Attendendo la ripresa. - Elettronica Plus

Attendendo la ripresa.

Dalla rivista:
EONews

 
Pubblicato il 27 maggio 2002

Assinform: il mercato delle ICT è ormai maturo

La ripresa è prevista, questione di mesi e ci sarà. Ma come si declinerà nel nostro Paese? Assinform ha presentato alcune considerazioni sul tema, a partire da un’osservazione analitica dei buoni risultati ottenuti dal settore delle ICT italiane nel 2001, nel corso di un incontro con la stampa tenutosi a Milano lo scorso 18 aprile. “Il mercato è ormai maturo e d’ora in avanti la crescita sarà per lo più fisiologica” ha affermato Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, la società di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato ICT, e ha sostenuto questa tesi proprio a partire dai dati dell’Osservatorio Assinform 2001 che verranno presentati ufficialmente il prossimo 3 giugno. “Anche il settore delle ICT è afflitto ormai da ‘ciclo di vita’ –ha spiegato Capitani- e il testimone di driver del mercato è passato dalle tecnologie al consumatore. Questo vuol dire che oggi non basta più introdurre una tecnologia per fare mercato, ma il business dipende dal valore d’uso che il consumatore assegna alle tecnologie offerte. Si è di fronte a una saturazione relativa del mercato, relativa perché certo non tutto il sistema è stato informatizzato, ma per ora quello che c’era da utilizzare è già stato utilizzato”. Per questo il mercato crescerà secondo un linea di sviluppo a scalini. Cioè si avranno delle accelerazioni della crescita solo in corrispondenza dell’entrata sul mercato dei vari Paesi emergenti. L’hardware è il comparto che più ha risentito del rallentamento del 2001 e pure attualmente la crescita è modesta, nell’ordine del 2,6%. Anche in futuro si può prevedere che continuerà ad aumentare il peso della componente servizi a discapito di quella hardware. Ciò significa che si sta passando da un modello di crescita estensivo, dove l’utenza si allarga, a uno intensivo, dove l’utilizzatore usa le tecnologie in modo più intenso. Prevalendo quindi il mercato dei servizi, si avverte più chiaramente la complessità che lo caratterizza e che fra l’altro rende difficile realizzare economie di scala, per cui rimangono elevati i costi marginali e come conseguenza si accentua la tendenza dei piccoli fornitori a confluire verso i più grandi.

Un ultimo aspetto posto in luce da Capitani attiene l’uso delle tecnologie. Si osserva che nel 2001 la crescita italiana nei settori ICT è stata generalmente superiore a quella degli altri Paesi e che i maggiori divari a nostro favore si sono avuti nell’informatica, mentre le telecomunicazioni hanno dato risultati solo di poco superiori alla media mondiale. Ora, i maggiori investitori in IT del 2001 sono stati le aziende grandi e medio-grandi, e precisamente quelle dei settori più esposti alla concorrenza globale, le imprese del nord-est che hanno comperato tecnologie per le loro delocalizzazioni, le aziende con una rete complessa di distributori e venditori, e le banche, impegnate in processi di fusione e ristrutturazione dove l’investimento è servito ad integrare sistemi informatici differenti. In ogni caso si è trattato di investimenti che servivano per l’integrazione, o al proprio interno o all’esterno e cioè a monte con i fornitori (supply chain management) e a valle con i clienti (CRM), andando a costruire una sorta di grande impresa reticolare. Tutto questo ci dice che la concorrenza globale si fa sentire e che le organizzazioni maggiori hanno compreso la funzione strategica delle tecnologie per incrementare la competitività. Così stando le cose preoccupa allora l’assenza delle PMI in un quadro generale che vede il nostro sistema Paese in grande ritardo non tanto nella diffusione delle ICT quanto nella capacità di innovare, come dimostrano i dati resi noti di recente dalla Commissione Europea. E sul ritardo del nostro sistema Paese, e la diminuzione degli investimenti ICT nelle PMI è intervenuto anche il presidente di Assinform Giulio Koch, esprimendo una certa preoccupazione al di là del fatto che i numeri di mercato delle ICT in Italia nel 2001 siano stati migliori della media dei Paesi europei e al di là del fatto che entro l’anno la crescita torni ad avere una dinamica più sostenuta (attualmente il trend non è esaltante). Quello che ci preoccupa è la competitività del sistema Italia, ha affermato il Presidente di Assinform Giulio Koch, e su questo l’azione di Governo è stata per ora scarsamente incisiva e troppo debole, nonostante il Ministero dell’Innovazione Tecnologica si sia mosso e abbia lanciato un vasto piano per l’e-government, e ora stia svolgendo un’attività di task force sulla banda larga insieme al Ministero delle Comunicazioni”. Non si sono ancora affrontati nodi cruciali per la competitività del sistema come ad esempio l’informatizzazione delle PMI e la formazione –ha affermato Koch e ha concluso il suo intervento ribadendo che- Assinform comunque non chiede azioni volte a sostenere il mercato bensì finalizzate ad accrescere la competitività del sistema Italia”.

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