e disponibilità della copertura di rete, non ancora sufficiente; compatibilità degli apparecchi con le reti live degli operatori, di regola combinazioni di strutture prodotte da diversi costruttori; parco servizi ancora un po’ carente; fatturazione del traffico generato da pochi abbonati … Il numero di questi ultimi è un segreto gelosamente custodito dai gestori italiani, ma non dovrebbe per ora superare poche migliaia: gli utenti del resto rappresentano il vero filtro per poter definire un’applicazione o, più verosimilmente, un set di applicazioni la vera e propria “killer application”, in attesa dei servizi UMTS; il sistema peraltro è una palestra ideale per gli operatori, finalizzato a mettere a punto strategie e tariffe adatte a diversi tipi di utenti, a partire dall’utenza business. Bisogna notare, per completezza di informazione, che alcuni analisti ipotizzano un potenziale mercato di vari milioni di utenti solo in Italia, considerando sia un utilizzo dei servizi attraverso i cellulari, sia l’utilizzo degli stessi come modem wireless collegati a PC e palmare per il collegamento a Internet e alla posta elettronica finalmente libero da ogni vincolo. Proprio la corrispondenza aziendale potrebbe essere uno dei fattori chiave del GPRS in ambito business, dove si iniziano a vedere anche i primi esemplari di apparecchi che riuniscono le funzionalità dei palmari con quelle dei cellulari.
Per quanto riguarda i servizi a prevedibile diffusione di massa, sono in fase di lancio con il GPRS e in seguito saranno adottati dalla 3G gli MMS (Multimedia Messaging Service), ossia i messaggi multimediali che, con il passaggio intermedio degli EMS (Enhanced Messaging Service), saranno attivi anche con l’UMTS. Si tratta di messaggi scritti e sonori con immagini allegate (disegni e foto). Si costruiranno archivi personali di immagini e videoclip, che verranno memorizzati su appositi server center degli operatori e quindi fondamentale sarà il software dei terminali.
Per quest’anno (probabilmente verso la fine) alcuni produttori di terminali hanno annunciato terminali abilitati per gli EMS su rete GPRS, dotati di una discreta memoria. Nel resto del mondo non toccato dalla tecnologia GPRS un vero e proprio scossone al mercato è stato dato dal Giappone, dove è già operativo da oltre due anni il sistema i-mode della DoCoMo, il mega operatore che fa capo alla NTT.
Forte di un successo impressionante (oltre molti milioni di utenti), i-mode è un servizio di accesso mobile a Internet always on, basato su un’infrastruttura a commutazione di pacchetto e fortemente concentrato più che sugli aspetti tecnologici su quelli di contenuti e servizi. Pur con una velocità piuttosto bassa (solo con il servizio i-motion potrà arrivare a 384 bit/s), il sistema ha attratto molti abbonati per la sua interfaccia a caratteri arricchita da semplici elementi grafici; i terminali con schermo ampio, a 256 colori, consentono di usufruire efficacemente dei servizi offerti dal sistema e dagli oltre 600 partner. Oltre alla ricchezza dei contenuti e all’interfaccia utente semplificata, i-mode ha un vero punto di forza nel linguaggio utilizzato per la formattazione dei contenuti, il cHTML, ossia il compactHTML. Con l’esclusione dei contenuti incompatibili con la limitatezza di banda, cHTML permette ai programmatori di sviluppare un’unica versione degli applicativi e dei servizi valida per tutti i dispositivi. Anche i costi veramente contenuti dei terminali e della connessione (l’abbonato paga in base al traffico generato) sono ulteriori punti a favore dell’i-mode.

Verso l’UMTS

Uno schema di principio dell’infrastruttura UMTS inizia da picocelle (a livello di campus, ossia gruppi anche estesi di edifici), per passare alle microcelle e via via ad ambiti geografici sempre più estesi, che prevedono per le loro dimensioni la trasmissione satellitare. Sono micrococelle le installazioni operative esistenti in Europa, al di là dei numerosissimi trial realizzati congiuntamente da operatori e produttori: si tratta delle reti sperimentali entrate in funzione nell’isola di Man nel maggio del 2001 e nel principato di Monaco il dicembre successivo.
I confini geografici così ridotti rendono possibile concentrarsi sugli aspetti tecnici, sulla qualità delle immagini video, sulla trasmissione dati a pacchetto, per poter realizzare un buon test prima dell’installazione di reti più complesse ed estese.

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