2022: la top ten dei semiconduttori - Elettronica Plus

2022: la top ten dei semiconduttori

Pubblicato il 1 febbraio 2023

2022: la top ten dei semiconduttori

 Gartner ha pubblicato la consueta classifica delle top ten operanti nel settore dei semiconduttori relativa all’anno appena trascorso.

Nonostante un calo delle vendite del 10,4%, imputabile in larga misura alla contrazione delle vendite di memorie e Flash NAND, Samsung Electronics ha conservato il vertice della classifica nel 2022. Alle sue spalle Intel, con una market share del 9,7%, che ha fatto registrare un calo delle vendite quasi doppio (-19,5%) rispetto alla rivale sud coreana. Un risultato questo dovuto essenzialmente a due fattori: la significativa battuta d’arresto del mercato dei PC consumer e la sempre più accesa competizione che contraddistingue il settore dei processori in architettura x86.

Secondo le stime di Gartner, nel 2022 il mercato mondiale dei semiconduttori è cresciuto dell’1,1% toccando quota 601,7 miliardi di dollari, mentre il fatturato combinato delle prime 25 aziende del settore – che ha rappresentato il 77,5% del totale –  è aumentato del 2,8%.

Il declino del mercato delle memorie

Quello delle memorie, che lo scorso anno rappresentavano il 25% delle vendite totali dei semiconduttori, è stato il settore che ha fatto registrare le peggiori performance, con una riduzione del fatturato di 10 punti percentuali. Già verso la metà del 2022 il segmento ha iniziato a mostrare i primi segni di cedimento: gli OEM di apparecchiature elettroniche hanno iniziato a “smaltire” l’inventario di memorie che avevano costituito in previsione di una domanda più sostenuta. Uno scenario che tende a farsi ancora più fosco e ha costretto la maggior parte dei produttori di memorie a ridurre il capex per il 2023, mentre alcuni di loro hanno iniziato a “tagliare” la produzione di wafer per ridurre i livelli di inventario.

La riscossa dell’analogica

Il fatturato complessivo degli altri settori è invece cresciuto del 5,3%, seppur con variazioni significative tra le diverse categorie di prodotti. La crescita più sostenuta (+19% rispetto al 2021) è stata quella dei dispositivi analogici, seguiti dai componenti discreti (+15%). L’incremento delle vendite di queste due categorie di prodotti è stato stimolato dalla forte domanda proveniente dai settori automotive e industriale, in particolar modo dalle applicazioni legate all’elettrificazione dei veicoli, all’automazione industriale e alla transizione energetica.

“Il 2022 si è aperto con la carenza di parecchie tipologie di dispositivi a semiconduttore – ha commentato Andrew Norwood – VP Analyst presso Gartner – che ha comportato un allungamento dei tempi di consegna e un aumento dei prezzi. Da qui l’accumulo di scorte da parte degli OEM”.

“Nella seconda metà dell’anno -ha proseguito – l’economia globale ha iniziato a rallentare, complici l’elevata inflazione, l’aumento dei tassi di interesse, l’incremento dei costi dell’energia e i continui lockdown in Cina, che hanno avuto un impatto negativo su parecchie catene di fornitura. I consumatori, dal canto loro, hanno iniziato a ridurre le spese, con un conseguente calo delle vendite di PC e smartphone, mentre le aziende hanno cominciato a diminuire le spese in vista di un peggioramento dell’economia globale. Tutti questi fattori, ovviamente, hanno avuto una ripercussione negativa sulla crescita complessiva del comparto dei semicondutotri”.

Uno sguardo al 2023

Secondo Richard Gordon, VP di Gartner, il deterioramento dell’economia globale e l’indebolimento della domanda da parte dei consumatori avrà un impatto negativo sul mercato dei semiconduttori. Per l’anno in corso Gartner prevede un declino del 3,6%, arrivando a quota 596 miliardi di dollari.

Una previsione confermata da uno studio condotto da WSTS (World Semiconductor Trade Statistics) in base al quale il mercato dei chip subirà quest’anno una contrazione di quattro punti percentuali.

Un mercato polarizzato

Attualmente, è l’opinione di Gartner, il mercato dei chip è polarizzato tra settori “consumer-driven” e settori “enterprise-driven”. La debolezza che contraddistingue i settori consumer sebbene legata in gran parte al calo del reddito disponibile (sempre imputabile all’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse), è anche dovuta a una sorta di “ridefinizione” delle priorità di acquisto da parte dei consumatori. La maggiore attenzione verso altre attività – viaggi, tempo libero e intrattenimento – influisce negativamente, secondo gli analisti di Gartner, sugli acquisti in tecnologia.

I settori “entrprise-driven” – reti aziendali, industriale, medicale, trasporti e via dicendo – si sono invece dimostrati relativamente resilienti nonostante il peggioramento dello scenario macroeconomico e le crescenti tensioni geopolitiche. Cioè è dovuto, secondo Gartner, agli investimenti strategici delle aziende finalizzati a rafforzare le loro infrastrutture

A livello regionale WSTS prevede una crescita per Giappone, Stati Uniti ed Europa, a fronte di una calo stimato del 7,5% della regione Asia-pacifico  che include la Cina, il più importante mercato mondiale dei semiconduttori con una quota del 30%.

 

Filippo Fossati



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