EO531

cover story ELETTRONICA OGGI 531 - gennaio | febbraio 2026 8 definitivo vari decenni fa dagli ingegneri IBM analizzando diverse configurazioni relative al contatto per determinare se esistesse un denominatore comune che consentisse di prevedere la funzionalità o il guasto di un connettore. L’analisi rivelò che “le configurazioni relative al contatto di connet- tori non funzionali mostrano sempre un bassa tensione di contatto hertziana, mentre quelle di connettori affidabili presentano valori di tale tensione di un ordine di grandezza superiore”. Questa scoperta è stata convalidata nel corso degli anni ed è diventata un indicatore sempre più importante man mano che le caratteristiche progettua- li dei connettori si evolvono, consentendo di sviluppare connettori sempre più piccoli e leggeri, con contatti a profilo più basso e in grado di resistere a condizioni ambientali gravose come vibrazione e urti. La tensione di contatto hertziana rappresenta l’indicatore otti- male per i progettisti di sistemi per assicurarsi che i prodotti utilizzi- no connettori altamente performanti. Principi fisici Per comprendere perché un’elevata tensione di contatto hertziana garantisca quasi sempre buone prestazioni, è importante capire il principio fisico alla base del funzionamento dei sistemi di connetto- ri. Tutti i collegamenti elettrici metallici si realizzano quando corpi metallici deformabili vanno a contatto tra di loro, creando microsco- pici punti di contatto tra le superfici metalliche, i cosiddetti “a-spot” (“punti di asperità”), attraverso i quali scorrono le cariche. Il numero e la posizione di tali punti di contatto effettivi dipendono dalla finitu- ra superficiale, dalla geometria del contatto, dalla durezza del ma- teriale e dalla forza utilizzata per unire i due componenti. Una volta formati questi ponti metallici, l’obiettivo è ridurre e/o sta- bilizzare i fattori che riducono la corrente attraverso di essi. La resi- stenza totale di contatto è data dalla somma di tre componenti: Rt = Rb + Rc + Rf dove Rt = resistenza totale di contatto Rb = resistenza bulk (causata dalle proprietà dei materiali a contatto) Rc = resistenza da costrizione (causata dalle dimensioni, dalla quan- tità e dalla distribuzione dei punti di contatto effettivi) Rf = resistenza del film (causata da ossidi, vapore acqueo o altri film superficiali) La resistenza del film è la variabile più significativa. Tutti i metalli presentano film di spessore variabile, da quelli più sottili, tipici dei metalli base come rame, alluminio, ferro e nichel, a quelli più spes- si, riscontrabili nei metalli invecchiati. Più il film è spesso, maggiore è la resistenza alla corrente e più bassa e instabile risultano i livelli della tensione di contatto hertziana. La soluzione non consiste sem- plicemente nell’aumentare la forza applicata che porta i due com- ponenti metallici a contatto reciproco, perché ciò causerebbe fatica del materiale e il guasto del connettore. Invece la risposta sta nella L’area di accoppiamento a cupola del contatto universale ITT genera un elevato stress hertz Fonte: ITT Cannon

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