Tecnologie domotiche per l’illuminazione - Elettronica Plus

Tecnologie domotiche per l’illuminazione

Dalla rivista:
Elettronica Oggi

 
Pubblicato il 14 febbraio 2013

Oggi i protagonisti dell’illuminazione sono i LED, o diodi a emissione luminosa, ideati nel lontano 1962 come dispositivi a semiconduttore capaci di generare ed emettere fasci di fotoni sfruttando la ricombinazione delle coppie elettrone/lacuna nelle giunzioni P-N. Allora si sapeva costruirli solo in arseniuro di gallio e fosforo (GaAsP) con emissione in rosso e un’efficienza alquanto scarsa, ma poi sono state sviluppate giunzioni a semiconduttore (AlGaAs, InGaN, GaN, SiC) capaci di generare fotoni in un’ampia gamma di lunghezze d’onda e negli anni 80 si realizzarono i primi LED composti da tre diodi con emissione nei tre colori fondamentali (rosso, giallo e blu) la cui sovrapposizione produceva una discreta luce bianca.

Il rendimento, tuttavia, non era ancora buono ed è solo da una decina d’anni che si è superata questa difficoltà con una tecnica di fabbricazione elegante quanto semplice. In pratica, consiste nel sovrapporre a una giunzione con emissione al confine fra il blu e l’ultravioletto (GaN o InGaN) un piccolo spessore di fosfori (P) gialli in modo tale da ottenere luce bianca con elevata efficienza energetica. Questa tecnologia ha anche il pregio di essere a basso costo e questo vantaggio insieme all’ottimo rendimento sono i fattori che hanno definitivamente reso i LED più competitivi rispetto a qualsiasi altra tecnologia di illuminazione. Recentemente, inoltre, sono ormai disponibili in commercio anche LED bianchi di plastica dal costo ultra basso oppure LED bianchi con luminosità decine di volte superiore alle lampade alogene ed è quest’ampia gamma di caratteristiche che ha consolidato l’attuale affermazione sul mercato di questo tipo di sorgenti luminose.

Fig. 1 – Il terminale domotico Btp Mitho consente di gestire l’abitazione in modo intelligente

Un protagonista
Brevetti Plozner Torino nasce più di 50 anni fa dall’ingegno e dal lavoro di Lisio Plozner che iniziò a creare oggetti dall’elevato contenuto tecnologico specializzandosi nell’elettronica da installazione. Oggi Btp Group comprende diversi brand accomunati da un prezioso know-how e dall’elevato livello innovativo delle tecnologie utilizzate. La sua sede principale si trova a Sesto al Reghena, nei pressi di Pordenone, mentre nella vicina Cinto Caomaggiore c’è lo stabilimento produttivo. Da circa un anno e precisamente da dicembre 2011 Btp è entrata a far parte di Came Group un gruppo leader nel mercato internazionale dell’automazione e della sicurezza che si occupa tanto degli ambienti domestici quanto dei grandi spazi pubblici.

Fra i prodotti Btp più apprezzati ci sono i sistemi per l’Home Automation ossia l’automazione della casa come videocitofoni, termoregolatori e svariate altre soluzioni di domotica proposte per soddisfare le esigenze di benessere, sicurezza e risparmio energetico delle abitazioni. Nel gruppo Btp si trova il marchio Brahms che riguarda i sistemi per il controllo della sicurezza ossia la Home Security e comprende i prodotti di videosorveglianza, antincendio, antigas e antintrusione, mentre il marchio Domino LED contraddistingue gli apparecchi per l’Home Lighting ossia per l’illuminazione di interni a risparmio energetico. Tutti questi prodotti sono frutto di collaborazioni dei laboratori Btp con centri di ricerca universitari e sono caratterizzati dall’elevato valore tecnologico e dal basso impatto energetico. Inoltre, sono interfacciabili in modo trasparente e predisposti per essere facilmente integrati in soluzioni domotiche centralizzate.

Fiore all’occhiello della domotica Btp è il terminale multifunzione Mitho che consente di gestire l’intera abitazione centralizzando i comandi e svolgendo nel contempo anche la funzione di videocitofono con vivavoce. Nell’elegante schermo touch-screen da 7” e 800×480 pixel trovano posto il controllo della climatizzazione, l’accensione e lo spegnimento dei sistemi di allarme e dell’impianto di irrigazione, il comando di tutte le lampade di casa nonché delle tapparelle e delle tende. Il terminale domotico Mitho può essere installato in più luoghi strategici della casa dai quali impostare agevolmente le condizioni di ambiente anche differenziando fra i diversi locali presenti.

Fig. 2 – Le tecnologie di illuminazione Domino LED generano una luce bianca con una gradevole tonalità calda e, inoltre, sono ecosostenibili

LED di arredamento
Il gruppo Btp ha investito nello sviluppo delle tecnologie di illuminazione a LED nel loro ruolo di sorgenti di luce a basso consumo con l’obiettivo di conseguire un ideale equilibrio tra forma, innovazione, funzionalità ed efficienza. Con il marchio Domino LED la società offre una vasta gamma di apparecchi progettati e realizzati per garantire le più diversificate esigenze di luce dalle microilluminazioni di servizio alle luci scenografiche fino alle soluzioni luminose capaci di valorizzare, plasmare e qualificare la fruibilità delle diverse tipologie di ambienti non solo domestici, ma anche hotel, spazi commerciali, show room, uffici e centri benessere. I LED di potenza sono sorgenti luminose che non emettono calore perché le loro radiazioni sono prive di raggi infrarossi e non danno fastidio perché sono anche prive di raggi ultravioletti, inoltre, offrono alla luce bianca una gradevole tonalità calda compresa fra 2700 e 3000 °K.

Per di più, si può modellare il fascio di uscita in modo che sia più stretto, o “a pennellate”, più largo ma circoscritto in coni luminosi, oppure a radiazione diffusa più adatta ai grandi ambienti e se ne può anche modificare la tonalità praticamente a piacere aumentando il verde, il rosso o il blu fino a ottenere qualsiasi effetto si desideri fino a 6500 °K. La qualità della luce emessa, l’alta resa cromatica, l’elevato rendimento energetico (del 70%), la stabilità garantita nel tempo (con durata di utilizzo oltre 50 mila ore) e l’estrema brillantezza sono i vantaggi che contraddistinguono i prodotti Domino LED. La maggior parte di questi apparecchi funziona in corrente continua da 12 a 24 V sfruttando un dispositivo elettronico denominato Simplex inserito direttamente nell’alloggiamento dei LED evitando il ricorso agli ingombranti alimentatori tradizionali e prolungando sensibilmente la vita delle lampade perché in questo modo sono molto più protette dalle fluttuazioni elettriche. Inoltre, l’assenza di metalli pesanti e sostanze inquinanti ne rendono più sostenibile la fabbricazione nonché lo smaltimento con beneficio di tutti.

Lucio Pellizzari



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