Edizione N° 133 del 5 novembre 2008
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Edizione N° 133 del 5 novembre 2008
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18/10/2008 L’innovazione sostanziale consiste nel riuscire a unire la potenza di un Pc con un basso livello di assorbimento, grazie a una architettura X86 con livelli di consumo paragonabili alle architetture a 32 bit, ma con prestazioni nettamente superiori.
La piattaforma sviluppata da Arrow è realizzata con una struttura di supporto in policarbonato trasparente e parzialmente removibile per poter eseguire test e misure, è dotata di un monitor Lcd Tft da 8,4” o 12,1” Svga. La carrier board contiene l’interfaccia PS/2 per mouse e tastiera, l’alimentatore con range da 16 V e 24 V, la batteria di backup, i connettori Lvds e di retro illuminazione per Lcd Tft, l’interfaccia per Compact Flash e Hdd, due porte Usb host, una porta Usb funtion, una Usb per Ssd, una Usb per webcam, due Usb host “user defined”, una porta RS 232, tre porte seriali Cmos (3,3 V), un connettore Vga, un’interfaccia di comunicazione Lan 10/100/1000, un’interfaccia audio con uscite stereo e ingresso microfono, uno slot di espansione Pci, due slot mini Pci, uno slot Pci express e una interfaccia SD/MMC 1.1. Il modulo Cpu, oltre al microprocessore Atom, include l’Intel System Controller Hub US15W, il chip di Super I/O per il power management e la gestione delle periferiche legacy dell’architettura Pc e uno zoccolo per moduli Ram Sodimm DDR2 fino a 2 Gb.
Tutte queste caratteristiche rendono la soluzione Arrow estremamente flessibile e indicata per svariate applicazioni: dal medicale al gaming, dai Pos ai mobile device, dalla videosorveglianza all’industrial computing.
La soluzione è stata presentata in anteprima in Italia nel maggio di quest’anno, ottenendo subito ottimi riscontri. Claitron-Lasi propone un kit completo di sviluppo, comprensivo di Hw e Sw, capace di fornire ai clienti una base di partenza per ulteriori sviluppi, riducendo sensibilmente il time to market.
Il riconoscimento, consegnato a Claitron-Lasi in occasione del Intel Embedded Distribution Conference di Ginevra, lo scorso 23 settembre, vuole quindi premiare l’importante lavoro di sviluppo e di divulgazione portato avanti da tutto il team Claitron-Lasi in Italia, lavoro che ha permesso di creare nuove importanti opportunità di business con aziende tecnologicamente all’avanguardia nei rispettivi settori.
21/10/2008 Harwin, produttore di interconnessioni ad alta affidabilità, ha nominato Abacus Group plc Distributore paneuropeo dell’anno, citando nella menzione il notevole impegno quale fattore differenziante che ha fatto conferire il premio all’azienda di Newbury (UK).
Abacus Group plc è uno dei distributori di componenti e sistemi elettronici presente in Europa con proprie filiali in ogni maggiore mercato europeo dell’elettronica. Andrew McQuilken, managing director di Harwin, ha detto: ”Abacus è da molti anni parte vitale della nostra rete di distribuzione e assicura un service al cliente di livello esemplare grazie anche alla capillarità dei suoi uffici regionali distribuiti nel Regno Unito, in Germania, Austria, Francia, Italia, nel Benelux e in Scandinavia. La società ha dimostrato un altissimo livello di focalizzazione in ogni fase di distribuzione dei nostri prodotti, inclusi nel nuovo catalogo e anche in quello precedente. Per questo siamo lieti di nominare Abacus Pan-European Distributor of the Year”.
Michelle Burns, direttore di prodotto Emech di Abacus, da parte sua ha commentato: “Harwin è un ottimo esempio di come sia possibile lavorare con successo e continuare a produrre in Europa. L’azienda si propone al mercato con prodotti nuovi e innovativi e – poiché detiene tutti i processi di produzione all’interno – vanta un accurato e puntuale time-to-market, in grado di rispondere con rapidità alle richieste di componenti modificati o completamente personalizzati secondo le esigenze dei clienti. Siamo fieri di ricevere questo premio”.
21/10/2008 National Semiconductor Corp. ha annunciato anche l’introduzione di 11 nuovi regolatori di tensione step-down Simple Switcher, particolarmente adatti all’impiego in un ampia gamma di applicazioni che comprendono i segmenti automotive, industriale e delle comunicazioni.
In questo caso Webench è stato ampliato con strumenti che comprendono la lista dei componenti, i grafici relativi all’efficienza e alla piedinatura dei dispositivi, e la possibilità di generare un documento completamente formattato che comprende tutti i dati relativi al progetto che risulta ottimizzato.
La nuova famiglia di regolatori di tensione step-down Simple Switcher offre un’ampia gamma di tensione di ingresso che si estende tra 4,5 V e 42 V e consente di poter gestire senza problemi ampi transitori di tensione su linee di alimentazione a 12 V e a 24 V. La compensazione interna e il contenitore di dimensioni ridotte, con un limitato numero di pin semplifica il processo di progettazione e riduce le dimensioni del sistema.
La simulazione elettrica in tempo reale unita ad un processo di analisi delle forme d’onda permette di verificare il comportamento del circuito in condizioni dinamiche come i transitori di carico, i transitori di ingresso o il transitorio di accensione.
Con Webench vengono forniti anche i diagrammi di Bode, che consentono di valutare ed ottimizzare la stabilità dell’anello di regolazione. La simulazione termica fa si che i progettisti verifichino e risolvano le problematiche termiche di un progetto, attraverso l’uso di dissipatori realizzati impiegando il rame del circuito stampato, il flusso d’aria e lo spessore del rame.
National ha inoltre aggiunto grafici e curve che mostrano l’efficienza, le dimensioni, la dissipazione dei vari componenti e la frequenza, relativi a vari scenari progettuali consentendo ai progettisti di verificare l’ottimizzazione del progetto in termini di efficienza piuttosto che di dimensioni. Questi grafici offrono una visione delle caratteristiche elettriche come l’efficienza, il ripple della tensione di uscita, il duty-cycle e la dissipazione di potenza su una ampia gamma di valori della corrente di uscita e della tensione di ingresso. Questo permette ai progettisti di identificare rapidamente le condizioni ottimali e scegliere quelle che soddisfano le loro necessità di progetto. Quando il progetto è completato, viene generato un rapporto che raccoglie tutte le informazioni, ed è possibile ordinare un kit dei componenti necessari a realizzare un prototipo dell’alimentatore.
I nuovi regolatori di tensione step-down Simple Switcher supportano correnti di uscita che vanno da 0,5 A a 5 A. Progettata con una modalità di controllo voltage-mode, la famiglia comprende LM22670, LM22671, LM22672, LM22673, LM22674, LM22675, LM22676, LM22677, LM22678, LM22679 e LM22680. Ogni dispositivo è caratterizzato da una frequenza di commutazione fissa di 500 kHz, di una frequenza di commutazione regolabile o di una frequenza di sincronizzazione che arriva a 1 MHz, e che consente di ridurre le interferenze elettromagnetiche (EMI) nelle applicazioni sensibili al rumore dei segmenti automotive, industriale e delle comunicazioni.
Disponibile in un contenitore standard PSOP a 8-pin e nel nuovo contenitore TO-263 a 7-pin, il regolatore di tensione step-down dispone anche di una frequenza regolabile, di un ingresso di abilitazione di precisione, della funzione soft-start esterna e della possibilità di programmare la corrente massima di uscita.
L’LM22671 e l’LM22674 supportano correnti di 0,5 A. L’LM22672 e l’LM22675 supportano correnti di 1 A. L’LM22680 supporta una corrente di 2 A. L’LM22670, l’LM22673 e l’LM22676 supportano correnti di 3 A. L’LM22677, l’LM22678 e l’LM22679 supportano correnti di 5 A..
I nuovi 11 regolatori di tensione step-down SIMPLE SWITCHER di National sono pin-to-pin compatibili con la serie di regolatori LM267X, che comprendono LM2670, LM2671, LM2672, LM2673, LM2674, LM2675, LM2676, LM2677, LM2678 e LM2679.
Il nuovo contenitore TO-263 sottile di National è realizzato impiegando una lega di saldatura senza piombo e una resina di incapsulamento priva di alogeni ed è compatibile con il contenitore TO-263 standard, da cui si differenzia per uno spessore ridotto del 50% (2,0 mm contro 4,57 mm). Esso presenta una migliore resistenza all’umidità e caratteristiche termiche paragonabili a quelle del contenitore standard. Disponibile nella confezione tape-and-reel, ha ricevuto l’approvazione dal comitato Jedec JC-11 nel Maggio 2008 con il numero di registrazione 10-447. Gli 11 regolatori di tensione step-down Simple Switcher sono già disponibili.
24/10/2008 Era il 1958 quando, alla fiera delle macchine utensili di Parigi, Siemens presentò per la prima volta al mercato Simatic G. Allora si trattava di un sistema orientato alla sostituzione di relè e contattori, oggi, a cinquant’anni di distanza e alla sesta generazione, Simatic S7 consente di risolvere in modo semplice pressoché tutti i compiti di automazione grazie al concetto di Totally Integrated Automation.
Da sempre al passo con le moderne possibilità offerte dalla tecnica dei semiconduttori e a sua volta impulso a nuovi progressi, Simatic al suo esordio era già una soluzione innovativa. Capace di risolvere compiti di automazione tramite funzioni logiche fondamentali, conteggio e memorizzazione, Simatic G consentiva anche di pilotare, direttamente con uscite digitali di potenza, contattori, valvole solenoidi o altri elementi di controllo, adattandosi ad applicazioni in cui erano richiesti alti livelli di affidabilità, come sottostazioni di trasformazione e impianti energetici.
“Gli anni Settanta”, spiega Giovanni Bramati, del settore Industry di Siemens, “segnarono una prima tappa decisiva per il futuro sviluppo del nostro Plc”. In quel periodo, infatti, ci fu un notevole progresso nella progettazione di sistemi microelettronici che, uniti all’evoluzione e all’aumentata affidabilità dei supporti di memoria, consentirono di ridurre notevolmente le dimensioni dei dispositivi, segnando un passaggio dalla logica cablata alla logica programmata. Era l’epoca di Simatic S3 e Simatic S5 e Siemens diede una svolta al mercato dell’automazione.
Una vera e propria rivoluzione nel settore dell’automazione però, Simatic la introdusse nel 1996, con la messa a punto del concetto di Totally Integrated Automation, alla base dell’attuale generazione Simatic S7. “Fino ad allora”, continua Bramati, “si era trattato di dispositivi individuali e specifici per le singole funzioni del processo produttivo. Grazie alla nuova architettura, Simatic divenne la soluzione unica e integrata per la gestione di un impianto durante l’intero ciclo di vita: dalle fasi di pianificazione progettuale, engineering, messa in servizio e training, all’esercizio effettivo fino alla manutenzione e al service”. I vantaggi introdotti dalla nuova soluzione furono enormi: la semplificazione dei processi produttivi, il miglioramento dell’efficienza e la riduzione dei costi e dei fermi macchina, novità destinate a cambiare completamente il mondo dell’industria e ad affermare definitivamente Simatic come il Plc più venduto al mondo.
Ulteriori novità sono previste per il prossimo futuro. “La tendenza oggi”, dice Bramati, “è la trasformazione del Plc da una funzione di trasferimento dati all’isola produttiva alla progettazione virtuale di tutto il processo di produzione, secondo un concetto di fabbrica digitale”. In questa direzione si sta muovendo Siemens, sia dal punto di vista della ricerca sia dell’acquisizione di nuove competenze. Esemplare in questo senso è la recente integrazione della multinazionale americana di software Ugs, oggi Siemens Plm Software, nell’esistente attività di automazione industriale.
28/10/2008 Un parterre di oltre 1.300 espositori per una superficie di 58.000 mq. Anche quest’anno PTC Asia non ha tradito le aspettative, confermandosi per la Cina non solo quale punto di riferimento domestico in ambito di oleoidraulica, pneumatica, trasmissioni meccaniche e componentistica in generale, ma anche come evento di caratura sempre più internazionale.
Germania, Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Corea e Taiwan. Dopo quella degli espositori “locali” è davvero forte la presenza delle aziende estere, con Italia e Germania sopra tutte quante. L’atteso sorpasso sulle tedesche quest’anno non c’è stato, ma la crescita degli espositori italiani sembra oramai inarrestabile. In questa edizione 2008 il numero degli espositori nazionali è arrivato a toccare quota 79, segnando un ex-aequo con la Germania che, come noto, in questo settore, dopo Hannover considera Shanghai come suo secondo “quartiere fieristico domestico”.
Il merito di questo straordinario risultato è forse anche della jont-venture, oramai consolidata, che vede Fiera Milano e Hannover Messe operare insieme sul mercato fieristico cinese, con Shanghai a configurarsi quale punta di diamante per quanto riguarda le fiere tecniche.
All’inaugurazione della manifestazione è intervenuto anche il presidente di Fiera Milano Spa Michele Perini (nella foto, è a sinistra al momento del taglio del nastro insieme a Maurizio Forte, a destra, direttore dell’ufficio ICE di Shanghai), il quale nel corso della visita istituzionale presso gli stand delle aziende italiane, non ha mancato di constatare il ruolo di eccellenza ricoperto dall’Italia a livello mondiale in ambito di meccanica e ingegneria industriale.
A supporto del made in Italy esposto a Shanghai, Fiera Milano Editore quest’anno ha realizzato con il contributo del proprio ufficio di Shanghai e delle strutture ICE di Hong Kong uno speciale in lingua mandarina che, tirato in alcune migliaia di copie, sarà distribuito gratuitamente ai visitatori dell’Italian Pavillion nel corso dei quattro giorni di manifestazione.
29/10/2008 Un vantaggio più sottile e meno tangibile, ma che potrebbe rivelarsi tra i più importanti, è rappresentato dal valore della simulazione quale piattaforma per l’apprendimento. Non è facile quantificare il valore economico da attribuire alla conoscenza, all’intuizione e alla padronanza che derivano dall’esplorazione di un progetto di sistema, con la modifica dei suoi parametri, la prova di vari stimoli e condizioni di carico, il testing di configurazioni e varianti alternative ecc. Questo tipo di esplorazione e di apprendimento sono alla base di ogni innovazione.
La modellizzazione delle variazioni del sistema complessivo aiuta anche a evitare che i progettisti ottimizzino un componente a scapito dell’intero sistema. Ad esempio, la riduzione del costo di un componente, magari peggiorandone la tolleranza, potrebbe propagare un effetto che alla fine comporta una modifica più costosa di un altro componente, per compensare la variazione complessiva. Potendo rilevare un simile impatto, questa modifica può essere respinta prima che diventi irreversibile.
La simulazione consente inoltre di effettuare azioni e di verificare risultati altrimenti impossibili utilizzando l’hardware reale. Ad esempio, i progettisti possono simulare un sistema che operi a livelli eccessivi di voltaggio o di temperatura, o visualizzare correnti, flussi e altre variabili di stato interne di un’apparecchiatura. Un altro esempio è la possibilità di collaudare un controller embedded, in esecuzione nel contesto delle sue periferiche hardware (ad es. A/D, D/A, timers ecc.). Ciò è simile all’utilizzo di un emulatore in-circuit nel mondo reale, con la differenza che, nel mondo virtuale emulato, l’utente può a tutti gli effetti fermare ad un breakpoint anche lo scorrere del tempo, non solo l’esecuzione del codice.
Lo standard IEEE 1076.1, che definisce il linguaggio VHDL-AMS, in abbinamento a un simulatore multi-language, consente di valicare i confini presenti nel processo di progettazione di sistema del settore automotive. Sfruttando le tecnologie di modellizzazione e di simulazione, i progettisti di sistemi automotive possono ridurre i problemi legati alla protezione della IP, migliorare la comunicazione tra risorse di sviluppo distribuite geograficamente, ed integrare un’ampia varietà di contenuti tecnici. La compatibilità del modello viene conservata attraverso tutte le fasi del processo di progettazione, dall’esplorazione iniziale del concetto fino alla verifica finale dell’hardware e del software.
Grazie al VHDL-AMS, esistono degli strumenti di modellizzazione dell’hardware adatti per l’analisi dell’integrità dei segnali nelle reti. In questo va inclusa la modellizzazione degli aspetti analogici, digitali e mixed-signal dei transceivers, come anche del comportamento delle linee di trasmissione cablate twisted-pair, dei connettori e degli altri componenti del Physical Layer delle reti. I modelli vengono sviluppati dai fornitori dei componenti e sono normalmente resi disponibili fin dalle fasi iniziali del processo di procurement. Inizialmente i modelli sono basati sulle performance attese, ma man mano che la progettazione dei moduli progredisce, i modelli vengono aggiornati e migliorati, fino a comprendere le tolleranze di produzione dettagliate.
Siccome si tratta di modelli di tipo comportamentale, che quindi non contengono alcun dato di dettaglio relativo alla struttura interna di progetto dell’apparecchiatura, i fornitori li possono condividere in tutta tranquillità con gli altri membri della supply chain. Il progettista può quindi assemblare e distribuire insieme ai modelli anche un testbench completo del sistema, in modo tale che tutti i fornitori possano esplorare e verificare le innovazioni relative al miglioramento della qualità. Per gli OEM, questo approccio costituisce anche una piattaforma efficace per comunicare sia i requisiti complessivi del sistema che le specifiche dei singoli componenti.
L’integrazione e la verifica system-level virtuali, comprensive dei collegamenti all’indietro con le specifiche eseguibili originali, comportano anzitutto la disponibilità di un ambiente ricco per l’integrazione dei tool. L’integrazione di sistema può iniziare anche prima che l’hardware fisico sia disponibile, mediante la creazione di un modello del sistema che incorpori una combinazione delle diverse tecnologie. Possono esservi inclusi tutti gli effetti meccanici, magnetici, idraulici, termici, o di qualsiasi altra tecnologia che possa essere descritta mediante equazioni algebriche o differenziali. Nonostante il loro evidente valore, questi vantaggi per la progettazione di sistema nel settore automobilistico si manifesteranno però in modo evidente solo quando le tecniche di modellizzazione dei sistemi cominceranno ad essere utilizzate da un elevato numero di progettisti, impegnati ai livelli di sistema e dei componenti e lungo tutto lo spettro delle discipline ingegneristiche.
30/10/2008 In un mondo di download video sempre più veloci e di trasmissioni dati a velocità della luce, Internet rappresenta in molte abitazioni uno strumento d’uso ormai quotidiano. A dispetto della proliferazione di questa tecnologia, esistono però in Europa molte aree rurali dove – a tutt’oggi – non sono disponibili accessi a larga banda.
A tale proposito Altera ha annunciato che Newtec ha scelto, per il proprio terminale broadband Sat3Play, gli Fpga Cyclone II.
Il terminale broadband Sat3Play, che fa parte di un sistema satellitare bidirezionale, consente a Isp e Telco di fornire servizi voce, dati e televisivi in aree dove non esistono connessioni larga banda a basso costo. Newtec è un fornitore globale di prodotti e soluzioni per comunicazioni satellitari; l’offerta comprende tra l’altro modulatori Dvb, reti di distribuzione per TV e radio digitali, reti per TV e reti IP di accesso larga banda.
Nel terminale in questione i dispositivi Cyclone II operano in veste di coprocessore per un Assp, occupandosi della modulazione upstream per il canale di ritorno e del filtraggio dei dati incapsulati nel protocollo di trasmissione e ricezione dei pacchetti IP, gestendo contemporaneamente le interfacce chiave del sistema come, per esempio, le interfacce Pci.
31/10/2008 Kontron ha comunicato che la sua tecnologia di elaborazione embedded sarà ancora una volta incorporata in un altro progetto relativo ai sistemi ferroviari di Bombardier che quest’ultima ha in fase di sviluppo per rispondere alle esigenze riguardanti il tema dei trasporti in tutta la Cina. Si tratta dell’ultimo sviluppo rientrante in un rapporto progettuale a lungo termine in corso tra Kontron e Bombardier, il costruttore e il progettista numero uno di innovative soluzioni di trasporto, compresi aeromobili regionali, jet commerciali, attrezzature per trasporti ferroviari e bus.
Bombardier usa tecnologie di elaborazione embedded di Kontron già dal 1996 per la realizzazione di numerosi sistemi di controllo ferroviario e di trasporto ad alto profilo, fra cui carrozze viaggiatori automatizzate e progetti ferroviari situati lungo le strade a Dallas, Texas; Madrid; Londra, Singapore; Taipei e, ultimamente, anche a Miami, Florida.
A questo proposito, Bombardier ha recentemente commissionato a Kontron lo sviluppo della scheda Vme Cpu541 personalizzata integrante doppi processori allo scopo di gestire le sue applicazioni di sicurezza critica e consentire una maggiore produttività in termini di passeggeri trasportati. Kontron ha quindi ottimizzato la sua scheda processore Vce405, creando per Bombardier una variante da 400 MH al fine di rimpiazzare la Cpu541 aggiungendovi hardware specifico a questo fine e possibilità necessarie per implementare applicazioni di trasporto in tempo reale. Attualmente Bombardier utilizza una terza Vce405 per sostituire la scheda Vme Isio per effettuare comunicazioni.
01/11/2008 Il lancio del nuovo servizio avviene contemporaneamente in 80 Paesi di tutto il mondo: il sito Rs Mobile è, infatti, disponibile in 17 lingue diverse ed è accessibile tramite qualunque apparecchiatura portatile (Smartphone, PDA, cellulari di nuova generazione).
“Rs Mobile è stato ideato partendo dai feedback ricevuti dai nostri clienti, che ogni giorno utilizzano il sito web RS,” spiega Ermanno Maffè, amministratore delegato di Rs Components Italia. “Grazie ai loro consigli, e a una profonda analisi dei migliori siti mobile oggi esistenti, abbiamo sviluppato Rs Mobile adattando il layout agli spazi spesso ridotti dei display”.
Rs ha lanciato questo nuovo servizio per soddisfare una crescente esigenza espressa dai propri clienti, in particolare dai tecnici della manutenzione che, trovandosi spesso fuori sede, non hanno possibilità di accedere al catalogo cartaceo o a un Pc collegato a Internet. A partire da oggi, grazie a Rs Mobile, anche chi è impegnato a riparare un macchinario o a controllare un impianto, può facilmente cercare il prodotto di cui ha bisogno, senza dover per forza spostarsi dal luogo in cui si trova. Sia che il codice prodotto sia già conosciuto, sia che si debba effettuare una ricerca, con Rs Mobile è possibile sfogliare tutto il catalogo online, trovare ciò che serve e verificarne immediatamente la disponibilità a magazzino.
Ordinare con Rs Mobile è semplice e sicuro. Per i clienti già registrati sul sito web Rs, è possibile inoltrare l’ordine direttamente dal sito Mobile. Dopo l’accesso, il cliente visualizza i prezzi e le condizioni di vendita concordate con Rs. Per i clienti non ancora registrati, è possibile cercare i prodotti desiderati e poi chiamare direttamente il Servizio Clienti per ordinarli.
Le ricerche mostrano che gli accessi a Internet “via mobile” supereranno presto quelli effettuati attraverso Pc tradizionali. Già oggi, il tasso di diffusione in Europa è più elevato del previsto, con un 13% della popolazione nel Regno Unito, 12% in Italia, 10% in Francia, 8% in Germania che accede regolarmente a Internet attraverso un dispositivo portatile. Le previsioni affermano, inoltre, che entro il 2009 le percentuali arriveranno fino al 20%.
“Rs Mobile è un servizio davvero innovativo, che rappresenta un grande conquista nel campo dell’e-commerce. Le compagnie di telefonia mobile stanno lavorando su tutti i fronti per garantire una migliore accessibilità a Internet attraverso i dispositivi mobili. La probabilità che un cliente utilizzi questo tipo di apparecchiature per accedere a Internet aumenta ogni volta che sul mercato viene lanciato un nuovo prodotto, come l’iPhone della Apple o il Nokia N95, e ogni volta che si diffondo standard più veloci, come la tecnologia 3G”, conclude Ermanno Maffè.
04/11/2008 A soli quattro mesi dalla chiusura dell’evento 2008, la macchina organizzativa di Technology Exhibitions Week riparte, annunciando le date della prossima edizione, che si svolgerà a Fieramilano (Rho), nei medesimi padiglioni, dal 4 al 7 maggio 2010.
Ancora una volta l’evento riunirà sotto un unico brand più manifestazioni internazionali, ciascuna capofila nel proprio segmento di mercato: Bias (Biennale Internazionale dell’Automazione, Strumentazione, Microelettronica e Ict per l’Industria), Fluidtrans Compomac (Biennale Internazionale della Fluidotecnica, Trasmissioni di Potenza e Movimento, Comandi, Controlli, Progettazione) e Mechanical Power Transmission & Motion Control (Biennale Internazionale dei Sistemi di Controllo del Movimento, Tecniche di Azionamento e Trasmissioni Meccaniche). Cambia invece strategicamente la collocazione del settore manutenzione che, seguendo l’evoluzione del mondo industriale, si lega sempre più alla fase di progettazione di ogni singolo componente e presenterà soluzioni ritagliate su misura per i differenti campi di applicazione all’interno di ciascuno dei tre Saloni.
La contemporaneità delle manifestazioni, ormai consolidata da tre edizioni, è stata giudicata positivamente da espositori e visitatori, che hanno potuto apprezzare vantaggi e opportunità sviluppati dalla sinergia tra gli eventi, ciascuno caratterizzato da una propria chiara identità e da una forte specializzazione merceologica, ma che nella loro globalità sono finalizzati a soddisfare le molteplici esigenze di costruttori e progettisti alla ricerca delle soluzioni più originali, efficienti, sicure e competitive da applicare nei diversi settori dell’industria manifatturiera e di processo.
La conferma del mese di maggio porta con sé i vantaggi legati a un più razionale inserimento all’interno del calendario fieristico internazionale di settore e consente, tra l’altro, la contemporaneità con Xylexpo, Biennale Mondiale delle Tecnologie del Legno, già sperimentata nel 2008 e positivamente apprezzata dagli espositori di entrambe le manifestazioni – che hanno potuto ottimizzare i propri investimenti fieristici e beneficiare dei contatti con professionisti provenienti da tutto il mondo – e dagli operatori in visita, che in un solo contesto hanno potuto valutare le innovazioni tecnologiche e le loro potenzialità applicative in un settore strategico quale quello delle macchine per l’industria forestale e la lavorazione del legno.
Se pur alla luce di una situazione di mercato non particolarmente favorevole – soprattutto per alcuni settori dell’elettronica – e di un contesto economico altalenante, le manifestazioni si sono confermate, sia nel loro complesso sia prese singolarmente, un momento imperdibile di incontro e confronto tra domanda e offerta a livello internazionale, un’occasione per toccare con mano le potenzialità e i vantaggi delle tecnologie più innovative rivolte al mondo industriale.
I 1.449 espositori tra diretti e indiretti, in rappresentanza di oltre 1.800 marchi internazionali, con una rilevante presenza estera, hanno confermato il valore internazionale dell’evento: in fiera erano rappresentati in totale 33 Paesi.
Positivo il bilancio anche in relazione al numero dei visitatori: in quattro giorni la Technology Exhibitions Week, nella globalità dei quattro eventi, ha registrato 66.026 presenze, con una percentuale di esteri pari al 30%, provenienti da 107 Paesi (+13% di Paesi rispetto al 2006). Un vero record rispetto al passato, che mostra come questi Saloni stiano sempre più ribadendo il proprio ruolo in ambito mondiale e come il prodotto italiano, soprattutto per mercati strategici quali la potenza fluida e le trasmissioni di potenza, sia percepito quale esempio di eccellenza in termini di innovazione e performance.
Numerose sono state inoltre le delegazioni ufficiali estere in visita, organizzate, tra l’altro, in collaborazione con l’ICE: Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cina, Corea, India, Iran, Malesia, Marocco, Polonia, Repubblica Ceca e Russia.
Un risultato positivo, supportato anche dal fattivo e costruttivo impegno delle maggiori associazioni di settore che hanno patrocinato le singole fiere.
In particolare Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Trasmission & Motion Control hanno goduto del supporto di Assofluid (Associazione Italiana dei Costruttori ed Operatori del Settore Oleoidraulico e Pneumatico), co-fondatrice delle manifestazioni, e del patrocinio di Assiot (Associazione Italiana Costruttori Organi di Trasmissione e Ingranaggi), Aipi (Associazione Italiana Progettisti Industriali), Cetop (Comitato Europeo delle Trasmissioni Oleoidrauliche e Pneumatiche), Eurotrans (European Committee of Associations of Manufacturers of Gears and Transmission Parts) ed Eptda (European Power Transmission Distributors Association).
Partner di Bias 2008 sono stati Aim, Association for Automatic Identification & Mobility; Ais, Associazione Italiana Strumentisti; Anipla, Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione; Assintel, Associazione Nazionale delle Imprese Ict; Assipe, Associazione Italiana Progettazione Elettronica; Assodel, Associazione Nazionale Fornitori Elettronica; Fast, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche; Gisi, Associazione Imprese Italiane di Strumentazione e Isa-Italy Section.
A Bi.Man è stato invece riconosciuto il supporto ufficiale di A.I.Man, Associazione Italiana di Manutenzione, e della rivista Manutenzione Tecnica e Management, pubblicata da Thomas Industrial Media, media sponsor ufficiale.
Un’intensa e qualificata attività formativa e informativa, con 35 appuntamenti tra convegni istituzionali – realizzati in collaborazione con importanti editori, quali Edizioni Fiera Milano e Il Sole 24 Ore Business Media, e le maggiori Associazioni di settore quali A.I.Man., Aim, Ais-Isa, Anipla, Assiot, Assodel, Assofluid, Gisi – e seminari tecnico-applicativi organizzati dagli stessi espositori, ha arricchito e completato l’offerta espositiva, garantendo interessanti momenti di aggiornamento professionale.
Grande successo ha riscosso in particolare il convegno di apertura, Investire in automazione, investire in competitività, organizzato da Fiera Milano Tech con la collaborazione scientifica di Sda Bocconi. Una tematica di grande attualità, dal momento che l’investimento in innovazione di processo è uno degli strumenti davvero efficaci a sostegno delle strategie di crescita di una azienda, che consente di migliorare le performance industriali e, attraverso queste, accrescere la competitività delle imprese e del sistema-Paese.
Un momento di incontro che ha permesso di confrontare i risultati della ricerca di Sda Bocconi con l’esperienza concreta di aziende quali Scm Group, Processo Dalmine, Kone Industrial, Cnh, Indesit, Cosberg, che hanno portato la loro testimonianza di investimento in innovazione tecnologica.
Nell’ambito di una collaborazione ormai ultradecennale a supporto della manifestazione, anche quest’anno Aipi ha scelto di tenere la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Leonardo da Vinci all’interno del Fluidtrans Compomac. L’evento ha attirato più di 150 operatori, che hanno assistito alla premiazione dei progettisti italiani Renzo Capra e Carlo Del Grosso, degli stranieri Wolfgang Hatz e Paolo Curti e delle aziende italiane S.C.M. Group e Menci & C., che hanno contribuito a valorizzare all’estero i prodotti di progettazione italiana e/o portato un valido contributo all’innovazione tecnica in campo industriale.
05/11/2008 Cypress Semiconductor ha ufficializzato l’introduzione di una soluzione completa a 2,4 GHz esplicitamente concepita per il mercato embedded. Questa soluzione realizzata da Cypress è ottimizzata per reti di sensori wireless a basso consumo e interfacce uomo-macchina utilizzate in un’ampia gamma di applicazioni quali automazione domestica e degli edifici, controlli remoti, apparecchiature per il fitness e di tipo sanitario e apparati di monitoraggio industriale.
Contemporaneamente Cypress Semicondutor ha introdotto lo starter kit PSoC First Touch equipaggiato con la soluzione CyFi Low-Power RF per valutare in maniera semplice la prototipazione e il debug di sistemi wireless basati sulla soluzione CyFi.
La soluzione CyFi apre nuove opportunità nel mercato del controllo embedded in quanto permette di trasferire le caratteristiche proprie dei PSoC, ovvero bassa dissipazione, affidabilità della tecnologia wireless, versatilità e integrazione in una gamma sempre più vasta di applicazioni. Grazie alle funzionalità di tipo drag and drop del software, anche i progettisti con scarsa esperienza nel mondo wireless possono realizzare applicazioni senza fili nel giro di pochi minuti.
CyFi è una soluzione proprietaria, e molte applicazioni necessitano una soluzione proprietaria wireless, rispetto a una standard, principalmente per un fattore di maggior semplicità: le soluzioni standard sono infatti pensate per una grande varietà di applicazioni e risultano quindi più complesse rispetto a quelle pensate specificatamente per una sola applicazione; inoltre, anche il costo scende sensibilmente.
CyFi è pensato per massimizzare il suo sleep-mode time. In ambienti senza interferenze, CyFi comunica a 1 Mbps per minimizzare il tempo di trasferimento e fa leva sul bassissimo consumo di potenza di 0,8 µA. Quando rileva un’interferenza, automaticamente va a un più basso e più robusto data rate di 250 kbps: aumenta l’amplificazione della potenza in modo da ritrasmettere e ritornare allo sleep-mode più velocemente. In questo modo, anche quando ci sia la necessità di ritrasmissione, consuma molto poco. Il processo di controllo avviene di continuo e prevede che, nel momento in cui un hub si rende conto dell’interferenza, sposta la banda di trasmissione per poi tornare nella posizione originale.
L’elevata immunità alle interferenze di questa soluzione è il risultato dell’utilizzo della modulazione Dsss (Direct Sequence Spread Spectrum) e della capacità di spostarsi nel migliore tra gli 80 canali (ciascuno di ampiezza di 1 MHz) del trasceiver nella banda a 2,4 GHz. Essa è in grado di gestire in maniera intelligente la modulazione, la velocità di trasmissione dati e la variazione di frequenza per minimizzare la ritrasmissione e ottimizzare il tempo trascorso in sleep mode, in modo da incrementare l’efficienza energetica. I transceiver CyFi sono alimentati da dispositivi PSoC, che possono sostituire più componenti discreti, integrare numerose funzioni ed essere riprogrammatiti in ogni fase del ciclo di sviluppo.
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30/10/2008 Presenta, in entrambe le versioni, tutti i vantaggi del processore Intel Atom, fornendo livelli di funzionalità e caratteristiche tradizionalmente richieste da board x86 ad alte prestazioni, ma con consumi eccezionalmente ridotti, perfette per applicazioni in ambienti fanless e rugged.
Le due versioni, che condividono lo stesso design della board, si differenziano per le periferiche disponibili. Nella versione stand-alone le periferiche sono disposte attraverso connettori standard presenti sulla board stessa, mentre nella versione Com Express questi connettori sono messi a disposizione dai carrier a cui il modulo si accoppia con il connettore Com Express Type 1 che supporta Pci Express, Lpc, Usb, dual Lvds, HD Audio, Gigabit Ethernet e interfacce Smbus. Per il modulo Com Express è già disponibile un carrier che fornisce interfacce standard per le varie periferiche e bus di espansione; per la realizzazione di carrier personalizzati, invece, si prega di fare riferimento al contatto sotto riportato.
Oltre a una gamma completa di periferiche standard per PC, Proteus è in grado di interfacciarsi direttamente ai display Lvds e ha un controller touch screen integrale. In aggiunta a questo, mette a disposizione due controller per display indipendenti, consentendo di realizzare applicazioni in cui ciascuno schermo viene gestito indipendentemente.
Gps, Bluetooth e ZigBee sono opzioni on-board e la presenza dei due slot per le mini card Pci Express permette una facile e flessibile espansione per applicazioni che richiedono supporto per wireless locale e Wan.
Tutte queste prestazioni racchiuse in dimensioni così piccole la rendono ideale per applicazioni come infotainment, chioschi interattivi, controllo accessi, Hmi, controllo medico e industriale.
Una sua caratteristica fondamentale è la piena compatibilità con una vasta gamma di sistemi operativi sia per ambienti embedded che desktop, inclusi Windows XP, XP Embedded, CE 6.0 e Linux.
04/11/2008 Pensata per sostituire e migliorare il sensore di potenza 8480, la serie N8480, di recente presentata da Agilent Technology, si propone come uno strumento allo stato dell’arte per la misura di potenza.
Grazie a un range di potenza che varia tra –35 dBm e +20 dBm e una frequenza che, a secondo dei modelli, oscilla tra 100 kHz e 33 GHz, questo sensore permette di velocizzare i tempi di misurazione e la ripetizione a basso consumo. Nello specifico, ogni membro della famiglia di sensori N8480 è stato ottimizzato per una specifica frequenza e ciascuno di essi assicura misurazioni accurate e la massima linerarità di potenza.
Questi sensori dispongono di proprie tabelle di calibrazione registrate nella built-in Eeprom: ciò consente di caricare automaticamente i dati relativi alla frequenza e i dati di calibrazione da parte del misuratore di potenza. Si evitano in questo modo spiacevoli errori dovuti all’inserimento manuale dei dati.
Inoltre, come nella precedente serie, la funzione CFT (in opzione) consente di immettere il fattore di calibrazione per una frequenza prima di effettuare la misura. Permette anche la compatibilità con l’SCPI-code (Standard Commands for Programmable Instruments) dei modelli 8480.
La linea N8480 prevede tre differenti modelli: l’N8481A garantisce una frequenza da 10 MHz a 18 GHz; l’N8482A da 100 kHz a 6 GHz e, infine, l’N8485A offre da 10 MHz a 26,5 GHz oppure, in opzione, da 10 MHz a 33 GHz.
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05-11-2008 National Instruments ha reso disponibili i nuovi dispositivi Single-Board RIO in grado di fornire un’opzione hardware integrata e a basso costo per la produzione in serie di applicazioni embedded di controllo e acquisizione dati. Gli otto nuovi dispositivi sbRIO-96xx combinano un processore embedded real-time, un chip Fpga e canali di I/O analogico e digitale su un unico circuito stampato (PCB). È possibile utilizzare la piattaforma di graphical system design LabView per personalizzare l’hardware Single-Board RIO nonché per sviluppare tutti gli aspetti dei propri sistemi embedded per una maggiore produttività e tempi minori di accesso al mercato.
“NI Single-Board RIO ci ha fornito tutti i componenti necessari a un sistema embedded affidabile e con elevate prestazioni su un unico dispositivo, semplificando la fase di sviluppo e riducendo notevolmente i costi” ha confermato Jeremy Snow, presidente di Ventura Aerospace, azienda che ha impiegato i dispositivi all’interno del sistema antincendio per FedEx Express.“Abbiamo iniziato a prototipare con LabView e CompactRIO per poi migrare rapidamente il codice sul nuovo Single-Board RIO per la produzione in serie – il tutto in meno di un anno”.
I dispositivi NI Single-Board RIO espandono l’offerta della piattaforma di distribuzione basata su chip Fpga che include sistemi PXI, PC e dispositivi embedded di controllo e acquisizione dati NI CompactRIO che condividono l’architettura di I/O riconfigurabile (RIO). L’architettura NI RIO è costituita da un processore real-time, un chip Fpga e moduli di I/O. Per mezzo di quest’architettura standard e di LabView, è possibile progettare e prototipare rapidamente controlli avanzati e dispositivi embedded su piattaforme hardware quali CompactRIO e distrubirli sui sistemi integrati CompactRIO a basso costo o sui nuovi dispositivi Single-Board RIO per ridurre i costi di produzione. La programmabilità delle piattaforme NI RIO con LabView non richiede alcuna riscrittura del codice nella fase di transizione dalla prototipazione alla produzione in serie, il che contribuisce all’aumento dell’affidabilità del sistema accorciando il tempo di sviluppo.
I dispositivi Single-Board RIO dispongono di un processore industriale Freescale MPC5200 da 266 MHz o 400 MHz realizzato sulla tecnologia Power Architecture, un sistema operativo real-time VxWorks di Wind River e il chip Fpga Spartan-3 di Xilinx. L’I/O analogico e digitale si connette direttamente all’Fpga per consentire una personalizzazione a basso livello della temporizzazione e dell’elaborazione dei segnali di I/O. È possibile inoltre espandere le funzionalità degli I/O mediante i tre slot di espansione presenti sui dispositivi per la connessione di qualsiasi modulo di I/O della Serie C o di moduli custom sviluppati ad hoc. Esistono oltre 40 moduli della Serie C per I/O e comunicazione quali accelerazione, temperatura, qualità di potenza, CAN e motion.
I dispositivi garantiscono una temperatura di funzionamento compresa tra -20 e 55 °C per l’impiego in ambienti severi dal punto di vista termico nonchè un’alimentazione integrata da 19 a 30 VDC e clock real-time con backup delle batterie per una maggiore affidabilità. Tutti i prodotti NI Single-Board RIO sono conformi alla direttiva europea per la Restrizione all’utilizzo di sostanze nocive (RoHs), a prova dell’impegno di National Instruments nell’eliminazione di alcune sostanze tossiche dai propri prodotti per il rispetto dell’ambiente.
Dal sito è possibile vedere un video dimostrativo, leggere white paper e case study e prenotare un kit di valutazione dei nuovi dispositivi Single-Board RIO di National Instruments.
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18/10/2008 L’innovazione sostanziale consiste nel riuscire a unire la potenza di un Pc con un basso livello di assorbimento, grazie a una architettura X86 con livelli di consumo paragonabili alle architetture a 32 bit, ma con prestazioni nettamente superiori.
La piattaforma sviluppata da Arrow è realizzata con una struttura di supporto in policarbonato trasparente e parzialmente removibile per poter eseguire test e misure, è dotata di un monitor Lcd Tft da 8,4” o 12,1” Svga. La carrier board contiene l’interfaccia PS/2 per mouse e tastiera, l’alimentatore con range da 16 V e 24 V, la batteria di backup, i connettori Lvds e di retro illuminazione per Lcd Tft, l’interfaccia per Compact Flash e Hdd, due porte Usb host, una porta Usb funtion, una Usb per Ssd, una Usb per webcam, due Usb host “user defined”, una porta RS 232, tre porte seriali Cmos (3,3 V), un connettore Vga, un’interfaccia di comunicazione Lan 10/100/1000, un’interfaccia audio con uscite stereo e ingresso microfono, uno slot di espansione Pci, due slot mini Pci, uno slot Pci express e una interfaccia SD/MMC 1.1. Il modulo Cpu, oltre al microprocessore Atom, include l’Intel System Controller Hub US15W, il chip di Super I/O per il power management e la gestione delle periferiche legacy dell’architettura Pc e uno zoccolo per moduli Ram Sodimm DDR2 fino a 2 Gb.
Tutte queste caratteristiche rendono la soluzione Arrow estremamente flessibile e indicata per svariate applicazioni: dal medicale al gaming, dai Pos ai mobile device, dalla videosorveglianza all’industrial computing.
La soluzione è stata presentata in anteprima in Italia nel maggio di quest’anno, ottenendo subito ottimi riscontri. Claitron-Lasi propone un kit completo di sviluppo, comprensivo di Hw e Sw, capace di fornire ai clienti una base di partenza per ulteriori sviluppi, riducendo sensibilmente il time to market.
Il riconoscimento, consegnato a Claitron-Lasi in occasione del Intel Embedded Distribution Conference di Ginevra, lo scorso 23 settembre, vuole quindi premiare l’importante lavoro di sviluppo e di divulgazione portato avanti da tutto il team Claitron-Lasi in Italia, lavoro che ha permesso di creare nuove importanti opportunità di business con aziende tecnologicamente all’avanguardia nei rispettivi settori.
21/10/2008 Harwin, produttore di interconnessioni ad alta affidabilità, ha nominato Abacus Group plc Distributore paneuropeo dell’anno, citando nella menzione il notevole impegno quale fattore differenziante che ha fatto conferire il premio all’azienda di Newbury (UK).
Abacus Group plc è uno dei distributori di componenti e sistemi elettronici presente in Europa con proprie filiali in ogni maggiore mercato europeo dell’elettronica. Andrew McQuilken, managing director di Harwin, ha detto: ”Abacus è da molti anni parte vitale della nostra rete di distribuzione e assicura un service al cliente di livello esemplare grazie anche alla capillarità dei suoi uffici regionali distribuiti nel Regno Unito, in Germania, Austria, Francia, Italia, nel Benelux e in Scandinavia. La società ha dimostrato un altissimo livello di focalizzazione in ogni fase di distribuzione dei nostri prodotti, inclusi nel nuovo catalogo e anche in quello precedente. Per questo siamo lieti di nominare Abacus Pan-European Distributor of the Year”.
Michelle Burns, direttore di prodotto Emech di Abacus, da parte sua ha commentato: “Harwin è un ottimo esempio di come sia possibile lavorare con successo e continuare a produrre in Europa. L’azienda si propone al mercato con prodotti nuovi e innovativi e – poiché detiene tutti i processi di produzione all’interno – vanta un accurato e puntuale time-to-market, in grado di rispondere con rapidità alle richieste di componenti modificati o completamente personalizzati secondo le esigenze dei clienti. Siamo fieri di ricevere questo premio”.
21/10/2008 National Semiconductor Corp. ha annunciato anche l’introduzione di 11 nuovi regolatori di tensione step-down Simple Switcher, particolarmente adatti all’impiego in un ampia gamma di applicazioni che comprendono i segmenti automotive, industriale e delle comunicazioni.
In questo caso Webench è stato ampliato con strumenti che comprendono la lista dei componenti, i grafici relativi all’efficienza e alla piedinatura dei dispositivi, e la possibilità di generare un documento completamente formattato che comprende tutti i dati relativi al progetto che risulta ottimizzato.
La nuova famiglia di regolatori di tensione step-down Simple Switcher offre un’ampia gamma di tensione di ingresso che si estende tra 4,5 V e 42 V e consente di poter gestire senza problemi ampi transitori di tensione su linee di alimentazione a 12 V e a 24 V. La compensazione interna e il contenitore di dimensioni ridotte, con un limitato numero di pin semplifica il processo di progettazione e riduce le dimensioni del sistema.
La simulazione elettrica in tempo reale unita ad un processo di analisi delle forme d’onda permette di verificare il comportamento del circuito in condizioni dinamiche come i transitori di carico, i transitori di ingresso o il transitorio di accensione.
Con Webench vengono forniti anche i diagrammi di Bode, che consentono di valutare ed ottimizzare la stabilità dell’anello di regolazione. La simulazione termica fa si che i progettisti verifichino e risolvano le problematiche termiche di un progetto, attraverso l’uso di dissipatori realizzati impiegando il rame del circuito stampato, il flusso d’aria e lo spessore del rame.
National ha inoltre aggiunto grafici e curve che mostrano l’efficienza, le dimensioni, la dissipazione dei vari componenti e la frequenza, relativi a vari scenari progettuali consentendo ai progettisti di verificare l’ottimizzazione del progetto in termini di efficienza piuttosto che di dimensioni. Questi grafici offrono una visione delle caratteristiche elettriche come l’efficienza, il ripple della tensione di uscita, il duty-cycle e la dissipazione di potenza su una ampia gamma di valori della corrente di uscita e della tensione di ingresso. Questo permette ai progettisti di identificare rapidamente le condizioni ottimali e scegliere quelle che soddisfano le loro necessità di progetto. Quando il progetto è completato, viene generato un rapporto che raccoglie tutte le informazioni, ed è possibile ordinare un kit dei componenti necessari a realizzare un prototipo dell’alimentatore.
I nuovi regolatori di tensione step-down Simple Switcher supportano correnti di uscita che vanno da 0,5 A a 5 A. Progettata con una modalità di controllo voltage-mode, la famiglia comprende LM22670, LM22671, LM22672, LM22673, LM22674, LM22675, LM22676, LM22677, LM22678, LM22679 e LM22680. Ogni dispositivo è caratterizzato da una frequenza di commutazione fissa di 500 kHz, di una frequenza di commutazione regolabile o di una frequenza di sincronizzazione che arriva a 1 MHz, e che consente di ridurre le interferenze elettromagnetiche (EMI) nelle applicazioni sensibili al rumore dei segmenti automotive, industriale e delle comunicazioni.
Disponibile in un contenitore standard PSOP a 8-pin e nel nuovo contenitore TO-263 a 7-pin, il regolatore di tensione step-down dispone anche di una frequenza regolabile, di un ingresso di abilitazione di precisione, della funzione soft-start esterna e della possibilità di programmare la corrente massima di uscita.
L’LM22671 e l’LM22674 supportano correnti di 0,5 A. L’LM22672 e l’LM22675 supportano correnti di 1 A. L’LM22680 supporta una corrente di 2 A. L’LM22670, l’LM22673 e l’LM22676 supportano correnti di 3 A. L’LM22677, l’LM22678 e l’LM22679 supportano correnti di 5 A..
I nuovi 11 regolatori di tensione step-down SIMPLE SWITCHER di National sono pin-to-pin compatibili con la serie di regolatori LM267X, che comprendono LM2670, LM2671, LM2672, LM2673, LM2674, LM2675, LM2676, LM2677, LM2678 e LM2679.
Il nuovo contenitore TO-263 sottile di National è realizzato impiegando una lega di saldatura senza piombo e una resina di incapsulamento priva di alogeni ed è compatibile con il contenitore TO-263 standard, da cui si differenzia per uno spessore ridotto del 50% (2,0 mm contro 4,57 mm). Esso presenta una migliore resistenza all’umidità e caratteristiche termiche paragonabili a quelle del contenitore standard. Disponibile nella confezione tape-and-reel, ha ricevuto l’approvazione dal comitato Jedec JC-11 nel Maggio 2008 con il numero di registrazione 10-447. Gli 11 regolatori di tensione step-down Simple Switcher sono già disponibili.
24/10/2008 Era il 1958 quando, alla fiera delle macchine utensili di Parigi, Siemens presentò per la prima volta al mercato Simatic G. Allora si trattava di un sistema orientato alla sostituzione di relè e contattori, oggi, a cinquant’anni di distanza e alla sesta generazione, Simatic S7 consente di risolvere in modo semplice pressoché tutti i compiti di automazione grazie al concetto di Totally Integrated Automation.
Da sempre al passo con le moderne possibilità offerte dalla tecnica dei semiconduttori e a sua volta impulso a nuovi progressi, Simatic al suo esordio era già una soluzione innovativa. Capace di risolvere compiti di automazione tramite funzioni logiche fondamentali, conteggio e memorizzazione, Simatic G consentiva anche di pilotare, direttamente con uscite digitali di potenza, contattori, valvole solenoidi o altri elementi di controllo, adattandosi ad applicazioni in cui erano richiesti alti livelli di affidabilità, come sottostazioni di trasformazione e impianti energetici.
“Gli anni Settanta”, spiega Giovanni Bramati, del settore Industry di Siemens, “segnarono una prima tappa decisiva per il futuro sviluppo del nostro Plc”. In quel periodo, infatti, ci fu un notevole progresso nella progettazione di sistemi microelettronici che, uniti all’evoluzione e all’aumentata affidabilità dei supporti di memoria, consentirono di ridurre notevolmente le dimensioni dei dispositivi, segnando un passaggio dalla logica cablata alla logica programmata. Era l’epoca di Simatic S3 e Simatic S5 e Siemens diede una svolta al mercato dell’automazione.
Una vera e propria rivoluzione nel settore dell’automazione però, Simatic la introdusse nel 1996, con la messa a punto del concetto di Totally Integrated Automation, alla base dell’attuale generazione Simatic S7. “Fino ad allora”, continua Bramati, “si era trattato di dispositivi individuali e specifici per le singole funzioni del processo produttivo. Grazie alla nuova architettura, Simatic divenne la soluzione unica e integrata per la gestione di un impianto durante l’intero ciclo di vita: dalle fasi di pianificazione progettuale, engineering, messa in servizio e training, all’esercizio effettivo fino alla manutenzione e al service”. I vantaggi introdotti dalla nuova soluzione furono enormi: la semplificazione dei processi produttivi, il miglioramento dell’efficienza e la riduzione dei costi e dei fermi macchina, novità destinate a cambiare completamente il mondo dell’industria e ad affermare definitivamente Simatic come il Plc più venduto al mondo.
Ulteriori novità sono previste per il prossimo futuro. “La tendenza oggi”, dice Bramati, “è la trasformazione del Plc da una funzione di trasferimento dati all’isola produttiva alla progettazione virtuale di tutto il processo di produzione, secondo un concetto di fabbrica digitale”. In questa direzione si sta muovendo Siemens, sia dal punto di vista della ricerca sia dell’acquisizione di nuove competenze. Esemplare in questo senso è la recente integrazione della multinazionale americana di software Ugs, oggi Siemens Plm Software, nell’esistente attività di automazione industriale.
28/10/2008 Un parterre di oltre 1.300 espositori per una superficie di 58.000 mq. Anche quest’anno PTC Asia non ha tradito le aspettative, confermandosi per la Cina non solo quale punto di riferimento domestico in ambito di oleoidraulica, pneumatica, trasmissioni meccaniche e componentistica in generale, ma anche come evento di caratura sempre più internazionale.
Germania, Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Corea e Taiwan. Dopo quella degli espositori “locali” è davvero forte la presenza delle aziende estere, con Italia e Germania sopra tutte quante. L’atteso sorpasso sulle tedesche quest’anno non c’è stato, ma la crescita degli espositori italiani sembra oramai inarrestabile. In questa edizione 2008 il numero degli espositori nazionali è arrivato a toccare quota 79, segnando un ex-aequo con la Germania che, come noto, in questo settore, dopo Hannover considera Shanghai come suo secondo “quartiere fieristico domestico”.
Il merito di questo straordinario risultato è forse anche della jont-venture, oramai consolidata, che vede Fiera Milano e Hannover Messe operare insieme sul mercato fieristico cinese, con Shanghai a configurarsi quale punta di diamante per quanto riguarda le fiere tecniche.
All’inaugurazione della manifestazione è intervenuto anche il presidente di Fiera Milano Spa Michele Perini (nella foto, è a sinistra al momento del taglio del nastro insieme a Maurizio Forte, a destra, direttore dell’ufficio ICE di Shanghai), il quale nel corso della visita istituzionale presso gli stand delle aziende italiane, non ha mancato di constatare il ruolo di eccellenza ricoperto dall’Italia a livello mondiale in ambito di meccanica e ingegneria industriale.
A supporto del made in Italy esposto a Shanghai, Fiera Milano Editore quest’anno ha realizzato con il contributo del proprio ufficio di Shanghai e delle strutture ICE di Hong Kong uno speciale in lingua mandarina che, tirato in alcune migliaia di copie, sarà distribuito gratuitamente ai visitatori dell’Italian Pavillion nel corso dei quattro giorni di manifestazione.
29/10/2008 Un vantaggio più sottile e meno tangibile, ma che potrebbe rivelarsi tra i più importanti, è rappresentato dal valore della simulazione quale piattaforma per l’apprendimento. Non è facile quantificare il valore economico da attribuire alla conoscenza, all’intuizione e alla padronanza che derivano dall’esplorazione di un progetto di sistema, con la modifica dei suoi parametri, la prova di vari stimoli e condizioni di carico, il testing di configurazioni e varianti alternative ecc. Questo tipo di esplorazione e di apprendimento sono alla base di ogni innovazione.
La modellizzazione delle variazioni del sistema complessivo aiuta anche a evitare che i progettisti ottimizzino un componente a scapito dell’intero sistema. Ad esempio, la riduzione del costo di un componente, magari peggiorandone la tolleranza, potrebbe propagare un effetto che alla fine comporta una modifica più costosa di un altro componente, per compensare la variazione complessiva. Potendo rilevare un simile impatto, questa modifica può essere respinta prima che diventi irreversibile.
La simulazione consente inoltre di effettuare azioni e di verificare risultati altrimenti impossibili utilizzando l’hardware reale. Ad esempio, i progettisti possono simulare un sistema che operi a livelli eccessivi di voltaggio o di temperatura, o visualizzare correnti, flussi e altre variabili di stato interne di un’apparecchiatura. Un altro esempio è la possibilità di collaudare un controller embedded, in esecuzione nel contesto delle sue periferiche hardware (ad es. A/D, D/A, timers ecc.). Ciò è simile all’utilizzo di un emulatore in-circuit nel mondo reale, con la differenza che, nel mondo virtuale emulato, l’utente può a tutti gli effetti fermare ad un breakpoint anche lo scorrere del tempo, non solo l’esecuzione del codice.
Lo standard IEEE 1076.1, che definisce il linguaggio VHDL-AMS, in abbinamento a un simulatore multi-language, consente di valicare i confini presenti nel processo di progettazione di sistema del settore automotive. Sfruttando le tecnologie di modellizzazione e di simulazione, i progettisti di sistemi automotive possono ridurre i problemi legati alla protezione della IP, migliorare la comunicazione tra risorse di sviluppo distribuite geograficamente, ed integrare un’ampia varietà di contenuti tecnici. La compatibilità del modello viene conservata attraverso tutte le fasi del processo di progettazione, dall’esplorazione iniziale del concetto fino alla verifica finale dell’hardware e del software.
Grazie al VHDL-AMS, esistono degli strumenti di modellizzazione dell’hardware adatti per l’analisi dell’integrità dei segnali nelle reti. In questo va inclusa la modellizzazione degli aspetti analogici, digitali e mixed-signal dei transceivers, come anche del comportamento delle linee di trasmissione cablate twisted-pair, dei connettori e degli altri componenti del Physical Layer delle reti. I modelli vengono sviluppati dai fornitori dei componenti e sono normalmente resi disponibili fin dalle fasi iniziali del processo di procurement. Inizialmente i modelli sono basati sulle performance attese, ma man mano che la progettazione dei moduli progredisce, i modelli vengono aggiornati e migliorati, fino a comprendere le tolleranze di produzione dettagliate.
Siccome si tratta di modelli di tipo comportamentale, che quindi non contengono alcun dato di dettaglio relativo alla struttura interna di progetto dell’apparecchiatura, i fornitori li possono condividere in tutta tranquillità con gli altri membri della supply chain. Il progettista può quindi assemblare e distribuire insieme ai modelli anche un testbench completo del sistema, in modo tale che tutti i fornitori possano esplorare e verificare le innovazioni relative al miglioramento della qualità. Per gli OEM, questo approccio costituisce anche una piattaforma efficace per comunicare sia i requisiti complessivi del sistema che le specifiche dei singoli componenti.
L’integrazione e la verifica system-level virtuali, comprensive dei collegamenti all’indietro con le specifiche eseguibili originali, comportano anzitutto la disponibilità di un ambiente ricco per l’integrazione dei tool. L’integrazione di sistema può iniziare anche prima che l’hardware fisico sia disponibile, mediante la creazione di un modello del sistema che incorpori una combinazione delle diverse tecnologie. Possono esservi inclusi tutti gli effetti meccanici, magnetici, idraulici, termici, o di qualsiasi altra tecnologia che possa essere descritta mediante equazioni algebriche o differenziali. Nonostante il loro evidente valore, questi vantaggi per la progettazione di sistema nel settore automobilistico si manifesteranno però in modo evidente solo quando le tecniche di modellizzazione dei sistemi cominceranno ad essere utilizzate da un elevato numero di progettisti, impegnati ai livelli di sistema e dei componenti e lungo tutto lo spettro delle discipline ingegneristiche.
30/10/2008 Si tratta di un’opportunità unica che ha anche lo scopo di promuovere nuove famiglie prodotto offrendo le qualità di sempre a prezzi veramente speciali. Di sicuro interesse è la serie Eco Power, analizzatori di rete elettrica che garantiscano un puntuale monitoraggio dei consumi energetici industriali allo scopo di ottenere la massima efficienza energetica. Il suo abbinamento con il modulo di rete ethernet KS1 ne permette una distribuzione in impianto esteso con rilevanti vantaggi in termini di trasparenza e precisione nella gestione dei dati d’impianto.
01/11/2008 Il lancio del nuovo servizio avviene contemporaneamente in 80 Paesi di tutto il mondo: il sito Rs Mobile è, infatti, disponibile in 17 lingue diverse ed è accessibile tramite qualunque apparecchiatura portatile (Smartphone, PDA, cellulari di nuova generazione).
“Rs Mobile è stato ideato partendo dai feedback ricevuti dai nostri clienti, che ogni giorno utilizzano il sito web RS,” spiega Ermanno Maffè, amministratore delegato di Rs Components Italia. “Grazie ai loro consigli, e a una profonda analisi dei migliori siti mobile oggi esistenti, abbiamo sviluppato Rs Mobile adattando il layout agli spazi spesso ridotti dei display”.
Rs ha lanciato questo nuovo servizio per soddisfare una crescente esigenza espressa dai propri clienti, in particolare dai tecnici della manutenzione che, trovandosi spesso fuori sede, non hanno possibilità di accedere al catalogo cartaceo o a un Pc collegato a Internet. A partire da oggi, grazie a Rs Mobile, anche chi è impegnato a riparare un macchinario o a controllare un impianto, può facilmente cercare il prodotto di cui ha bisogno, senza dover per forza spostarsi dal luogo in cui si trova. Sia che il codice prodotto sia già conosciuto, sia che si debba effettuare una ricerca, con Rs Mobile è possibile sfogliare tutto il catalogo online, trovare ciò che serve e verificarne immediatamente la disponibilità a magazzino.
Ordinare con Rs Mobile è semplice e sicuro. Per i clienti già registrati sul sito web Rs, è possibile inoltrare l’ordine direttamente dal sito Mobile. Dopo l’accesso, il cliente visualizza i prezzi e le condizioni di vendita concordate con Rs. Per i clienti non ancora registrati, è possibile cercare i prodotti desiderati e poi chiamare direttamente il Servizio Clienti per ordinarli.
Le ricerche mostrano che gli accessi a Internet “via mobile” supereranno presto quelli effettuati attraverso Pc tradizionali. Già oggi, il tasso di diffusione in Europa è più elevato del previsto, con un 13% della popolazione nel Regno Unito, 12% in Italia, 10% in Francia, 8% in Germania che accede regolarmente a Internet attraverso un dispositivo portatile. Le previsioni affermano, inoltre, che entro il 2009 le percentuali arriveranno fino al 20%.
“Rs Mobile è un servizio davvero innovativo, che rappresenta un grande conquista nel campo dell’e-commerce. Le compagnie di telefonia mobile stanno lavorando su tutti i fronti per garantire una migliore accessibilità a Internet attraverso i dispositivi mobili. La probabilità che un cliente utilizzi questo tipo di apparecchiature per accedere a Internet aumenta ogni volta che sul mercato viene lanciato un nuovo prodotto, come l’iPhone della Apple o il Nokia N95, e ogni volta che si diffondo standard più veloci, come la tecnologia 3G”, conclude Ermanno Maffè.
04/11/2008 A soli quattro mesi dalla chiusura dell’evento 2008, la macchina organizzativa di Technology Exhibitions Week riparte, annunciando le date della prossima edizione, che si svolgerà a Fieramilano (Rho), nei medesimi padiglioni, dal 4 al 7 maggio 2010.
Ancora una volta l’evento riunirà sotto un unico brand più manifestazioni internazionali, ciascuna capofila nel proprio segmento di mercato: Bias (Biennale Internazionale dell’Automazione, Strumentazione, Microelettronica e Ict per l’Industria), Fluidtrans Compomac (Biennale Internazionale della Fluidotecnica, Trasmissioni di Potenza e Movimento, Comandi, Controlli, Progettazione) e Mechanical Power Transmission & Motion Control (Biennale Internazionale dei Sistemi di Controllo del Movimento, Tecniche di Azionamento e Trasmissioni Meccaniche). Cambia invece strategicamente la collocazione del settore manutenzione che, seguendo l’evoluzione del mondo industriale, si lega sempre più alla fase di progettazione di ogni singolo componente e presenterà soluzioni ritagliate su misura per i differenti campi di applicazione all’interno di ciascuno dei tre Saloni.
La contemporaneità delle manifestazioni, ormai consolidata da tre edizioni, è stata giudicata positivamente da espositori e visitatori, che hanno potuto apprezzare vantaggi e opportunità sviluppati dalla sinergia tra gli eventi, ciascuno caratterizzato da una propria chiara identità e da una forte specializzazione merceologica, ma che nella loro globalità sono finalizzati a soddisfare le molteplici esigenze di costruttori e progettisti alla ricerca delle soluzioni più originali, efficienti, sicure e competitive da applicare nei diversi settori dell’industria manifatturiera e di processo.
La conferma del mese di maggio porta con sé i vantaggi legati a un più razionale inserimento all’interno del calendario fieristico internazionale di settore e consente, tra l’altro, la contemporaneità con Xylexpo, Biennale Mondiale delle Tecnologie del Legno, già sperimentata nel 2008 e positivamente apprezzata dagli espositori di entrambe le manifestazioni – che hanno potuto ottimizzare i propri investimenti fieristici e beneficiare dei contatti con professionisti provenienti da tutto il mondo – e dagli operatori in visita, che in un solo contesto hanno potuto valutare le innovazioni tecnologiche e le loro potenzialità applicative in un settore strategico quale quello delle macchine per l’industria forestale e la lavorazione del legno.
Se pur alla luce di una situazione di mercato non particolarmente favorevole – soprattutto per alcuni settori dell’elettronica – e di un contesto economico altalenante, le manifestazioni si sono confermate, sia nel loro complesso sia prese singolarmente, un momento imperdibile di incontro e confronto tra domanda e offerta a livello internazionale, un’occasione per toccare con mano le potenzialità e i vantaggi delle tecnologie più innovative rivolte al mondo industriale.
I 1.449 espositori tra diretti e indiretti, in rappresentanza di oltre 1.800 marchi internazionali, con una rilevante presenza estera, hanno confermato il valore internazionale dell’evento: in fiera erano rappresentati in totale 33 Paesi.
Positivo il bilancio anche in relazione al numero dei visitatori: in quattro giorni la Technology Exhibitions Week, nella globalità dei quattro eventi, ha registrato 66.026 presenze, con una percentuale di esteri pari al 30%, provenienti da 107 Paesi (+13% di Paesi rispetto al 2006). Un vero record rispetto al passato, che mostra come questi Saloni stiano sempre più ribadendo il proprio ruolo in ambito mondiale e come il prodotto italiano, soprattutto per mercati strategici quali la potenza fluida e le trasmissioni di potenza, sia percepito quale esempio di eccellenza in termini di innovazione e performance.
Numerose sono state inoltre le delegazioni ufficiali estere in visita, organizzate, tra l’altro, in collaborazione con l’ICE: Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cina, Corea, India, Iran, Malesia, Marocco, Polonia, Repubblica Ceca e Russia.
Un risultato positivo, supportato anche dal fattivo e costruttivo impegno delle maggiori associazioni di settore che hanno patrocinato le singole fiere.
In particolare Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Trasmission & Motion Control hanno goduto del supporto di Assofluid (Associazione Italiana dei Costruttori ed Operatori del Settore Oleoidraulico e Pneumatico), co-fondatrice delle manifestazioni, e del patrocinio di Assiot (Associazione Italiana Costruttori Organi di Trasmissione e Ingranaggi), Aipi (Associazione Italiana Progettisti Industriali), Cetop (Comitato Europeo delle Trasmissioni Oleoidrauliche e Pneumatiche), Eurotrans (European Committee of Associations of Manufacturers of Gears and Transmission Parts) ed Eptda (European Power Transmission Distributors Association).
Partner di Bias 2008 sono stati Aim, Association for Automatic Identification & Mobility; Ais, Associazione Italiana Strumentisti; Anipla, Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione; Assintel, Associazione Nazionale delle Imprese Ict; Assipe, Associazione Italiana Progettazione Elettronica; Assodel, Associazione Nazionale Fornitori Elettronica; Fast, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche; Gisi, Associazione Imprese Italiane di Strumentazione e Isa-Italy Section.
A Bi.Man è stato invece riconosciuto il supporto ufficiale di A.I.Man, Associazione Italiana di Manutenzione, e della rivista Manutenzione Tecnica e Management, pubblicata da Thomas Industrial Media, media sponsor ufficiale.
Un’intensa e qualificata attività formativa e informativa, con 35 appuntamenti tra convegni istituzionali – realizzati in collaborazione con importanti editori, quali Edizioni Fiera Milano e Il Sole 24 Ore Business Media, e le maggiori Associazioni di settore quali A.I.Man., Aim, Ais-Isa, Anipla, Assiot, Assodel, Assofluid, Gisi – e seminari tecnico-applicativi organizzati dagli stessi espositori, ha arricchito e completato l’offerta espositiva, garantendo interessanti momenti di aggiornamento professionale.
Grande successo ha riscosso in particolare il convegno di apertura, Investire in automazione, investire in competitività, organizzato da Fiera Milano Tech con la collaborazione scientifica di Sda Bocconi. Una tematica di grande attualità, dal momento che l’investimento in innovazione di processo è uno degli strumenti davvero efficaci a sostegno delle strategie di crescita di una azienda, che consente di migliorare le performance industriali e, attraverso queste, accrescere la competitività delle imprese e del sistema-Paese.
Un momento di incontro che ha permesso di confrontare i risultati della ricerca di Sda Bocconi con l’esperienza concreta di aziende quali Scm Group, Processo Dalmine, Kone Industrial, Cnh, Indesit, Cosberg, che hanno portato la loro testimonianza di investimento in innovazione tecnologica.
Nell’ambito di una collaborazione ormai ultradecennale a supporto della manifestazione, anche quest’anno Aipi ha scelto di tenere la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Leonardo da Vinci all’interno del Fluidtrans Compomac. L’evento ha attirato più di 150 operatori, che hanno assistito alla premiazione dei progettisti italiani Renzo Capra e Carlo Del Grosso, degli stranieri Wolfgang Hatz e Paolo Curti e delle aziende italiane S.C.M. Group e Menci & C., che hanno contribuito a valorizzare all’estero i prodotti di progettazione italiana e/o portato un valido contributo all’innovazione tecnica in campo industriale.
04/11/2008 Grazie a un investimento di 7,4 miliardi di euro e all’impegno di Enel, l’Italia si trasformerà in un polo di eccellenza per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di energie ecocompatibili. Con la costruzione della prima centrale elettrica alimentata a idrogeno del mondo, che sorgerà a Fusina (provincia di Venezia), accanto all’esistente centrale termoelettrica Enel nascerà, infatti, un vero e proprio distretto per lo sviluppo di sistemi basati sull’idrogeno. Questo rivoluzionario impianto, per cui sono stati stanziati 40 milioni di euro, è uno dei programmi sostenuti dal “Progetto Ambiente e Innovazione”.
Per gestire questa imponente struttura, che potrà servire 20.000 utenze domestiche, Enel ha scelto le tecnologie di controllo e automazione di Invensys Process Systems (Ips), la multinazionale americana le cui soluzioni sono utilizzate in più di 50.000 siti in tutto il mondo tra cui grandi raffinerie di petrolio, stabilimenti per la lavorazione di prodotti chimici, gas, GNL, centrali elettriche, aziende farmaceutiche e per la lavorazione dei minerali e infine cartiere.
Con quest’accordo, che prevede due fasi di realizzazione, IPS fornirà controller di sicurezza modulari Triconex TPR (a tripla ridondanza), controller di automazione I/A Series, strumentazione e altri servizi in loco.
Durante la prima fase del progetto è stato verificato il corretto funzionamento della turbina a gas da 12 MW con alimentazione a con idrogeno allo stato puro. La dimostrazione ha fornito, tra l’altro, dati riguardanti gli aspetti di sicurezza e le tecnologie di controllo necessarie a una efficiente combustione del gas. La seconda fase prevede, invece, l’ottimizzazione della tecnologia di combustione, prestando particolare attenzione alle emissioni di ossido di azoto.
Il progetto definitivo della centrale è ormai completo, i permessi di costruzione prescritti dalla legge sono stati concessi e la turbina a gas è stata scelta e ordinata. Si prevede che la centrale possa iniziare a produrre energia ed entrare completamente in funzione entro il mese di giugno del 2010.
05/11/2008 Cypress Semiconductor ha ufficializzato l’introduzione di una soluzione completa a 2,4 GHz esplicitamente concepita per il mercato embedded. Questa soluzione realizzata da Cypress è ottimizzata per reti di sensori wireless a basso consumo e interfacce uomo-macchina utilizzate in un’ampia gamma di applicazioni quali automazione domestica e degli edifici, controlli remoti, apparecchiature per il fitness e di tipo sanitario e apparati di monitoraggio industriale.
Contemporaneamente Cypress Semicondutor ha introdotto lo starter kit PSoC First Touch equipaggiato con la soluzione CyFi Low-Power RF per valutare in maniera semplice la prototipazione e il debug di sistemi wireless basati sulla soluzione CyFi.
La soluzione CyFi apre nuove opportunità nel mercato del controllo embedded in quanto permette di trasferire le caratteristiche proprie dei PSoC, ovvero bassa dissipazione, affidabilità della tecnologia wireless, versatilità e integrazione in una gamma sempre più vasta di applicazioni. Grazie alle funzionalità di tipo drag and drop del software, anche i progettisti con scarsa esperienza nel mondo wireless possono realizzare applicazioni senza fili nel giro di pochi minuti.
CyFi è una soluzione proprietaria, e molte applicazioni necessitano una soluzione proprietaria wireless, rispetto a una standard, principalmente per un fattore di maggior semplicità: le soluzioni standard sono infatti pensate per una grande varietà di applicazioni e risultano quindi più complesse rispetto a quelle pensate specificatamente per una sola applicazione; inoltre, anche il costo scende sensibilmente.
CyFi è pensato per massimizzare il suo sleep-mode time. In ambienti senza interferenze, CyFi comunica a 1 Mbps per minimizzare il tempo di trasferimento e fa leva sul bassissimo consumo di potenza di 0,8 µA. Quando rileva un’interferenza, automaticamente va a un più basso e più robusto data rate di 250 kbps: aumenta l’amplificazione della potenza in modo da ritrasmettere e ritornare allo sleep-mode più velocemente. In questo modo, anche quando ci sia la necessità di ritrasmissione, consuma molto poco. Il processo di controllo avviene di continuo e prevede che, nel momento in cui un hub si rende conto dell’interferenza, sposta la banda di trasmissione per poi tornare nella posizione originale.
L’elevata immunità alle interferenze di questa soluzione è il risultato dell’utilizzo della modulazione Dsss (Direct Sequence Spread Spectrum) e della capacità di spostarsi nel migliore tra gli 80 canali (ciascuno di ampiezza di 1 MHz) del trasceiver nella banda a 2,4 GHz. Essa è in grado di gestire in maniera intelligente la modulazione, la velocità di trasmissione dati e la variazione di frequenza per minimizzare la ritrasmissione e ottimizzare il tempo trascorso in sleep mode, in modo da incrementare l’efficienza energetica. I transceiver CyFi sono alimentati da dispositivi PSoC, che possono sostituire più componenti discreti, integrare numerose funzioni ed essere riprogrammatiti in ogni fase del ciclo di sviluppo.
06/11/2008 «Qualcuno ha detto la musica è fratellanza, buona speranza allora buona speranza… ». Così recitava una famosa canzone di Eros Ramazzotti. E proprio partendo da questa idea della musica che, per il quarto anno consecutivo, Phoenix Contact augura Buone Feste sostenendo il progetto “Amref porta l’acqua”, per la costruzione di pozzi in Kenya, Tanzania e Uganda. E lo fa, ancora una volta, in modo divertente e originale.
Dal prossimo dicembre, infatti, collegandosi al sito di Phoenix Contact, sarà possibile scaricare gratuitamente, direttamente sul proprio cellulare, la suoneria di Natale appositamente creata per gli amici di Phoenix Contact dai Super-Up, la famosa cover band del Billionaire.
Per ogni download effettuato, Phoenix Contact devolverà 1 euro ad Amref. L’iniziativa terminerà il 6 Gennaio 2009: contribuire a far crescere la donazione è semplice, divertente e non costa nulla.
L’azienda rigrazia già da ora tutti coloro che renderanno possibile questo progetto; perchè l’acqua, risorsa primaria, non sia un bene solo per pochi.
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17/10/2008 L’ IPPC-7157A è caratterizzato da un monitor Lcd TFT XGA 15″, un processore Intel Pentium D (fino a 3,2 GHz), un case water resistant con accesso USB frontale, un supporto bus memory DDR2 (fino a 4 GB), 7 slot di espansione PCI/PCIe, e un pannello frontale piatto adatto a qualsiasi applicazione industriale. Allo stesso tempo, il pannello frontale in alluminio, removibile lateralmente e conforme allo standard Nema4/IP65, permette un’installazione e una manutenzione facile e sicura. Il modello è dotato inoltre di un accesso USB 2.0 frontale, tasti con funzioni programmabili e touch pad, OSD Control dietro il pannello e, come opzione, un resistente touchscreen analogico con interfaccia Usb. Tutte queste caratteristiche rendono l’IPPC-7157A uno dei più robusti e completi prodotti oggi offerti da Advantech per il mercato dell’automazione industriale.
Infine, l’ IPPC-7157A è provvisto di porte multiple di comunicazione standard (Dual Giga LAN e 5 porte USB 2.0) garantendo la connettività con una grande varietà di periferiche. Grazie al pannello frontale conforme allo standard NEMA4/IP65 è in grado di operare in tutti gli ambienti industriali, anche quelli caratterizzati da condizioni particolarmente avverse.
29/10/2008 Gli switch, in grado di operare con temperature da 0 °C a +50 °C, supportano un’ampia gamma di funzioni di gestione e di ridondanza nonché varie modalità per la configurazione e la diagnosi. Tra le altre caratteristiche: il raffreddamento senza ventola e un doppio alimentatore opzionale. La serie Mach 100 offre, quindi, un alto livello di integrazione e flessibilità nella creazione e ampliamento di reti Ethernet al confine della zona di produzione.
Gli switch sono disponibili con 8 o 24 porte Fast Ethernet a installazione fissa o come dispositivo modulare con otto porte e slot d’inserimento per altri due moduli di espansione a 8 porte. Questi moduli, realizzati per 100 BASE-TX, 100 BASE-SFP o 100 BASE-FX (multimode e singlemode), possono essere sostituiti in modalità hot swap anche durante il funzionamento.
Meccanismi di ridondanza, come MRP, Rapid Spanning Tree e Link Aggregation, forniscono un’elevata disponibilità della rete. Tra i meccanismi di sicurezza: controllo degli accessi secondo IEEE 802.1x , Port Security IP e MAC, ed SNMP v3 e SSH.
Lo stato degli switch può essere monitorato mediante contatti di fault. Attraverso un browser internet standard è possibile visualizzare informazioni dettagliate. Un’ulteriore funzione centrale di gestione è offerta dall’interfaccia integrata Snmp che permette, ad esempio, l’utilizzo di un software per la gestione di rete.
04/11/2008 In molti settori field bus collegati all’automazione industriale è richiesto più di ogni altra cosa un controllo di processo veloce e sicuro con un’elevata precisione di misura. A questa necessità la multinazionale Burster risponde con l’interfaccia Profibus 9221, un modulo per l’acquisizione e il processo di segnali provenienti da sensori di forza, spostamento, torsione, pressione, accelerazione o angolo.
Gli ingressi e le uscite sospesi da massa consentono un’integrazione semplice nel quadro di controllo. Il protocollo Profibus DPV1 consente la parametrizzazione, l’acquisizione dei dati, la diagnosi remota e la funzione di backup di singoli o più moduli mediante un controllo centralizzato. L’impostazione dei dati di configurazione e le funzioni aggiuntive come la media aritmetica, i filtri, il bilanciamento di zero, la memorizzazione dei valori Min/Max e i valori di soglia, sono eseguiti tramite un software di configurazione facile da usare, così come direttamente via Profibus.
La versatilità e la funzionalità di questo sistema di misura consentono di integrare facilmente il 9221 in contesti meccanici ed elettrici già esistenti. La sua costruzione a guida DIN in IP20 permette una semplice installazione in armadi, mentre la versione IP65 è destinata ad ambienti particolarmente ostili.
Questo modulo universale, che consente una precisione di misura dello 0,03% F.S, è destinato all’integrazione di vari segnali di uscita del sensore analogico in strutture automatiche complesse, network e periferiche. Grazie al suo sicuro e affidabile metodo di trasferimento, l’elevata velocità di misura e la semplice costruzione, lo strumento trova spazio nell’automazione industriale e nella tecnologia per banchi prova.
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05-11-2008 L’obiettivo del convegno parte dalla considerazione che le tecnologie messe a punto per lo sviluppo di robot umanoidi possono trainare applicazioni industriali in contesti differenti anche nel breve e medio termine. Primo tra tutti l’approccio inter-trans-disciplinare adottato per lo sviluppo di umanoidi, è fondamentale e necessario per la progettazione di macchine e sistemi più o meno intelligenti che sono costituiti dall’integrazione armonica di meccanismi, sensori, attuatori, controllori, sorgenti di energia e interfacce uomo-macchina.
Molti dei componenti sviluppati per l’umanoide offrono interessanti potenziali ricadute sull’industria, basta ricordare i nuovi attuatori a rigidezza variabile, la sensoristica tattile e visiva innovativa, gli organi di presa metamorfici e le funzionalità di coordinamento e di apprendimento.
La partecipazione è gratuita. Per adesioni, compilare la scheda di partecipazione presente sul sito e inviarla via mail a [email protected] entro il 14 ottobre 2008.
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