Edizione N° 126 del 4 Giugno 2008 - Elettronica Plus

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Edizione N° 126 del 4 Giugno 2008


notizie
Osram Opto Semiconductors nomina Ebv Elektronik “Distributore europeo dell’anno”
09/05/2008 “Siamo estremamente orgogliosi di ricevere questo riconoscimento e del fatto che ci venga attribuito per il quarto anno consecutivo. Questi premi sono particolarmente importanti per noi tenendo conto che è solo dal 2003 che lavoriamo con Osram Opto Semiconductors”, ha commentato Slobodan Puljarevic, presidente e ceo di Ebv Elektronik. “Osram Opto Semiconductors è un importante fornitore globale di soluzioni di illuminazione basate su tecnologie a semiconduttori ed è quindi un partner strategico per Ebv. Le nostre attività nel settore dell’illuminazione generale si intensificheranno ulteriormente negli anni a venire e l’eccellente portafoglio di Osram Opto Semiconductors apporterà un contributo significativo al conseguimento dei nostri ambiziosi obiettivi. Non vediamo l’ora di lavorare assieme con successo anche nel futuro”, ha concluso Puljarevic.

“Per Osram Opto Semiconductors, in qualità di principale costruttore di led, il mercato dell’illuminazione generale è estremamente importante. Abbiamo pertanto costituito una rete di partner, denominata Led-light-for-you (Llfy), al fine di aiutare i clienti a creare soluzioni di illuminazione a Led” ha affermato Michael Wohs, direttore della divisione Global Distribution & Ems di Osram Opto Semiconductors. “Nella sua funzione di partner della rete Llfy, Ebv è estremamente attiva nel mercato dell’illuminazione a stato solido. Nondimeno, Osram e Ebv hanno anche lavorato con successo per alcuni anni in altri segmenti di mercato. Per questo motivo, mi fa particolarmente piacere assegnare il premio per il distributore Osram Opto Semiconductors di maggior successo nel 2007 a Ebv per il quarto anno consecutivo. Desidero approfittare di questa occasione per ringraziare tutti i dipendenti Ebv per il loro duro lavoro e per il loro impegno profuso per conto della nostra azienda”, ha detto Michael Wohs.

Anie cambia il direttore generale
16/05/2008 Portaluri subentra a Roberto Taranto, che resterà in Federazione Anie con l’incarico di assistente del Presidente. “Accolgo con entusiasmo e senso di responsabilità questa importante sfida – ha commentato Portaluri – Certa di contare sul sostegno di preziosi collaboratori e di poter valorizzare la positiva eredità che ha saputo costruire chi mi ha preceduto”.

Maria Antonietta Portaluri si è laureata in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Avvocato, esperto in Appalti, ha svolto la propria attività in associazioni di categoria e studi legali del foro di Milano prima di approdare in Anie, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del Servizio Centrale Legale e Affari Societari. Già membro della Commissione Appalti Pubblici di Confindustria, farà parte del Network di esperti in materia di appalti pubblici del sistema confindustriale.

Freescale conserva il primo posto come produttore di chip per l’industria automobilistica
20/05/2008 Secondo il report di Strategy Analytics, nel 2007 il mercato globale dei semicoduttori per il settore automotive è cresciuto del 9,2% raggiungendo 19,3 miliardi di dollari. Freescale controlla il 10,3% di questo mercato in fase di espansione e continua ad occupare la prima posizione in America settentrionale con una quota di mercato pari al 21,4%, distanziando ampiamente il concorrente più vicino, fermo all’8,2%.

“La riconosciuta posizione di leadership di Freescale nei circuiti integrati per l’industria automobilistica resta invariata dal 1992, anno della prima pubblicazione del report di Strategy Analytics sulle quote di mercato dei fornitori di semiconduttori al comparto automotive”, ha dichiarato Chris Webber, vice president, global automotive practice di Strategy Analytics, aggiungendo: “È veramente notevole che un fornitore di silicio sia riuscito a mantenere così a lungo una posizione di leadership nel mercato per l’industria automobilistica, caratterizzato da una forte concorrenza a livello globale e dai rigorosi requisiti in termini di qualità e innovazione costante imposti dal settore automotive”.

Con oltre 30 anni di esperienza nell’industria automobilistica, Freescale è il principale fornitore di microcontrollori (MCU) per il sistema motopropulsore, con una quota di mercato che si aggira intorno al 45%. Nel 2007 il numero di MCU Power Architecture per il sistema motopropulsore commercializzati ha raggiunto i 30 milioni di unità, un aumento notevole rispetto al 2006. I sensori, i prodotti analogici e le famiglie di MCU a 8, 16 e 32 bit di Freescale forniscono intelligence e connettività per applicazioni avanzate di sicurezza, elettronica del corpo vettura, telaio, controllo motore, sistema motopropulsore, informazioni per il conducente e sistemi telematici. Freescale ha svolto un ruolo pionieristico nella tecnologia FlexRay ed è stato il primo fornitore a integrare le tecnologie CAN, LIN e memoria flash negli MCU destinati all’industria automobilistica.

Freescale prevede di aumentare di percentuali a due cifre la vendita di semiconduttori studiati per l’industria automobilistica e questa fase di grande espansione si basa sulle strette relazioni esistenti con i principali produttori automobilistici negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Per esempio, Freescale fornisce a General Motors tecnologia MCU avanzata per il sistema motopropulsore ibrido utilizzato nei modelli 2008 Chevy Tahoe Hybrid e GMC Yukon Hybrid, i soli SUV ibridi full size esistenti al mondo.

Inoltre, Freescale ha annunciato un piano di creazione di un laboratorio automobilistico in comproprietà con l’azienda cinese Chery Automobile Co. Obiettivo delle due società è lo sviluppo congiunto di soluzioni di silicio, software e a livello di sistema da utilizzare nei veicoli prodotti da Chery per il mercato cinese e per l’esportazione. La Cina rappresenta attualmente il secondo mercato automobilistico mondiale dopo gli Stati Uniti ma, secondo J.D. Power and Associates, dopo il 2015 la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti diventando il primo mercato automobilistico mondiale.

Apre PcVue, la filiale italiana di Arc Informatique
23/05/2008 Arc Informatique, società francese creatrice di Scada PcVue, ha deciso di essere direttamente presente anche sul mercato italiano con l’apertura della filiale PcVue (presente al Bias presso il Padiglione 11, Stand G51-G53), incrementando il numero delle filiali internazionali già attive in Germania, Svizzera, UK, Usa, Cina e Singapore.

PcVue si occuperà di promuovere e supportare in prima persona la linea di prodotti di Arc Informatique e collaborerà con il distributore in Italia Prometeo, che nella nuova realtà continuerà a servire la base clienti esistente e svilupperà il mercato delle Utility.

L’offerta di Arc Informatique e quindi di PcVue va sotto il nome di PcVue Solutions ed è costituita da una suite di prodotti software e hardware per applicazioni di visualizzazione, controllo, gestione, ottimizzazione e analisi dei dati.

Fanno parte dell’offerta PcVue Solutions, oltre al software di supervisione PcVue, il tool Dream Report per la creazione di report e analisi di dati e il software IntraVue per la manutenzione dei vari dispositivi IP impiegati su una rete Industrial Ethernet. Quest’ultimo tipo di software è completato da un catalogo di switch industriali che vanno sotto il nome “Ethernet Direct” con un rapporto qualità – prezzo senza precedenti.

GE Fanuc acquista nuove tecnologie di processo del Gruppo MTL Instruments
27/05/2008 GE Fanuc Intelligent Platforms, una divisione di GE Enterprise Solutions, e MTL Instruments Group plc, hanno firmato un accordo in base al quale GE Fanuc potrà acquisire le linee di produzione MTL Open Systems Technology (MOST) inclusi i moduli I/O per applicazioni generiche MTL8000, I/O secondo parametri di sicurezza SIL2, il sistema SafetyNet e le tecnologie di controllo di processo. MTL ha la sua sede principale a Luton, Bedfordshire, U.K.

Grazie a questa linea di controllori con funzionalità di ridondanza e ai moduli di I/O certificati SIL2 GE fanuc potrà ampliare l’offerta di soluzioni e soddisfare le esigenze in materia di sistemi di sicurezza delle industrie che operano nel settore del processo (oil&gas, chimico e petrolchimico, acque e trattamento acque reflue, gas naturale, carta e cellulosa). La possibilità di installare i moduli I/O direttamente nelle aree pericolose Divisione 2/Zona 2 o Divisione 2/Zona 1 offre una soluzione intrinsecamente sicura e conveniente in termini di costo.

I moduli di I/O MTL8000 e le sue tecnologie sono utilizzati in tutto il mondo dagli Oem che operano nel settore del processo, dai system integrator e dagli utenti finali per sviluppare complesse applicazioni di controllo dei processi. Il dispositivo è realizzato in modo da tollerare condizioni di temperatura estreme, vibrazioni e presenza di gas pericolosi e corrosivi che impediscono l’uso di I/O convenzionali.

Questa linea di prodotto presenta inoltre funzioni di arresto del processo (PSD), arresto di emergenza (ESD) e sistemi di gestione del bruciatore. Si tratta di un sistema di sicurezza SIL2 conforme alla normativa IEC 61508 ed è basato sulla stessa piattaforma già ampiamente utilizzata per le applicazioni di controllo dei processi.

“Quando GE Fanuc ha lanciato lo scorso anno il suo Proficy Process System, ha voluto mantenere una piattaforma che supportasse in modo aperto ogni tecnologia fieldbus e I/O”, ha detto Steve Ryan, responsabile delle soluzioni di processo presso GE Fanuc. “L’aggiunta della linea di I/O MTL8000 sottolinea ancora una volta l’impegno nell’offrire la libertà di scegliere la strategia di I/O, sicurezza e controllo di processo che meglio soddisfano le esigenze dei nostri clienti”.

“GE Fanuc è impegnata nello sviluppo di soluzioni di processo, come dimostrano questa acquisizione, lo sviluppo di soluzioni continuative e le numerose partnership tecnologiche,” ha continuato Estep. “Infatti, una parte consistente della nostra offerta di soluzioni per il processo si basa sulla stretta collaborazione con i system integrator, per offrire valore aggiunto in termini di competenze tecniche, flessibilità ed elevata customizzazione delle soluzioni. GE Fanuc intende proseguire la collaborazione con i numerosi system integrator che hanno lavorato in passato con i prodotti MTL per offrire soluzioni di processo di qualità superiore alla propria clientela”.

2007 in forte crescita per Bosch Rexroth: oltre 3.000 nuovi assunti; fatturato Italia + 15%
28/05/2008 L’elevata domanda di prodotti ha avuto un effetto positivo sull’andamento dell’occupazione: il numero dei dipendenti è cresciuto di 3.100 unità, raggiungendo quota 33.000. In Italia, dove operano 1.660 addetti, il giro d’affari è aumentato del 15%.

“Il trend economico estremamente positivo dell’Europa Centrale e Orientale è uno dei principali fattori che ha guidato la nostra crescita” ha commentato Albert Hieronimus, presidente di Bosch Rexroth che ha aggiunto: “l’aumento del fatturato in qualsiasi settore industriale per la realizzazione di macchine e impianti può essere attribuita in particolare ai sistemi oleodinamici e meccanici per i parchi eolici.”

Il 2008 sta vedendo una crescita importante nella capacità produttiva: Bosch Rexroth sta infatti ampliando gli impianti già esistenti in Europa Centrale, Orientale, Asia e Germania e sta realizzando stabilimenti completamente nuovi come quello a Norimberga per la realizzazione di sistemi meccanici per l’industria eolica. “Anche il volume degli ordini nella prima parte dell’anno è di buon auspicio: ci aspettiamo una crescita di fatturato a due cifre per il 2008”, ha affermato Albert Hieronimus, presidente di Bosch Rexroth.

Tra i settori in cui Bosch Rexroth sta concentrando sempre di più la propria attività, si segnala quello delle energie rinnovabili e dell’eolico, che nei prossimi cinque anni vedrà una crescita di oltre il 20%. Anche nel settore dell’energia solare, il gruppo offre soluzioni innovative di assemblaggio e automazione per la produzione efficiente di celle solari. Inoltre, come unico fornitore di tutte le tecnologie di azionamento e controllo, Bosch Rexroth è in grado di sviluppare sistemi integrati con tutte le innovazioni in campo elettronico, idraulico pneumatico e meccatronico e di offrire soluzioni sostenibili a basso impatto energetico.
fatturato di 5,4 miliardi di euro con circa 33.000 dipendenti.

Windows e Linux: quale scelta per l’automazione?
30/05/2008 Il 28 maggio, durante la seconda giornata dell’edizione 2008 di Bias, la testata Automazione e Strumentazione si è fatta promotrice di un convegno di alto livello tecnico dedicato all’approfondimento delle potenzialità dei sistemi operativi Microsoft e Linux in ambiente industriale.

A fronte di un titolo volutamente provocatorio, ovvero “Linux versus Windows”, il convegno ha piuttosto messo in luce le capacità specialistiche dei due sistemi, le loro peculiarità, unicità e criticità. Dopo un’introduzione sagace del professor Mantegazza del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, hanno avuto spazio integratori, distributori di sistemi e cultori della materia.

L’azienda Abacus Ecc ha rotto il ghiaccio in qualità di distributore di prodotti Microsoft, dei quali ha illustrato le potenzialità ‘settoriali’: Windows è ‘classico’, è embedded, è componibile; Windows embedded CE 6.0, soprattutto, è scalabile, hard real time, multitasking. La versione 6.0, infatti, offre ampie possibilità di customizzazione ed è passata da 32 a 32.000 processi e da 32 Mb a 2 Gb per ciascun processo, il che significa un numero di fatto infinito di processi di sistema in spazio kernel, del quale, per la prima volta, Microsoft, nella versione Premium, mette a disposizione il codice.

A fronte di una simile presentazione, non ha potuto che rispondere Wind River, azienda proveniente da una storia di sistema operativo proprietario, tuttora offerto ai clienti, che ha però scelto di aggiungere al proprio portfolio prodotti anche la soluzione open source Linux: di esso viene sottolineata la capacità di supportare quasi ogni architettura e con altrettanta onestà ne viene dichiarata la caratteristica di soft real time, poiché il sistema non è del tutto deterministico. Del resto Linux è disponibile anche in versione Rtai Linux, la quale permette, con l’inserimento di uno step proprietario, di instrumentare codice nuovo inserendo solo la porzione in oggetto: a sistema completamente implementato, quindi, è possibile apportare una modifica senza dover spegnere il sistema, fattore di estrema importanza per sistemi che lavorano a ciclo continuo.

Su Rtai Linux ha proseguito poi l’approfondimento il professor Roberto Bucher dell’Università della Svizzera Italiana, che si occupa di analizzare tale sistema operativo per sviluppare sistemi di controllo: l’integrazione in Rtai di codice Scicos al fine di creare un ambiente hard real time ha, ad esempio, permesso la realizzazione di un pendolo inverso basato su un bus CAN con tecnologia wireless. La società Integra, che progetta e realizza soluzioni software, ha proseguito ancora in questo cammino di esplorazione delle potenzialità di Linux: l’idea è stata quella di realizzare un’architettura in Linux nella quale gli agenti software siano codificati in librerie e possano essere aggiunti mentre l’applicazione è in uso, così da utilizzare Rtai per usare agenti real time insieme a quelli non real time; tale cooperazione permette di realizzare sistemi di controllo e supervisione di impianti industriali.

A seguire, Sistemi Avanzati Elettronici ha portato la propria esperienza di società che si occupa di distribuzione di hardware con la consapevolezza dell’importanza dell’equilibrio tra hardware e software; quest’ultimo in particolare viene richiesto dal mercato embedded, oppure open source, oppure ancora real time. L’azienda, che a livello hardware propone una gamma molto ampia di soluzioni, si muove nel medesimo senso riguardo al software: nell’ambito dei sistemi operativi standard, offre Microsoft e Linux; per i sistemi embedded, Xpe e Linux embedded; per le esigenze real time, RTLinux e Rtai Linux.

Assistendo alla parte conclusiva del convegno, meno didascalica e più dibattuta, poteva sorgere il sospetto che, in fin dei conti, al di là di una vera risposta che attribuisca la ‘palma del vincitore’ ai sistemi proprietari o a Linux, si cercano risposte che mettano alla prova le potenzialità di entrambi, poiché, è innegabile, la prima cosa è identificare l’esigenza primaria dell’utilizzatore finale: a quel punto fornire la risposta esatta potrebbe significare Windows in un caso e Linux in quello immediatamente successivo.

Awards 2008: per la terza volta un premio alle migliori idee
30/05/2008 Mercoledì 28 maggio, durante la manifestazione Bias, lo stand di Fiera Milano Editore si è trasformato per alcune ore in un palcoscenico dai fitti cambi di scenografia. La consegna dei premi, avvenuta in un’atmosfera gradevolmente informale, ha potuto contare sulla presenza di Costante Casali, amministratore delegato di Fiera Milano Editore, Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano, e Enrico Pazzali, direttore generale di Fiera Milano; accanto a loro, che hanno consegnato fisicamente le targhe ai vincitori, le redazioni di Progettare, Elettronica Oggi, Automazione e Strumentazione, Automazione Oggi e Fieldbus&Networks hanno incorniciato il momento in cui ‘i migliori’ sono stati chiamati per ricevere il riconoscimento.

Dopo una laboriosa discussione riguardo alla scelta dei vincitori, le decisioni delle redazioni si sono concretizzate ieri, a partire dal momento in cui i primi premiati sono stati invitati ad avvicinarsi: la prima case history premiata, pubblicata sulla rivista Progettare, ha portato l’attenzione su Augusto De Castro, vice president industrial sector di Ibm, e su Andrea Cantarutti, direttore del settore aerospace di Msc Software, rappresentanti delle aziende che hanno creato una tecnologia per la simulazione virtuale di velivoli che ha risposto alle esigenze dell’utilizzatore, ovvero l’Aeronautica Militare Italiana, rappresentata, per l’occasione, dal Generale Enrico Camerotto, vice comandante della 1a Regione Aerea di Milano.

A seguire, la premiazione delle best design ideas pubblicate nella relativa sezione di Elettronica Oggi Web del nostro sito www.ilb2b.it: il primo premio è stato ritirato da Luca Ripamonti, account manager Italy and Spain di On Semiconductor, che ha ritirato una meritata targa per un’idea semplice quanto efficace, basata sull’utilizzo di un semplice convertitore c.c./c.c. per evitare il danneggiamento delle batterie nel momento in cui le stesse sono private della loro carica, evento che ne comprometterebbe la durata.

Sono inoltre state assegnate le seguenti menzioni d’onore: a Maxim Integrated Products, per la quale era presente il senior field application Massimo Caprioli, per la descrizione delle possibilità di un semplice circuito per la regolazione manuale dell’intensità luminosa dei Led; a Freescale Semiconductor, per l’occasione rappresentata dal field application engeenering Lorenzo Daniele, per un’idea di progetto realizzata per far fronte a situazioni in cui l’impedenza del carico da analizzare non corrisponde a quella standard (50 ohm), circostanza di solito affrontata con l’uso di buffer, ma per la quale l’azienda ha proposto l’utilizzo a bordo di un amplificatore lineare.

Automazione e Strumentazione ha a sua volta premiato la best application nell’ambito dei processi di automazione: l’azienda Ascon, nelle figure del marketing manager Raffaele Calcagni e del direttore generale Bruno Zecchel, il system integrator Ortiz, rappresentato da Gianni Lenoci R&D manager e Mario Ortiz titolare della società, e l’utilizzatore FRA.VA hanno meritatamente ricevuto la targa per la realizzazione di un impianto di refrigerazione per prodotti ortofrutticoli che ha consentito di duplicare la produzione e, di fatto, di dimezzare il dispendio energetico.

Automazione Oggi ha riconosciuto il successo di un’automazione realizzata per STMicroelectronics da National Instruments, rappresentata da Nadia Albarello, marketing communication manager, e dal system integrator Imaginglab, nella figura dell’amministratore unico Ignazio Piacentini: il sistema di visione artificiale realizzato ha permesso l’automatizzazione di controlli critici eliminando l’errore umano.

A chiudere l’evento, sono stati chiamati ‘sotto i riflettori’ Carlo Gementi di Hirschmann, Pietro Beltrame di Rockwell Automation e Paolo di Santo, responsabile automazione Plc presso Officine Meccaniche Cerutti: i due fornitori di tecnologia hanno creato per l’utilizzatore una piattaforma di integrazione fra apparecchiature di produttori diversi grazie all’intuizione dell’efficacia di Ethernet anche in ambienti gravosi come, appunto, quelli di una macchina flexografica.

Wireless: sempre un occhio avanti
31/05/2008 Forse non tutti sanno che la tecnologia wireless, oggi ampiamente diffusa e utilizzata in molteplici ambiti, è nata già negli anni Settanta in Svizzera, dalle sperimentazioni di alcuni tecnici IBM. Inizialmente era poco impiegata ma ha preso sempre più piede grazie alla diffusione e la disponibilità a livello ‘popolare’ delle nuove tecnologie. Oggi viene utilizzata in una grande diversità di ambiti ed è conosciuta e utilizzata da esperti e no. Esistono diversi tipi di reti wireless, a seconda della necessità di quantità di informazioni da trasportare, della distanza da percorrere e dal tipo di sistemi master e slave connessi. I propositi sono quelli di continuare a diffondere questa tecnologia e soprattutto con procedure sempre più semplici da usare e a bassi costi, le caratteristiche richieste dal mercato. Il suo utilizzo è ampio ma il suo potenziale lo è ancora di più e lo si vuole sfruttare quanto possibile.

Uno dei primi obiettivi che si vogliono raggiungere è utilizzare la tecnologia wireless per i sistemi di fornitura: ipotizziamo una struttura ospedaliera all’interno della quale ci sia un serbatoio preposto all’erogazione dell’ossigeno. Il fornitore di ossigeno è connesso al serbatoio tramite rete wireless e può controllarne lo stato, sapere quando sta per finire e inviare una nuova fornitura, con un impiego ridotto di personale, tempo e denaro. Il collegamento alla base di questo sistema può essere interno al sistema oppure esterno. Questo tipo di impiego può essere adottato in molteplici ambiti e situazioni, maggiormente ‘consumer’ oppure riguardante i processi industriali.

Durante la conferenza che si è tenuta nella mattinata del 29 maggio al Bias di Milano dal titolo “la strumentazione wireless nell’industria di processo (2008 – sviluppo degli standard e delle applicazioni nei sistemi d’automazione), si sono alternati membri del comitato, esperti e studiosi ed è stato premiato un giovane ingegnere dell’università di Genova la cui tesi di laurea si è distinta per aver, soprattutto, fatto sperimentazione sul campo.

Il comitato AIS, Associazione Italiana Strumentisti, è una Associazione senza fini di lucro che si propone l’accrescimento e la diffusione di nozioni relative a strumenti e sistemi di misura e controllo. I.S.A. Italy Section è la Sezione Italiana dell’ISA, The Instrumentation, Systems and Automation Society che conta circa 40.000 soci. Scopo di entrambe è offrire agli iscritti un continuo aggiornamento professionale tramite convegni e giornate di studio e assicurando l’accesso agli Standard ISA, riferimento mondiale del settore.

Entro la fine dell’anno in corso sarà approvato definitivamente il nuovo standard per le reti wireless, sottoposto al vaglio del comitato. L’iter prevede il passaggio di draft iniziali a diverse realtà ed enti che ne studiano e analizzano le potenzialità e le fragilità e ne consegnano le bozze riviste, fino all’ottenimento del documento definitivo e quindi finale. Si tratta di un processo abbastanza lungo e complesso, ma perché vi sia una minor incidenza di errore, è necessario metterlo bene a punto: le realtà che comunicano sono infatti spesso molto diverse tra loro ed è necessario che ‘parlino la stessa lingua’ perché la comprensione e il passaggio delle informazioni avvenga in modo corretto, efficiente e con il minor numero di intoppi.

L’importanza della comunicazione
31/05/2008 Nel pomeriggio del 29 maggio, terza giornata di esposizione per Bias 2008, la rivista Fieldbus&Networks di Fiera Milano Editore ha organizzato un riuscito convegno su uno dei temi più attuali e più delicati: i dati industriali. Siano essi di produzione, processo o diagnostica, sono un patrimonio prezioso per qualunque azienda, che, quindi, è disposta a investire pur di giungere ad avere un’infrastruttura di raccolta e distribuzione dati che sia sicura e il più possibile verticale. E poiché alla base di un simile risultato non può che esserci una connessione, i relatori hanno reso proficuo l’incontro approfondendo le peculiarità di diverse strutture di comunicazione, a partire da Renato Uggeri che, portavoce del Consorzio PNI e di Fieldbus Foundation Italia, non ha esitato a sostenere l’importanza della scelta di un fieldbus standard per garantire la comunicazione verticale.

Un bus di campo, inteso in senso generico, permette il controllo di processo, la gestione della produzione e conseguentemente dei costi, oltre che della manutenzione; il valore aggiunto nell’utilizzo di uno standard risiede soprattutto nella garanzia di interoperabilità tra componenti di fornitori diversi, nella sicurezza derivante dall’utilizzo di descrizioni con linguaggi affermati, nella possibilità di realizzare manutenzione predittiva, e non più correttiva o preventiva.

Ma come è nella natura di ogni confronto, l’intervento successivo ha subito virato verso una tecnologia di rete Industrial Ethernet: Maurizio Tarozzi di B&R Automazione Industriale, infatti, ha presentato PowerLink, ovvero la variante open source di Ethernet industriale nata per le esigenze specifiche dei costruttori di macchine e la cui proprietà intellettuale appartiene al Consorzio Epgs. PowerLink è un valido strumento poiché parte dalla sincronizzazione iniziale dell’intero sistema per poi trasmettere e ricevere dati a e da un nodo specifico; la tecnologia è anche garanzia di ridondanza e di sicurezza e permette l’abbattimento di alcuni limiti fisici della comunicazione in CANopen.

Quando è il momento di Paolo Sartori di HMS Industrial Networks, il pubblico ha la possibilità di essere aggiornato su alcuni dati di mercato relativi all’utilizzo di specifici fieldbus o specifiche tecnologie Industrial Ethernet: la proposta, alla luce di dati che vedono la predominanza da una parte di Profibus, DeviceNet e CANopen, dall’altra di ProfiNet, Ethernet IP e Modbus TCP, è quella di risolvere i problemi di connessione con una proposta flessibile e standard che sia in grado di supportare molti fieldbus e il meno complessa possibile. Una tecnologia con questa carta di identità è Anybus, caratterizzata da moduli embedded che integrano hardware e software proponendo al dispositivo ospitante la medesima interfaccia.

In un panorama così variegato, si colloca anche il ‘focus’ di Roberto Isernia di National Instruments, che ha affrontato il tema della trasmissione dati piuttosto che da un punto di vista piramidale, da quello del PC office, elencando le diverse possibilità a livello di Daq: dalla soluzione ‘esterna’ a quella basata su test e collaudo con bus interni, dalla diagnostica ‘portatile’ tramite tecnologia Usb al monitoraggio e controllo delle macchine attraverso i Pac.

Davide Tamellini di Panasonic Electric Works, da parte sua, ha posto l’accento sull’importanza della storicizzazione dei dati, per la quale, e ha sostenuto la propria tesi con il riferimento a reali implementazioni, è possibile concepire un’architettura mista sia dal punto di vista dei bus sia da quello dei moduli, scegliendo protocolli aperti o proprietari in base alle esigenze specifiche.

Marco Caliari di Phoenix Contact, pur proponendo realizzazioni differenti, si mostra d’accordo sul principio di infrastrutture miste: IT-Powered, in effetti, si basa sull’utilizzo di moltissime tecnologie già affermate nel settore office e che per questo stanno facendosi largo nel mondo industriale. Una rete del tutto efficiente potrebbe quindi essere composta da tecnologia bluetooth, PoE, Snmp, Wi-Fi.

In chiusura, Luca Garzone di Rockwell Automation è in parte tornato a focalizzarsi su architetture ‘monotecnologiche’, nello specifico Ethernet/IP che permette di creare una struttura per visualizzare, configurare e gestire I/O, drive e motion. Nota importante, messa in luce dal relatore stesso, è il fatto che Ethernet/IP non è del tutto efficiente in sistemi integrati.

Al momento della chiusura dei lavori, la sensazione è quella di opinioni fondate su un sostrato comune e solidissimo, perché qualunque realtà industriale ha bisogno di comunicazione verticale protetta; accanto a esso, come è giusto, ognuno poi cerca la sua strada.

AS Interface Italia conferma il proprio presidente
04/06/2008 Vice president del reparto CD (Low-Voltage Controls and Distribution), all’interno della divisione Automation and Drives di Siemens Italia, Parma è stato eletto all’unanimità dal direttivo dell’associazione nel corso della riunione svoltasi a metà marzo. Nella stessa occasione è stato confermato anche il direttivo uscente, conferendogli un nuovo mandato di tre anni.

In Siemens dal 1974, il rieletto presidente lavora dal ‘78 nel business dei sistemi di bassa tensione della multinazionale tedesca, dove ha trascorso una parte molto rilevante della sua carriera lavorativa, con l’eccezione di due importanti parentesi professionali: una come Capo Area prima a Firenze e poi a Padova e l’altra nel quartier generale mondiale di Erlangen per un periodo di formazione.

“Uno dei principali obiettivi dell’associazione riguarda l’incremento di iniziative volte a promuovere sempre di più l’utilizzo del bus di campo ASI nei settori tradizionali, ma anche in quelli nuovi, come l’automazione di processo”, ha dichiarato Paolo Parma. “Fiere, manifestazioni e stampa di settore saranno, come sempre, strumenti importanti per veicolare il nostro messaggio”.

Mentor Graphics acquista le attività di Ponte Solutions
04/06/2008 Mentor Graphics ha annunciato di aver acquisito gli asset di Ponte Solutions, un’azienda sviluppatrice di soluzioni di progettazione per la fabbricazione (Dfm) basate su modelli che consentono di analizzare, prevedere e ridurre l’impatto della variabilità dei processi durante la progettazione e la realizzazione di semiconduttori. I termini della transazione non sono stati resi noti.

“Siamo contenti del fatto che il team Ponte si sia unito alla business unit design-to-silicon di Mentor Graphics, dove potrà dare il suo apporto allo sviluppo delle generazioni future di soluzioni Mentor,” ha detto Joseph Sawicki, vicepresidente e direttore generale della divisione design-to-silicon di Mentor Graphics, aggiungendo: “Le questioni Dfm continuano a essere più complesse con lo spostamento verso nodi di processo a 22 e 32 nm. In questo senso, la possibilità di accedere a funzionalità Dfm integrate multiple rese disponibili sulla piattaforma Calibre tramite i canali di supporto e di vendita diretta in ambito mondiale di Mentor rappresenta un chiaro vantaggio per i team di progettazione a mano a mano che si trovino a dover affrontare queste nuove sfide Dfm”.

“Ponte condivide la visione di Mentor in merito alla necessità di disporre di un’offerta Dfm integrata per far fronte alla continua evoluzione del mercato dei semiconduttori,” ha affermato Alex Alexanian, presidente e ceo di Ponte Solutions. “Producendo già Ponte una soluzione per soddisfare i fabbisogni odierni, è perfettamente logico che la stessa si allinei a Mentor Graphics per fornire completa tecnologia Dfm sulla piattaforma Calibre,” ha concluso.

La tecnologia e il personale Ponte verrano fusi nei rispettivi reparti all’interno dell’organizzazione Calibre di Mentor Graphics sotto la direzione di Joe Sawicki, dove Mentor manterrà il team R&D di Ponte situato a Yerevan, Armenia, che è già da lunga data un centro di eccellenza tanto per aziende produttrici di soluzioni per l’automazione di progetti elettronici quanto per altre società sviluppatrici di software tecnico nell’Europa orientale, fra cui Microsoft, Virage Logic, Synopsys e Credence Systems. In quest’ambito, i prodotti e i clienti Ponte esistenti continueranno a essere supportati da Mentor Graphics stante che le possibilità di Ponte verranno completamente integrate nella piattaforma Calibre Dfm.

Technology exhibitions week 2008 registra oltre 60.000 presenze
05/06/2008 L’edizione 2008 della Technology Exhibitions Week, il grande appuntamento internazionale con la tecnologia e l’innovazione per l’industria, che si è svolto dal 27 al 30 maggio 2008 a fieramilano (Rho), ha registrato oltre 60.000 presenze confermandosi così come un evento di grande richiamo per gli operatori professionali.

La Technology Exhibitions Week è composta dalle mostre professionali Bias (Biennale Internazionale dell’Automazione, Strumentazione, Microelettronica e ICT per l’Industria), Bi.Man (Biennale della Manutenzione Industriale), Fluidtrans Compomac (Biennale Internazionale della Fluidotecnica, Trasmissioni di Potenza e Movimento, Comandi, Controlli, Progettazione) e Mechanical Power Transmission & Motion Control (Biennale Internazionale dei Sistemi di Controllo del Movimento, Tecniche di Azionamento e Trasmissioni Meccaniche).

In un solo contesto le soluzioni e i prodotti più innovativi rivolti all’industria manifatturiera e di processo, presentati da 1.800 marchi di espositori diretti e indiretti su una superficie espositiva complessiva di 100.000 metri quadri. Numerosi gli espositori esteri, pari al 45%, provenienti da 33 Paesi. Una panoramica internazionale di riferimento per il mondo industriale, come dimostrano anche le numerose delegazioni estere arrivate da Brasile, Bulgaria, Polonia, Russia, Marocco, Cina, India, Corea, Malesia, Bielorussia e Repubblica Ceca.

La manifestazione rappresenta dei comparti che, in Italia, hanno un valore molto significativo: i mercati di riferimento di Bias, Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Transmission & Motion Control, ad esempio, valgono complessivamente circa 10 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece il mercato della manutenzione rappresentato da Bi.Man, non esiste in Italia un osservatorio che monitori regolarmente questo settore. Secondo una stima, le spese complessive in manutenzione nel nostro Paese sono molto elevate e, per quanto riguarda in particolare il settore industriale, ammontano a 30 miliardi di euro.

Un’intensa e qualificata attività congressuale, con 35 tra convegni e seminari , ha arricchito la sezione espositiva offrendo interessanti momenti di aggiornamento professionale agli operatori grazie anche al contributo delle principali associazioni di riferimento.

“Con la Technology Exhibitions Week, Milano è diventata per qualche giorno la capitale della tecnologia e, insieme a Fiera Milano, ha iniziato un percorso ideale di manifestazioni che avrà il suo culmine nel 2015 con l’Expo, un evento che rappresenta una formidabile opportunità per la città e per tutto il Paese”, ha dichiarato Fabio Dadati, presidente di Fiera Milano Tech.

Il prossimo appuntamento con la Technology Exhibitions Week è in programma, sempre a fieramilano, dal 25 al 28 maggio 2010.

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Altera: primi Asic HardCopy e primi Fpga da 40-nm disponibili in commercio
22/05/2008 La famiglia Stratix IV offre fino a 680k elementi logici (LE), due volte in più rispetto alla precedente famiglia Stratix III di Altera: questi prodotti rappresentano attualmente gli FPGA più grandi disponibili sul mercato.

La famiglia di ASIC HardCopy IV mette a disposizione densità equivalenti a quelle dei dispositivi Stratix IV, con dotazioni fino a 13,3 milioni di gate.

I dispositivi Altera da 40-nm sono in grado di soddisfare le esigenze imposte dalle applicazioni di fascia alta destinate a vari mercati, tra i quali le comunicazioni wireless e wireline, i sistemi militari, gli apparati di broadcast e la prototipazione Asic.

Data la crescita della domanda di servizi quali le trasmissioni video su Internet, le trasmissioni dati wireless ad alta velocità e la Tv digitale, i progettisti hanno oggi l’esigenza di offrire soluzioni capaci di garantire data rate più elevati, bande di interfacciamento maggiori e potenze di calcolo superiori: il tutto in modo energeticamente più efficiente. Per indirizzare queste sfide, Altera sta facendo leva sulle innovazioni messe a punto nel campo dei transceiver, delle interfacce di memoria, delle tecnologie low-power e delle architetture core Fpga per offrire, con i suoi dispositivi da 40-nm, una nuova serie di capacità.

Prodotta sulla base del processo TSMC da 40-nm, la famiglia di Fpga Stratix IV prevede due varianti: una (Stratix IV E) arricchita con risorse di memoria e di digital signal processing (DSP), l’altra (Stratix IV GX) dotata di transceiver.

Gli Fpga Stratix IV GX offrono fino a 48 transceiver funzionanti a un massimo di 8,5 Gbps che mettono a disposizione dei progettisti la banda più ampia attualmente disponibile: più del doppio rispetto alla banda offerta da qualsiasi altro Fpga in commercio. Gli Fpga Stratix IV GX prevedono inoltre il supporto di blocchi di proprietà intellettuale hard (IP) per PCI Express (PCIe) Gen 1 e 2 e per un ampio spettro di protocolli, quali Serial RapidIO, XAUI (compreso DDR XAUI), CPRI (compreso 6G CPRI), CEI 6G, Interlaken ed Ethernet.

Per indirizzare le esigenze di contenimento dei consumi, i membri della famiglia Stratix IV integrano la Programmable Power Technology brevettata da Altera.

Questa tecnologia, orientata alla riduzione dei consumi, ottimizza la distribuzione di logica, DSP e blocchi di memoria in modo da massimizzare le prestazioni solo laddove necessario, contenendo invece gli assorbimenti negli altri punti del circuito.

Per la prima volta, nell’ambito della sua famiglia HardCopy IV Altera offre anche un Asic in versione transceiver-based. L’impiego degli Fpga Stratix permette di beneficiare dei vantaggi che derivano della metodologia di progettazione e verifica congiunte dell’hardware e del software Fpga, la quale consente di risparmiare mesi di time to market: il ricorso agli Asic HardCopy consente invece di usufruire dei benefici offerti dagli Asic in fase di produzione.

La società ha annunciato anche una serie di potenziamenti relativi al software di progettazione Quartus II e la fornitura di alcune soluzioni IP ottimizzate per i prodotti da 40-nm. Il software Quartus II v.8.0 consente di sfruttare l’efficienza della progettazione in team e di accelerare il time to market attraverso le prestazioni, l’efficacia di utilizzazione della logica e i tempi di compilazione attualmente più all’avanguardia del settore.

Cypress Semiconductor: CY8C23x33, dispositivo PSoC
04/06/2008 Cypress Semiconductor ha reso noto la disponibilità di un nuovo dispositivo della propria linea di matrici a segnali misti PSoC che si distingue per la presenza di un convertitore A/D che permette di effettuare un campionamento analogico a elevata velocità e di una memoria flash di capacità pari a 8 k per l’elaborazione di algoritmi complessi. Denominato CY8C23x33, è destinato all’uso in applicazioni che si differenziano per la ricchezza di funzionalità e contenuti software, quali ad esempio controllo motore, engine di visualizzazione di telecamere, comunicazioni attraverso le linee elettriche domestiche e molte altre ancora.

L’architettura a segnali misti dei dispositivi PSoC prevede blocchi analogici e digitali programmabili assieme a un microcontrollore a 8 bit, dando vita a una combinazione che assicura ai progettisti una flessibilità senza precedenti nelle più svariate applicazioni. In questo senso, il nuovo CY8C23x33 dispone di un convertitore A/D a 8 bit ad approssimazioni successive che consente di raggiungere velocità di campionamento di 375 kbps. La presenza di 26 Gpio gli conferisce inoltre doti di configurabilità tali da permetterne un rapido adattamento al mutare delle esigenze di progetto.

Per minimizzare l’ingombro sulla scheda, è disponibile in package Qfn di dimensioni pari a 5 x 5 mm. Integra quattro blocchi digitali, due blocchi di comunicazione e due blocchi di funzioni base e altrettanti blocchi analogici, due a capacità commutata e due a tempo continuo. Uno dei blocchi digitali è un blocco I2C hardware che permette di effettuare le programmazioni in modo facile e veloce, riducendo i tempi di progetto. È disponibile in volumi di produzione e ne sono previste le versioni CY8C23533 e CY8C23433 rispettivamente racchiuse in package Qfn a 32 pin da 5 x 5 mm e Ssop a 28 pin.

Microchip Technology: famiglia di Eeprom seriali
04/06/2008 Microchip ha annunciato la disponibilità di una nuova famiglia di Eeprom seriali dotate di interfaccia bus a I/O singolo, basate sul protocollo per dispositivi di memoria Uni/O, in fase di brevetto da parte di Microchip stessa. Si tratta dei dispositivi 11X010, 11XX020, 11XX040, 11XX080 e 11XX160, che rappresentano le prime memorie Eeprom ad I/O singolo capaci di supportare velocità dati da 10 a 100 kHz e che sono anche i soli dispositivi Eeprom da 1, 2, 4, 8 e 16 Kbit disponibili in package Sot-23 a 3 pin (oltre che in altri contenitori con pin count più elevati). Integrano inoltre dotazioni avanzate orientate all’aumento dell’affidabilità quali registri di stato, protezioni alla scrittura per ¼, ½ o per l’intero array; filtri di rumore e una robusta protezione Esd.

Il bus Uni/O e i dispositivi Eeprom sono stati sviluppati in risposta a un trend di mercato che vede la nascita di nuovi prodotti elettronici di consumo sempre più piccoli ed equipaggiati con funzionalità e dotazioni sempre maggiori. Con questo nuovo bus, per effettuare le comunicazioni tra il dispositivo Eeprom e il microcontroller viene utilizzato un solo pin di I/O.

La valutazione dei prodotti risulta semplificata in quanto i dispositivi di memoria Uni/O sono disponibili in un package a 8 pin con pin-out sovrapponibile a qualsiasi altro socket standard di Eeprom I2C o Spi. Ciò significa che per eseguire un test veloce è possibile utilizzare l’hardware esistente anche con i driver software Uni/O disponibili.

I dispositivi di memoria Uni/O sono supportati dal nuovo Starter Kit per prodotti di memoria seriali Mplab, dall’Universal Device Programmer Mplab PM3 e dai driver software per gli Mcu Pic Microchip.

Sono offerti in due versioni: 11LCXX0, che opera da 2,5 a 5,5 V, e 11AAXX0, che funziona invece da 1,8 a 5,5 V, entrambe contenute in package Sot-23 a 3 pin e Pdip, Msop, Soic e 2 x 3 mm Tdfn a 8 pin.

software
National Instruments integra la tecnologia Fpga Xilinx Virtex-5 nei nuovi dispositivi di I/O personalizzabili
03-06-2008 National Instruments ha annunciato il rilascio di quattro nuovi moduli di I/O della serie R per la piattaforma PXI dotati di tecnologia Fpga Xilinx Virtex-5 a elevate prestazioni. I moduli NI PXI-7841R, PXI-7842R, PXI-7851R e PXI-7852R dispongono di otto input analogici, otto output analogici e 96 linee digitali di I/O e garantiscono frequenze di campionamento 3,5 volte più alte rispetto ai dispositivi precedenti della serie R. Questi nuovi moduli forniscono a tecnici e ingegneri sistemi hardware commerciali da programmare graficamente con Ni LabView Fpga Module per realizzare a bordo scheda elaborazioni personalizzate di analisi dei dati in linea e controllo deterministico degli I/O, in applicazioni che richiedono funzionalità speciali di temporizzazione e di triggering.

“La flessibilità senza precedenti della logica Fpga è ideale per la progettazione di complessi sistemi embedded e per applicazioni di acquisizione dati e di test a elevate prestazioni,” ha affermato James Truchard, presidente, Ceo e cofondatore di National Instruments. “Grazie ai continui investimenti nella tecnologia Fpga, inclusi i nuovi dispositivi della Serie R e LabView Fpga Module, National Instruments offre ai test engineer e ai programmatori di sistemi embedded una piattaforma strettamente integrata che consente loro di sfruttare facilmente l’incredibile potenza dei chip Fpga”

Si raggiunge una frequenza di campionamento sugli ingressi analogici a 16-bit pari a 200 kS/s per canale con i moduli PXI-7841R and PXI-7842R e una frequenza fino a 750 kS/s per canale con i moduli PXI-7851R e PXI-7852R. Inoltre, i nuovi moduli della serie R montano Fpga Virtex-5 LX30 o Virtex-5 LX50 che garantiscono capacità di ottimizzazione migliorate per una più rapida esecuzione del codice e una maggiore capacità di ospitare codice LabView rispetto ai precedenti dispositivi della Serie R. La piattaforma Fpga Virtex-5 dispone di architettura Lut a sei ingressi, che migliora notevolmente l’utilizzo delle risorse, e di slice DSP, che consentono di implementare elaborazioni numeriche dei segnali più complesse a frequenze più alte. La combinazione di I/O ad alta velocità e di Fpga Virtex-5 su questi nuovi moduli della Serie R li rende ideali per applicazioni di elaborazione e controllo a elevate prestazioni in settori quali automotive, scienze biologiche e aerospazio/difesa.

“La famiglia Virtex-5, leader del settore, offre ai progettisti prestazioni computazionali e funzionalità di integrazione di sistemi senza precedenti per la progettazione embedded e applicazioni di test” ha detto Steve Douglass, vice presidente e general manager di Xilinx Advanced Product Group. “Incorportando strategicamente questa tecnologia nei nuovi dispositivi della Serie R, National Instruments offre hardware a elevate prestazioni facilmente ottimizzabile con l’ambiente grafico di programmazione Ni LabView per ridurre i tempi di progettazione e quindi di immissione sul mercato”.

La strumentazione PXI consente di personalizzare le proprie applicazioni con la possibilità di scegliere tra più di 1.500 moduli di misura, generazione di segnali, RF, alimentazione e switch e di configurare gli strumenti via software per ottenere le funzionalità volute. I nuovi moduli della Serie R estendono ulteriormente le capacità di personalizzazione, incorporando un Fpga Virtex-5 programmabile con LabView Fpga Module per la creazione di hardware definito dall’utente. LabView Fpga Module semplifica la personalizzazione dell’hardware con approccio basato su programmazione grafica di facile utilizzo, che astrae il codice Vhdl per la configurazione del chip Fpga. LabView fornisce inoltre blocchi funzione integrati e altre tecniche di ottimizzazione del codice per agevolare lo sviluppo di applicazioni. L’approccio offerto dal graphical system design, con la stretta integrazione di software flessibile e hardware commerciale, consente di progettare, collaudare e distribuire applicazioni personalizzate di misura e progettazione embedded in modo più rapido ed efficiente rispetto all’approccio tradizionale alla progettazione di hardware custom.

Torna Automotive Forum, il Convegno Tecnologico di National Instruments dedicato al mondo automotive
04-06-2008 Le nuove sfide poste dal moderno mercato automobilistico e la ridefinizione del fabbisogno tecnologico del settore saranno i temi principali della sesta edizione di Automotive Forum 2008, l’appuntamento biennale dedicato agli operatori dei settori della progettazione, dell’automazione e del collaudo in campo automotive. Durante l’intera giornata, esperti di settore si confronteranno sulle sfide del moderno mercato automotive in merito ai nuovi standard di sicurezza e affidabilità richiesti a costruttori e fornitori, alle esigenze sempre crescenti nell’ambito del comfort della vettura, alle più recenti innovazioni dell’intrattenimento multimediale a bordo e alle tematiche sempre più attuali dell’abbattimento delle emissioni e dell’effecienza dei consumi. La registrazione online all’evento è gratuita.

L’agenda, fitta di appuntamenti, prevede una Keynote di apertura dedicata alle ultime tendenze e sviluppi tecnologici nell’elettronica del mercato automotive, presieduta da Domenico Albero, responsabile Ente Controlli e SW Diesel & Ibridi del Centro Ricerche Fiat.

A seguire, il convegno si articolerà in quattro aree tematiche: Safety & Reliability, Innovation & Infotainment, Powertrain Efficiency & Environmental Care, Comfort. Ciascuna vedrà la partecipazione di rappresentanti di aziende leader, che presenteranno casi applicativi nell’area tematica di competenza. National Instruments aprirà le sessioni della mattina e del pomeriggio illustrando le più recenti soluzioni hardware e software in risposta alle sfide poste dagli specifici settori.

Safety & Reliability. Le moderne autovetture sono molto più sicure oggi rispetto al passato. Tale miglioramento è dovuto ai nuovi standard e protocolli di sicurezza, affidabilità e stabilità del veicolo garantiti da costruttori e fornitori. La sessione illustrerà i passi in avanti compiuti e le future innovazioni.

Innovation & Infotainment. Il mercato internazionale dei prodotti “machine-to-machine” (M2M) basati su comunicazione wireless sui comuni protocolli sta vivendo una crescita annua del 30% con nuovi sviluppi nel mercato automotive (antifurti, localizzatori, navigatori, intrattenimento multimediale). Durante la sessione si tratterà del collaudo di tali dispositivi su piattaforma National Instruments.

Powertrain Efficiency & Environmental Care. Gli odierni standard stabiliti dall’Unione Europea in merito alle emissioni delle autovetture di sostanze inquinanti nell’atmosfera mirano a un sostanziale miglioramento della qualità dell’aria delle nostre città e alla sostanziale diminuzione dei consumi, senza penalizzare le prestazioni del veicolo.

Comfort. Fattore determinante per la ricerca del comfort acustico in vettura è l’analisi della rumorosità di componenti accessori (cruscotto, interni abitacolo, etc.). Durante la sessione sarà presentata l’integrarazione in un unico strumento degli elementi strumentali e di controllo del banco prova per ottenere elevati standard di affidabilità nella misura e dell’efficienza dei test.

La sala espositiva. Nella sala espositiva, che ospiterà le novità presentate durante le aree tematiche, sarà possibile incontrare ingegneri, sviluppatori, partner tecnologici e alliance partner di National Instruments per condividere con loro applicazioni e confrontarsi su problematiche comuni.

notizie
Osram Opto Semiconductors nomina Ebv Elektronik “Distributore europeo dell’anno”
09/05/2008 “Siamo estremamente orgogliosi di ricevere questo riconoscimento e del fatto che ci venga attribuito per il quarto anno consecutivo. Questi premi sono particolarmente importanti per noi tenendo conto che è solo dal 2003 che lavoriamo con Osram Opto Semiconductors”, ha commentato Slobodan Puljarevic, presidente e ceo di Ebv Elektronik. “Osram Opto Semiconductors è un importante fornitore globale di soluzioni di illuminazione basate su tecnologie a semiconduttori ed è quindi un partner strategico per Ebv. Le nostre attività nel settore dell’illuminazione generale si intensificheranno ulteriormente negli anni a venire e l’eccellente portafoglio di Osram Opto Semiconductors apporterà un contributo significativo al conseguimento dei nostri ambiziosi obiettivi. Non vediamo l’ora di lavorare assieme con successo anche nel futuro”, ha concluso Puljarevic.

“Per Osram Opto Semiconductors, in qualità di principale costruttore di led, il mercato dell’illuminazione generale è estremamente importante. Abbiamo pertanto costituito una rete di partner, denominata Led-light-for-you (Llfy), al fine di aiutare i clienti a creare soluzioni di illuminazione a Led” ha affermato Michael Wohs, direttore della divisione Global Distribution & Ems di Osram Opto Semiconductors. “Nella sua funzione di partner della rete Llfy, Ebv è estremamente attiva nel mercato dell’illuminazione a stato solido. Nondimeno, Osram e Ebv hanno anche lavorato con successo per alcuni anni in altri segmenti di mercato. Per questo motivo, mi fa particolarmente piacere assegnare il premio per il distributore Osram Opto Semiconductors di maggior successo nel 2007 a Ebv per il quarto anno consecutivo. Desidero approfittare di questa occasione per ringraziare tutti i dipendenti Ebv per il loro duro lavoro e per il loro impegno profuso per conto della nostra azienda”, ha detto Michael Wohs.

Anie cambia il direttore generale
16/05/2008 Portaluri subentra a Roberto Taranto, che resterà in Federazione Anie con l’incarico di assistente del Presidente. “Accolgo con entusiasmo e senso di responsabilità questa importante sfida – ha commentato Portaluri – Certa di contare sul sostegno di preziosi collaboratori e di poter valorizzare la positiva eredità che ha saputo costruire chi mi ha preceduto”.

Maria Antonietta Portaluri si è laureata in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Avvocato, esperto in Appalti, ha svolto la propria attività in associazioni di categoria e studi legali del foro di Milano prima di approdare in Anie, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del Servizio Centrale Legale e Affari Societari. Già membro della Commissione Appalti Pubblici di Confindustria, farà parte del Network di esperti in materia di appalti pubblici del sistema confindustriale.

Freescale conserva il primo posto come produttore di chip per l’industria automobilistica
20/05/2008 Secondo il report di Strategy Analytics, nel 2007 il mercato globale dei semicoduttori per il settore automotive è cresciuto del 9,2% raggiungendo 19,3 miliardi di dollari. Freescale controlla il 10,3% di questo mercato in fase di espansione e continua ad occupare la prima posizione in America settentrionale con una quota di mercato pari al 21,4%, distanziando ampiamente il concorrente più vicino, fermo all’8,2%.

“La riconosciuta posizione di leadership di Freescale nei circuiti integrati per l’industria automobilistica resta invariata dal 1992, anno della prima pubblicazione del report di Strategy Analytics sulle quote di mercato dei fornitori di semiconduttori al comparto automotive”, ha dichiarato Chris Webber, vice president, global automotive practice di Strategy Analytics, aggiungendo: “È veramente notevole che un fornitore di silicio sia riuscito a mantenere così a lungo una posizione di leadership nel mercato per l’industria automobilistica, caratterizzato da una forte concorrenza a livello globale e dai rigorosi requisiti in termini di qualità e innovazione costante imposti dal settore automotive”.

Con oltre 30 anni di esperienza nell’industria automobilistica, Freescale è il principale fornitore di microcontrollori (MCU) per il sistema motopropulsore, con una quota di mercato che si aggira intorno al 45%. Nel 2007 il numero di MCU Power Architecture per il sistema motopropulsore commercializzati ha raggiunto i 30 milioni di unità, un aumento notevole rispetto al 2006. I sensori, i prodotti analogici e le famiglie di MCU a 8, 16 e 32 bit di Freescale forniscono intelligence e connettività per applicazioni avanzate di sicurezza, elettronica del corpo vettura, telaio, controllo motore, sistema motopropulsore, informazioni per il conducente e sistemi telematici. Freescale ha svolto un ruolo pionieristico nella tecnologia FlexRay ed è stato il primo fornitore a integrare le tecnologie CAN, LIN e memoria flash negli MCU destinati all’industria automobilistica.

Freescale prevede di aumentare di percentuali a due cifre la vendita di semiconduttori studiati per l’industria automobilistica e questa fase di grande espansione si basa sulle strette relazioni esistenti con i principali produttori automobilistici negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Per esempio, Freescale fornisce a General Motors tecnologia MCU avanzata per il sistema motopropulsore ibrido utilizzato nei modelli 2008 Chevy Tahoe Hybrid e GMC Yukon Hybrid, i soli SUV ibridi full size esistenti al mondo.

Inoltre, Freescale ha annunciato un piano di creazione di un laboratorio automobilistico in comproprietà con l’azienda cinese Chery Automobile Co. Obiettivo delle due società è lo sviluppo congiunto di soluzioni di silicio, software e a livello di sistema da utilizzare nei veicoli prodotti da Chery per il mercato cinese e per l’esportazione. La Cina rappresenta attualmente il secondo mercato automobilistico mondiale dopo gli Stati Uniti ma, secondo J.D. Power and Associates, dopo il 2015 la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti diventando il primo mercato automobilistico mondiale.

Apre PcVue, la filiale italiana di Arc Informatique
23/05/2008 Arc Informatique, società francese creatrice di Scada PcVue, ha deciso di essere direttamente presente anche sul mercato italiano con l’apertura della filiale PcVue (presente al Bias presso il Padiglione 11, Stand G51-G53), incrementando il numero delle filiali internazionali già attive in Germania, Svizzera, UK, Usa, Cina e Singapore.

PcVue si occuperà di promuovere e supportare in prima persona la linea di prodotti di Arc Informatique e collaborerà con il distributore in Italia Prometeo, che nella nuova realtà continuerà a servire la base clienti esistente e svilupperà il mercato delle Utility.

L’offerta di Arc Informatique e quindi di PcVue va sotto il nome di PcVue Solutions ed è costituita da una suite di prodotti software e hardware per applicazioni di visualizzazione, controllo, gestione, ottimizzazione e analisi dei dati.

Fanno parte dell’offerta PcVue Solutions, oltre al software di supervisione PcVue, il tool Dream Report per la creazione di report e analisi di dati e il software IntraVue per la manutenzione dei vari dispositivi IP impiegati su una rete Industrial Ethernet. Quest’ultimo tipo di software è completato da un catalogo di switch industriali che vanno sotto il nome “Ethernet Direct” con un rapporto qualità – prezzo senza precedenti.

GE Fanuc acquista nuove tecnologie di processo del Gruppo MTL Instruments
27/05/2008 GE Fanuc Intelligent Platforms, una divisione di GE Enterprise Solutions, e MTL Instruments Group plc, hanno firmato un accordo in base al quale GE Fanuc potrà acquisire le linee di produzione MTL Open Systems Technology (MOST) inclusi i moduli I/O per applicazioni generiche MTL8000, I/O secondo parametri di sicurezza SIL2, il sistema SafetyNet e le tecnologie di controllo di processo. MTL ha la sua sede principale a Luton, Bedfordshire, U.K.

Grazie a questa linea di controllori con funzionalità di ridondanza e ai moduli di I/O certificati SIL2 GE fanuc potrà ampliare l’offerta di soluzioni e soddisfare le esigenze in materia di sistemi di sicurezza delle industrie che operano nel settore del processo (oil&gas, chimico e petrolchimico, acque e trattamento acque reflue, gas naturale, carta e cellulosa). La possibilità di installare i moduli I/O direttamente nelle aree pericolose Divisione 2/Zona 2 o Divisione 2/Zona 1 offre una soluzione intrinsecamente sicura e conveniente in termini di costo.

I moduli di I/O MTL8000 e le sue tecnologie sono utilizzati in tutto il mondo dagli Oem che operano nel settore del processo, dai system integrator e dagli utenti finali per sviluppare complesse applicazioni di controllo dei processi. Il dispositivo è realizzato in modo da tollerare condizioni di temperatura estreme, vibrazioni e presenza di gas pericolosi e corrosivi che impediscono l’uso di I/O convenzionali.

Questa linea di prodotto presenta inoltre funzioni di arresto del processo (PSD), arresto di emergenza (ESD) e sistemi di gestione del bruciatore. Si tratta di un sistema di sicurezza SIL2 conforme alla normativa IEC 61508 ed è basato sulla stessa piattaforma già ampiamente utilizzata per le applicazioni di controllo dei processi.

“Quando GE Fanuc ha lanciato lo scorso anno il suo Proficy Process System, ha voluto mantenere una piattaforma che supportasse in modo aperto ogni tecnologia fieldbus e I/O”, ha detto Steve Ryan, responsabile delle soluzioni di processo presso GE Fanuc. “L’aggiunta della linea di I/O MTL8000 sottolinea ancora una volta l’impegno nell’offrire la libertà di scegliere la strategia di I/O, sicurezza e controllo di processo che meglio soddisfano le esigenze dei nostri clienti”.

“GE Fanuc è impegnata nello sviluppo di soluzioni di processo, come dimostrano questa acquisizione, lo sviluppo di soluzioni continuative e le numerose partnership tecnologiche,” ha continuato Estep. “Infatti, una parte consistente della nostra offerta di soluzioni per il processo si basa sulla stretta collaborazione con i system integrator, per offrire valore aggiunto in termini di competenze tecniche, flessibilità ed elevata customizzazione delle soluzioni. GE Fanuc intende proseguire la collaborazione con i numerosi system integrator che hanno lavorato in passato con i prodotti MTL per offrire soluzioni di processo di qualità superiore alla propria clientela”.

2007 in forte crescita per Bosch Rexroth: oltre 3.000 nuovi assunti; fatturato Italia + 15%
28/05/2008 L’elevata domanda di prodotti ha avuto un effetto positivo sull’andamento dell’occupazione: il numero dei dipendenti è cresciuto di 3.100 unità, raggiungendo quota 33.000. In Italia, dove operano 1.660 addetti, il giro d’affari è aumentato del 15%.

“Il trend economico estremamente positivo dell’Europa Centrale e Orientale è uno dei principali fattori che ha guidato la nostra crescita” ha commentato Albert Hieronimus, presidente di Bosch Rexroth che ha aggiunto: “l’aumento del fatturato in qualsiasi settore industriale per la realizzazione di macchine e impianti può essere attribuita in particolare ai sistemi oleodinamici e meccanici per i parchi eolici.”

Il 2008 sta vedendo una crescita importante nella capacità produttiva: Bosch Rexroth sta infatti ampliando gli impianti già esistenti in Europa Centrale, Orientale, Asia e Germania e sta realizzando stabilimenti completamente nuovi come quello a Norimberga per la realizzazione di sistemi meccanici per l’industria eolica. “Anche il volume degli ordini nella prima parte dell’anno è di buon auspicio: ci aspettiamo una crescita di fatturato a due cifre per il 2008”, ha affermato Albert Hieronimus, presidente di Bosch Rexroth.

Tra i settori in cui Bosch Rexroth sta concentrando sempre di più la propria attività, si segnala quello delle energie rinnovabili e dell’eolico, che nei prossimi cinque anni vedrà una crescita di oltre il 20%. Anche nel settore dell’energia solare, il gruppo offre soluzioni innovative di assemblaggio e automazione per la produzione efficiente di celle solari. Inoltre, come unico fornitore di tutte le tecnologie di azionamento e controllo, Bosch Rexroth è in grado di sviluppare sistemi integrati con tutte le innovazioni in campo elettronico, idraulico pneumatico e meccatronico e di offrire soluzioni sostenibili a basso impatto energetico.
fatturato di 5,4 miliardi di euro con circa 33.000 dipendenti.

Windows e Linux: quale scelta per l’automazione?
30/05/2008 Il 28 maggio, durante la seconda giornata dell’edizione 2008 di Bias, la testata Automazione e Strumentazione si è fatta promotrice di un convegno di alto livello tecnico dedicato all’approfondimento delle potenzialità dei sistemi operativi Microsoft e Linux in ambiente industriale.

A fronte di un titolo volutamente provocatorio, ovvero “Linux versus Windows”, il convegno ha piuttosto messo in luce le capacità specialistiche dei due sistemi, le loro peculiarità, unicità e criticità. Dopo un’introduzione sagace del professor Mantegazza del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, hanno avuto spazio integratori, distributori di sistemi e cultori della materia.

L’azienda Abacus Ecc ha rotto il ghiaccio in qualità di distributore di prodotti Microsoft, dei quali ha illustrato le potenzialità ‘settoriali’: Windows è ‘classico’, è embedded, è componibile; Windows embedded CE 6.0, soprattutto, è scalabile, hard real time, multitasking. La versione 6.0, infatti, offre ampie possibilità di customizzazione ed è passata da 32 a 32.000 processi e da 32 Mb a 2 Gb per ciascun processo, il che significa un numero di fatto infinito di processi di sistema in spazio kernel, del quale, per la prima volta, Microsoft, nella versione Premium, mette a disposizione il codice.

A fronte di una simile presentazione, non ha potuto che rispondere Wind River, azienda proveniente da una storia di sistema operativo proprietario, tuttora offerto ai clienti, che ha però scelto di aggiungere al proprio portfolio prodotti anche la soluzione open source Linux: di esso viene sottolineata la capacità di supportare quasi ogni architettura e con altrettanta onestà ne viene dichiarata la caratteristica di soft real time, poiché il sistema non è del tutto deterministico. Del resto Linux è disponibile anche in versione Rtai Linux, la quale permette, con l’inserimento di uno step proprietario, di instrumentare codice nuovo inserendo solo la porzione in oggetto: a sistema completamente implementato, quindi, è possibile apportare una modifica senza dover spegnere il sistema, fattore di estrema importanza per sistemi che lavorano a ciclo continuo.

Su Rtai Linux ha proseguito poi l’approfondimento il professor Roberto Bucher dell’Università della Svizzera Italiana, che si occupa di analizzare tale sistema operativo per sviluppare sistemi di controllo: l’integrazione in Rtai di codice Scicos al fine di creare un ambiente hard real time ha, ad esempio, permesso la realizzazione di un pendolo inverso basato su un bus CAN con tecnologia wireless. La società Integra, che progetta e realizza soluzioni software, ha proseguito ancora in questo cammino di esplorazione delle potenzialità di Linux: l’idea è stata quella di realizzare un’architettura in Linux nella quale gli agenti software siano codificati in librerie e possano essere aggiunti mentre l’applicazione è in uso, così da utilizzare Rtai per usare agenti real time insieme a quelli non real time; tale cooperazione permette di realizzare sistemi di controllo e supervisione di impianti industriali.

A seguire, Sistemi Avanzati Elettronici ha portato la propria esperienza di società che si occupa di distribuzione di hardware con la consapevolezza dell’importanza dell’equilibrio tra hardware e software; quest’ultimo in particolare viene richiesto dal mercato embedded, oppure open source, oppure ancora real time. L’azienda, che a livello hardware propone una gamma molto ampia di soluzioni, si muove nel medesimo senso riguardo al software: nell’ambito dei sistemi operativi standard, offre Microsoft e Linux; per i sistemi embedded, Xpe e Linux embedded; per le esigenze real time, RTLinux e Rtai Linux.

Assistendo alla parte conclusiva del convegno, meno didascalica e più dibattuta, poteva sorgere il sospetto che, in fin dei conti, al di là di una vera risposta che attribuisca la ‘palma del vincitore’ ai sistemi proprietari o a Linux, si cercano risposte che mettano alla prova le potenzialità di entrambi, poiché, è innegabile, la prima cosa è identificare l’esigenza primaria dell’utilizzatore finale: a quel punto fornire la risposta esatta potrebbe significare Windows in un caso e Linux in quello immediatamente successivo.

Awards 2008: per la terza volta un premio alle migliori idee
30/05/2008 Mercoledì 28 maggio, durante la manifestazione Bias, lo stand di Fiera Milano Editore si è trasformato per alcune ore in un palcoscenico dai fitti cambi di scenografia. La consegna dei premi, avvenuta in un’atmosfera gradevolmente informale, ha potuto contare sulla presenza di Costante Casali, amministratore delegato di Fiera Milano Editore, Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano, e Enrico Pazzali, direttore generale di Fiera Milano; accanto a loro, che hanno consegnato fisicamente le targhe ai vincitori, le redazioni di Progettare, Elettronica Oggi, Automazione e Strumentazione, Automazione Oggi e Fieldbus&Networks hanno incorniciato il momento in cui ‘i migliori’ sono stati chiamati per ricevere il riconoscimento.

Dopo una laboriosa discussione riguardo alla scelta dei vincitori, le decisioni delle redazioni si sono concretizzate ieri, a partire dal momento in cui i primi premiati sono stati invitati ad avvicinarsi: la prima case history premiata, pubblicata sulla rivista Progettare, ha portato l’attenzione su Augusto De Castro, vice president industrial sector di Ibm, e su Andrea Cantarutti, direttore del settore aerospace di Msc Software, rappresentanti delle aziende che hanno creato una tecnologia per la simulazione virtuale di velivoli che ha risposto alle esigenze dell’utilizzatore, ovvero l’Aeronautica Militare Italiana, rappresentata, per l’occasione, dal Generale Enrico Camerotto, vice comandante della 1a Regione Aerea di Milano.

A seguire, la premiazione delle best design ideas pubblicate nella relativa sezione di Elettronica Oggi Web del nostro sito www.ilb2b.it: il primo premio è stato ritirato da Luca Ripamonti, account manager Italy and Spain di On Semiconductor, che ha ritirato una meritata targa per un’idea semplice quanto efficace, basata sull’utilizzo di un semplice convertitore c.c./c.c. per evitare il danneggiamento delle batterie nel momento in cui le stesse sono private della loro carica, evento che ne comprometterebbe la durata.

Sono inoltre state assegnate le seguenti menzioni d’onore: a Maxim Integrated Products, per la quale era presente il senior field application Massimo Caprioli, per la descrizione delle possibilità di un semplice circuito per la regolazione manuale dell’intensità luminosa dei Led; a Freescale Semiconductor, per l’occasione rappresentata dal field application engeenering Lorenzo Daniele, per un’idea di progetto realizzata per far fronte a situazioni in cui l’impedenza del carico da analizzare non corrisponde a quella standard (50 ohm), circostanza di solito affrontata con l’uso di buffer, ma per la quale l’azienda ha proposto l’utilizzo a bordo di un amplificatore lineare.

Automazione e Strumentazione ha a sua volta premiato la best application nell’ambito dei processi di automazione: l’azienda Ascon, nelle figure del marketing manager Raffaele Calcagni e del direttore generale Bruno Zecchel, il system integrator Ortiz, rappresentato da Gianni Lenoci R&D manager e Mario Ortiz titolare della società, e l’utilizzatore FRA.VA hanno meritatamente ricevuto la targa per la realizzazione di un impianto di refrigerazione per prodotti ortofrutticoli che ha consentito di duplicare la produzione e, di fatto, di dimezzare il dispendio energetico.

Automazione Oggi ha riconosciuto il successo di un’automazione realizzata per STMicroelectronics da National Instruments, rappresentata da Nadia Albarello, marketing communication manager, e dal system integrator Imaginglab, nella figura dell’amministratore unico Ignazio Piacentini: il sistema di visione artificiale realizzato ha permesso l’automatizzazione di controlli critici eliminando l’errore umano.

A chiudere l’evento, sono stati chiamati ‘sotto i riflettori’ Carlo Gementi di Hirschmann, Pietro Beltrame di Rockwell Automation e Paolo di Santo, responsabile automazione Plc presso Officine Meccaniche Cerutti: i due fornitori di tecnologia hanno creato per l’utilizzatore una piattaforma di integrazione fra apparecchiature di produttori diversi grazie all’intuizione dell’efficacia di Ethernet anche in ambienti gravosi come, appunto, quelli di una macchina flexografica.

Wireless: sempre un occhio avanti
31/05/2008 Forse non tutti sanno che la tecnologia wireless, oggi ampiamente diffusa e utilizzata in molteplici ambiti, è nata già negli anni Settanta in Svizzera, dalle sperimentazioni di alcuni tecnici IBM. Inizialmente era poco impiegata ma ha preso sempre più piede grazie alla diffusione e la disponibilità a livello ‘popolare’ delle nuove tecnologie. Oggi viene utilizzata in una grande diversità di ambiti ed è conosciuta e utilizzata da esperti e no. Esistono diversi tipi di reti wireless, a seconda della necessità di quantità di informazioni da trasportare, della distanza da percorrere e dal tipo di sistemi master e slave connessi. I propositi sono quelli di continuare a diffondere questa tecnologia e soprattutto con procedure sempre più semplici da usare e a bassi costi, le caratteristiche richieste dal mercato. Il suo utilizzo è ampio ma il suo potenziale lo è ancora di più e lo si vuole sfruttare quanto possibile.

Uno dei primi obiettivi che si vogliono raggiungere è utilizzare la tecnologia wireless per i sistemi di fornitura: ipotizziamo una struttura ospedaliera all’interno della quale ci sia un serbatoio preposto all’erogazione dell’ossigeno. Il fornitore di ossigeno è connesso al serbatoio tramite rete wireless e può controllarne lo stato, sapere quando sta per finire e inviare una nuova fornitura, con un impiego ridotto di personale, tempo e denaro. Il collegamento alla base di questo sistema può essere interno al sistema oppure esterno. Questo tipo di impiego può essere adottato in molteplici ambiti e situazioni, maggiormente ‘consumer’ oppure riguardante i processi industriali.

Durante la conferenza che si è tenuta nella mattinata del 29 maggio al Bias di Milano dal titolo “la strumentazione wireless nell’industria di processo (2008 – sviluppo degli standard e delle applicazioni nei sistemi d’automazione), si sono alternati membri del comitato, esperti e studiosi ed è stato premiato un giovane ingegnere dell’università di Genova la cui tesi di laurea si è distinta per aver, soprattutto, fatto sperimentazione sul campo.

Il comitato AIS, Associazione Italiana Strumentisti, è una Associazione senza fini di lucro che si propone l’accrescimento e la diffusione di nozioni relative a strumenti e sistemi di misura e controllo. I.S.A. Italy Section è la Sezione Italiana dell’ISA, The Instrumentation, Systems and Automation Society che conta circa 40.000 soci. Scopo di entrambe è offrire agli iscritti un continuo aggiornamento professionale tramite convegni e giornate di studio e assicurando l’accesso agli Standard ISA, riferimento mondiale del settore.

Entro la fine dell’anno in corso sarà approvato definitivamente il nuovo standard per le reti wireless, sottoposto al vaglio del comitato. L’iter prevede il passaggio di draft iniziali a diverse realtà ed enti che ne studiano e analizzano le potenzialità e le fragilità e ne consegnano le bozze riviste, fino all’ottenimento del documento definitivo e quindi finale. Si tratta di un processo abbastanza lungo e complesso, ma perché vi sia una minor incidenza di errore, è necessario metterlo bene a punto: le realtà che comunicano sono infatti spesso molto diverse tra loro ed è necessario che ‘parlino la stessa lingua’ perché la comprensione e il passaggio delle informazioni avvenga in modo corretto, efficiente e con il minor numero di intoppi.

L’importanza della comunicazione
31/05/2008 Nel pomeriggio del 29 maggio, terza giornata di esposizione per Bias 2008, la rivista Fieldbus&Networks di Fiera Milano Editore ha organizzato un riuscito convegno su uno dei temi più attuali e più delicati: i dati industriali. Siano essi di produzione, processo o diagnostica, sono un patrimonio prezioso per qualunque azienda, che, quindi, è disposta a investire pur di giungere ad avere un’infrastruttura di raccolta e distribuzione dati che sia sicura e il più possibile verticale. E poiché alla base di un simile risultato non può che esserci una connessione, i relatori hanno reso proficuo l’incontro approfondendo le peculiarità di diverse strutture di comunicazione, a partire da Renato Uggeri che, portavoce del Consorzio PNI e di Fieldbus Foundation Italia, non ha esitato a sostenere l’importanza della scelta di un fieldbus standard per garantire la comunicazione verticale.

Un bus di campo, inteso in senso generico, permette il controllo di processo, la gestione della produzione e conseguentemente dei costi, oltre che della manutenzione; il valore aggiunto nell’utilizzo di uno standard risiede soprattutto nella garanzia di interoperabilità tra componenti di fornitori diversi, nella sicurezza derivante dall’utilizzo di descrizioni con linguaggi affermati, nella possibilità di realizzare manutenzione predittiva, e non più correttiva o preventiva.

Ma come è nella natura di ogni confronto, l’intervento successivo ha subito virato verso una tecnologia di rete Industrial Ethernet: Maurizio Tarozzi di B&R Automazione Industriale, infatti, ha presentato PowerLink, ovvero la variante open source di Ethernet industriale nata per le esigenze specifiche dei costruttori di macchine e la cui proprietà intellettuale appartiene al Consorzio Epgs. PowerLink è un valido strumento poiché parte dalla sincronizzazione iniziale dell’intero sistema per poi trasmettere e ricevere dati a e da un nodo specifico; la tecnologia è anche garanzia di ridondanza e di sicurezza e permette l’abbattimento di alcuni limiti fisici della comunicazione in CANopen.

Quando è il momento di Paolo Sartori di HMS Industrial Networks, il pubblico ha la possibilità di essere aggiornato su alcuni dati di mercato relativi all’utilizzo di specifici fieldbus o specifiche tecnologie Industrial Ethernet: la proposta, alla luce di dati che vedono la predominanza da una parte di Profibus, DeviceNet e CANopen, dall’altra di ProfiNet, Ethernet IP e Modbus TCP, è quella di risolvere i problemi di connessione con una proposta flessibile e standard che sia in grado di supportare molti fieldbus e il meno complessa possibile. Una tecnologia con questa carta di identità è Anybus, caratterizzata da moduli embedded che integrano hardware e software proponendo al dispositivo ospitante la medesima interfaccia.

In un panorama così variegato, si colloca anche il ‘focus’ di Roberto Isernia di National Instruments, che ha affrontato il tema della trasmissione dati piuttosto che da un punto di vista piramidale, da quello del PC office, elencando le diverse possibilità a livello di Daq: dalla soluzione ‘esterna’ a quella basata su test e collaudo con bus interni, dalla diagnostica ‘portatile’ tramite tecnologia Usb al monitoraggio e controllo delle macchine attraverso i Pac.

Davide Tamellini di Panasonic Electric Works, da parte sua, ha posto l’accento sull’importanza della storicizzazione dei dati, per la quale, e ha sostenuto la propria tesi con il riferimento a reali implementazioni, è possibile concepire un’architettura mista sia dal punto di vista dei bus sia da quello dei moduli, scegliendo protocolli aperti o proprietari in base alle esigenze specifiche.

Marco Caliari di Phoenix Contact, pur proponendo realizzazioni differenti, si mostra d’accordo sul principio di infrastrutture miste: IT-Powered, in effetti, si basa sull’utilizzo di moltissime tecnologie già affermate nel settore office e che per questo stanno facendosi largo nel mondo industriale. Una rete del tutto efficiente potrebbe quindi essere composta da tecnologia bluetooth, PoE, Snmp, Wi-Fi.

In chiusura, Luca Garzone di Rockwell Automation è in parte tornato a focalizzarsi su architetture ‘monotecnologiche’, nello specifico Ethernet/IP che permette di creare una struttura per visualizzare, configurare e gestire I/O, drive e motion. Nota importante, messa in luce dal relatore stesso, è il fatto che Ethernet/IP non è del tutto efficiente in sistemi integrati.

Al momento della chiusura dei lavori, la sensazione è quella di opinioni fondate su un sostrato comune e solidissimo, perché qualunque realtà industriale ha bisogno di comunicazione verticale protetta; accanto a esso, come è giusto, ognuno poi cerca la sua strada.

AS Interface Italia conferma il proprio presidente
04/06/2008 Vice president del reparto CD (Low-Voltage Controls and Distribution), all’interno della divisione Automation and Drives di Siemens Italia, Parma è stato eletto all’unanimità dal direttivo dell’associazione nel corso della riunione svoltasi a metà marzo. Nella stessa occasione è stato confermato anche il direttivo uscente, conferendogli un nuovo mandato di tre anni.

In Siemens dal 1974, il rieletto presidente lavora dal ‘78 nel business dei sistemi di bassa tensione della multinazionale tedesca, dove ha trascorso una parte molto rilevante della sua carriera lavorativa, con l’eccezione di due importanti parentesi professionali: una come Capo Area prima a Firenze e poi a Padova e l’altra nel quartier generale mondiale di Erlangen per un periodo di formazione.

“Uno dei principali obiettivi dell’associazione riguarda l’incremento di iniziative volte a promuovere sempre di più l’utilizzo del bus di campo ASI nei settori tradizionali, ma anche in quelli nuovi, come l’automazione di processo”, ha dichiarato Paolo Parma. “Fiere, manifestazioni e stampa di settore saranno, come sempre, strumenti importanti per veicolare il nostro messaggio”.

Technology exhibitions week 2008 registra oltre 60.000 presenze
05/06/2008 L’edizione 2008 della Technology Exhibitions Week, il grande appuntamento internazionale con la tecnologia e l’innovazione per l’industria, che si è svolto dal 27 al 30 maggio 2008 a fieramilano (Rho), ha registrato oltre 60.000 presenze confermandosi così come un evento di grande richiamo per gli operatori professionali.

La Technology Exhibitions Week è composta dalle mostre professionali Bias (Biennale Internazionale dell’Automazione, Strumentazione, Microelettronica e ICT per l’Industria), Bi.Man (Biennale della Manutenzione Industriale), Fluidtrans Compomac (Biennale Internazionale della Fluidotecnica, Trasmissioni di Potenza e Movimento, Comandi, Controlli, Progettazione) e Mechanical Power Transmission & Motion Control (Biennale Internazionale dei Sistemi di Controllo del Movimento, Tecniche di Azionamento e Trasmissioni Meccaniche).

In un solo contesto le soluzioni e i prodotti più innovativi rivolti all’industria manifatturiera e di processo, presentati da 1.800 marchi di espositori diretti e indiretti su una superficie espositiva complessiva di 100.000 metri quadri. Numerosi gli espositori esteri, pari al 45%, provenienti da 33 Paesi. Una panoramica internazionale di riferimento per il mondo industriale, come dimostrano anche le numerose delegazioni estere arrivate da Brasile, Bulgaria, Polonia, Russia, Marocco, Cina, India, Corea, Malesia, Bielorussia e Repubblica Ceca.

La manifestazione rappresenta dei comparti che, in Italia, hanno un valore molto significativo: i mercati di riferimento di Bias, Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Transmission & Motion Control, ad esempio, valgono complessivamente circa 10 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece il mercato della manutenzione rappresentato da Bi.Man, non esiste in Italia un osservatorio che monitori regolarmente questo settore. Secondo una stima, le spese complessive in manutenzione nel nostro Paese sono molto elevate e, per quanto riguarda in particolare il settore industriale, ammontano a 30 miliardi di euro.

Un’intensa e qualificata attività congressuale, con 35 tra convegni e seminari , ha arricchito la sezione espositiva offrendo interessanti momenti di aggiornamento professionale agli operatori grazie anche al contributo delle principali associazioni di riferimento.

“Con la Technology Exhibitions Week, Milano è diventata per qualche giorno la capitale della tecnologia e, insieme a Fiera Milano, ha iniziato un percorso ideale di manifestazioni che avrà il suo culmine nel 2015 con l’Expo, un evento che rappresenta una formidabile opportunità per la città e per tutto il Paese”, ha dichiarato Fabio Dadati, presidente di Fiera Milano Tech.

Il prossimo appuntamento con la Technology Exhibitions Week è in programma, sempre a fieramilano, dal 25 al 28 maggio 2010.

software
Investire oggi in macchinari e impianti industriali
03-06-2008 “Sto acquistando il macchinario giusto?”, “Questo fornitore è davvero affidabile?” e ancora “Che profitti ne trarrò?”… sono solo alcune delle domande che si pone un’azienda quando decide di investire in nuovi impianti e macchinari per la produzione.

Macchinari e impianti industriali sono infatti il cuore produttivo dell’industria e va da sé che non appena si tratta di scegliere quando e soprattutto su quali investire, il pensiero vada immediatamente alle valutazioni di payback. Non dimentichiamo poi che oggi più che mai la scelta deve essere funzionale alle esigenze del mercato che chiede sicurezza, qualità e prodotti sempre nuovi e quindi l’impiego di impianti e macchinari adeguati.

Tutte considerazioni giustissime, ma che devono essere ordinate come i pezzi di un puzzle… le aziende sono infatti letteralmente bombardate da proposte di fornitori che offrono macchinari sofisticati, utilizzano tecnologie di ultima generazione e sistemi automatizzati o altamente flessibili.

E per rispondere ai molti dubbi e alle molte domande Istituto Internazionale di Ricerca organizza il Convegno “Investire oggi in Macchinari e Impianti Industriali”, in calendario il 24 e 25 giugno 2008 a Milano.

Due intense giornate dal taglio operativo per affrontare temi quali automazione, flessibilità, valutazioni economiche e profittabilità industriale.

Il tutto per analizzare le soluzioni più innovative che offre oggi il mercato, capire quanto e come un’azienda oggi investe in nuovi macchinari, automazione e robot, capire come e in che misura scegliere macchine flessibili, valutare la profittabilità industriale degli investimenti, stabilire in che misura convenga optare per acquisti in Leasing Strumentale e in che modo scegliere fornitori e macchinari.

Ricordiamo infine che sono stati invitati come relatori prestigiose aziende e qualificati Esperti, tra cui: Sirci, Mondaini Partners, Zàini, Isagro, Plastitecnica, Sanofi Aventis, Studio Aprile, General Consulting Society, Exstone EMS, Studio di ingegneria A&S, UCIMU, Oliver Wight Eame, Bureau Veritas, Studio Galli, Madau, Micaludi, Persano, Adorno e Villa, Sciumé & Associati

Beckhoff: convegno sulle tecnologie hardware e software embedded, Xfc e EtherCat
04-06-2008 Il prossimo 20 giugno a Bologna, si terrà la terza tappa del Roadshow internazionale Beckhoff “AutomationUpDate”.

I product manager di casa madre presenteranno tendenze e sviluppi nella tecnologia di automazione oltre alle soluzioni Beckhoff. Un’ottima opportunità per approfondire aspetti tecnici e scambiare le proprie esperienze con specialisti del settore.

Sede dell’evento è l’Admiral Park Hotel di Zola Predosa (BO). La partecipazione è gratuita, previa iscrizione, entro il 9 giugno, all’indirizzo web qui sotto riportato.