ANIE: stime per il 2020 e proposte per il rilancio - Elettronica Plus

ANIE: stime per il 2020 e proposte per il rilancio

Pubblicato il 13 ottobre 2020

Tecnologie per la ripresa, questo è il claim scelto per l’assemblea pubblica di ANIE, che vuole così sintetizzare il messaggio che la Federazione rivolge ad associati e istituzioni: Industria e innovazione, è da qui che bisogna ripartire per rilanciare il nostro sistema economico e rimuovere i problemi che rallentano da sempre l’Italia.

L’incontro è stato l’occasione per ribadire la centralità delle industrie ANIE, che forniscono tecnologie per i 4 mercati strategici per l’Italia (industria, building, energia e infrastrutture), per analizzare l’impatto della pandemia sulle imprese associate e come la Federazione le abbia supportate durante l’emergenza, ma soprattutto per illustrare le proposte per il rilancio del paese attraverso il recovery fund e l’evoluzione tecnologica.

Giuliano Busetto

All’evento hanno partecipato Giuliano Busetto, Presidente di ANIE , Gianni Brugnoli, Vice Presidente di Confindustria, Elio Cosimo Catania, Consigliere Politica Industriale del MISE, Francesco Daveri, economista e Alda Paola Baldi, responsabile acquisti Italia Enel.

In apertura il presidente Giuliano Busetto ha sottolineato: “Ora più che mai occorrono competenze, tecnologie, risorse e volontà politica. Le risorse oggi ci sono: i 209 miliardi del Recovery Fund ci offrono un’occasione unica di completare la trasformazione digitale del nostro paese. Chiediamo vengano spesi secondo un disegno di politica industriale teso a favorire le tecnologie che abilitano la trasformazione digitale delle imprese italiane”.

Gli effetti del Covid-19 e le stime sulla produzione

L’impatto della pandemia è stato devastante per l’intero sistema economico e le industrie ANIE non sono state risparmiate, lo confermano i dati dell’Osservatorio sul mercato delle tecnologie della Federazione. Nei mesi gennaio-giugno il 71% delle imprese del campione segnalano un calo del fatturato nel confronto con i sei mesi precedenti. Le stime sul secondo semestre dell’anno intercettano la riapertura delle attività successiva al lockdown: scende al 33% la quota delle aziende che dichiarano un’ulteriore flessione del fatturato. Sul fronte occupazionale emergono segnali di stabilità su entrambi i semestri per oltre il 70% delle imprese. La lieve ripresa sul secondo semestre non attenua le pesanti perdite attese in chiusura d’anno: il 71% delle imprese del campione stima sull’intero anno 2020 un calo del fatturato (calo a due digit per il 40% delle aziende).

Proprio l’emergenza sanitaria, durante i mesi di lockdown, e poi ora con una ripresa non facile, ha reso sempre più evidente che proprio la trasformazione digitale e l’innovazione tecnologica possono aiutare  la ripresa economica del Paese. Le restrizioni alle attività fanno comprendere l’esigenza di considerare la digitalizzazione come elemento primario. Per il 65% delle imprese la necessità di ripensare l’attività lavorativa a seguito dello sviluppo della pandemia sta sostenendo, all’interno delle aziende, gli investimenti in nuove tecnologie digitali. In un’ottica di più lungo periodo, il 70% delle imprese ANIE ha compreso di dovere investire in tecnologie digitali anche oltre l’emergenza.

“La pandemia ha messo in evidenza l’importanza della digitalizzazione in tutti gli ambiti della nostra vita. Le imprese ANIE forniscono tecnologie che vengono impiegate ovunque dalla casa all’industria, dai trasporti alle infrastrutture energetiche e di comunicazione. Queste tecnologie  abilitanti la transizione digitale ,  sono loro stesse elemento imprescindibile nella generazione e trasmissione di dati”, commenta il Presidente Busetto.

Le proposte di ANIE per il rilancio

Per le imprese di Federazione ANIE è essenziale progettare lo sviluppo della domanda nei mercati finali delle nostre quattro aree (industria, building, energia, trasporti). La capacità di orientare le risorse europee e nazionali verso progetti concreti è quanto ANIE si  ripropone a supporto di Confindustria, chiedendo al Governo un quadro normativo chiaro che consenta alle imprese di accedere alle straordinarie risorse date dal recovery fund con rapidità ed efficacia. La tecnologia deve essere nuovamente al centro del dibattito sulla ripresa. Per quanto attiene all’industria, ANIE chiede in primis che si riporti al primo gradino della priorità nazionale l’attenzione sull’Industria. Risorse significative del recovery fund vanno quindi utilizzate per favorire il processo di digitalizzazione. “Come Federazione ANIE, in primo luogo, chiediamo un rafforzamento del Piano Transizione X.0 in termini di aumento delle aliquote e dei massimali di spesa degli incentivi fiscali (beni materiali, immateriale e R&S). Riteniamo poi indispensabile un prolungamento del periodo finanziato con una copertura economica assicurata per tre, possibilmente cinque anni”.

Inoltre, ANIE chiede impulso e premialità per una robusta fase iniziale nel corso del 2021 per favorire una spinta agli investimenti privati che auspichiamo superiori a quanto manifestato con il primo piano 4.0; finanziabilità di progetti Industria 4.0 e Green, per la trasformazione digitale delle imprese
Infine, i progetti messi a punto dal Governo per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza trovano ANIE allineata con la volontà di aiutare le tecnologie abilitanti: intelligenza artificiale, blockchain, 5G e l’infrastrutturazione della rete con la banda ultra-larga, fondamentale elemento nella transizione verso l’industria 4.0.

Sul fronte del Building è importante che arrivi quel medesimo processo di digitalizzazione che ha interessato il settore industriale. “Come Federazione ANIE chiediamo che Casa 4.0 sia una priorità del Governo garantendo una parte dei fondi e una sua introduzione nella prossima legge di bilancio. Quindi, innanzitutto che il meccanismo del super bonus si applichi (oltre che alla domotica, impianti fotovoltaici e ricarica elettrica) anche a tutte le tecnologie, apparecchiature, soluzioni impiantistiche innovative, intelligenti ed energeticamente performanti (impianti di sicurezza, illuminazione, ascensori, fino agli elettrodomestici). Inoltre, che si riconsideri di introdurre nell’ordinamento nazionale l’indicatore digitale (SRI), ovvero l’indicatore di valutazione dell’intelligenza di un edificio previsto nella legislazione europea che consentirebbe di avere un parametro per misure il grado di interconnessione degli edifici, aumentandone anche il loro valore.

In tema di Energia, è prioritario, invece, decarbonizzare il settore. Parliamo infatti di una sfida senza precedenti nel cui ambito, grazie all’innovazione tecnologica, si stanno compiendo grandi progressi. “Come Federazione chiediamo al Governo che metta in campo una serie di misure concrete per attuare quanto già oggi previsto dal Piano Nazionale Clima ed Energia (PNEC). Iniziando dalla semplificazione burocratica e autorizzativa che blocca l’apertura di tanti cantieri di impianti a fonti rinnovabili in tutta Italia. Inoltre, serve fornire supporto economico per gli impianti di piccola taglia e per il recupero ambientale di quelle aree “dismesse” che necessitano di bonifica, altresì, serve impiegare altre aree che possano accogliere anche il fotovoltaico a terra. Eolico, fotovoltaico, sistemi di accumulo e mobilità elettrica sono elementi fondanti del PNIEC e andrebbe seriamente valutata una misura che promuova la filiera produttiva di componenti e sistemi innovativi, ivi incluse le batterie. Analogamente lo sviluppo infrastrutturale delle reti necessita di maggiori investimenti in ottica smart grid. Quanto all’efficienza energetica vi sono tecnologie, oggi escluse dalla detrazione, che potrebbero contribuire a traguardare gli obiettivi di riduzione dei consumi; si pensi agli impianti elevatori, di sicurezza, di illuminazione e agli elettrodomestici energeticamente performanti”.

Infine, per quanto attiene ai Trasporti la Federazione chiede al Governo “di garantire la copertura economica per la piena implementazione del piano di sviluppo ERTMS che permetterebbe di avere una rete all’avanguardia nel panorama europeo oltre che un’ampia ricaduta in termini economici sul sistema industriale italiano”.

 



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