EON
EWS
n.
551
-
MARZO
2012
L
a società statunitense di semi-
conduttori ha fatto sapere che
esce completamente dalla produ-
zione. Un annuncio decisamente
rivoluzionario perchè indica chia-
ramente come l’azienda abbia im-
plementato una nuova strategia
“fabless”. Ad ammetterlo gli stessi
vertici del gruppo americano che,
in una nota, hanno evidenziato la
volontà di concentrarsi sulla so-
la concezione di microprocessori
mettendo fine a tutte le attività
manufatturiere. Del resto, la pro-
duzione ha margini sempre più
sottili e non sempre è facile da
gestire come attività aggiuntiva
al proprio core business. Rinego-
ziando i vincoli contrattuali con
trà scegliere di volta in
volta produttori concorrenti per
la produzione dei suoi chip. Si ca-
pisce quindi la scelta del gigante
americano la cui decisione avrà
anche un impatto negativo sui
conti del primo trimestre 2012
(si stima attorno ai 703 milioni di
dollari). Già dal 2009 AMD aveva
iniziato ad immaginare l’uscita
dalla produzione confinando tutte
le attività manufatturiere all’in-
terno di GlobalFoundries, strut-
tura controllata dal fondo sovrano
degli Emirati ATIC. Ma solo una
manciata di giorni fa ha ufficial-
mente comunicato al mercato
la volontà di cedere la totalità
delle sue quote residue per con-
centrarsi sul cloud computing.
Non a caso, proprio a poche ore
di distanza, il gruppo californiano
ha annunciato l’acquisizione di
SeaMicro, fabbricante statuniten-
se di microserver a banda larga
per circa 334 milioni di dollari
(di cui 281 milioni in contanti).
Un’operazione di tutto rispetto
come dimostra il fatto che anche
Intel stava guardando il dossier
da vicino. Nella nota a commento
dell’acquisizione, AMD ha spiega-
to che l’operazione permetterà di
accelerare la propria strategia che
mira a sviluppare una tecnologia
di alta gamma nei sistemi di ge-
stione dati per Cloud, l’informa-
tica decentralizzata, ovvero i dati
archiviati in grossi server e acces-
sibili via Internet piuttosto che
conservati nel computer dell’u-
tente finale. Grazie alla tecnolo-
gia di SeaMicro
D intende fornire delle
scelte di processori e di piattafor-
me “che aiutino a ridurre in ma-
niera significativa la complessità
dei datacenter e ne migliorino le
performance sia a livello infor-
matico che di costi, in partico-
lare quelli correlati al consumo
di energia”. Il primo importante
banco di prova potrebbe già arri-
vare nel secondo semestre dell’an-
no quando AMD vorrebbe presen-
tare al mercato e agli investitori
i primi sistemi funzionanti con
microprocessore Opteron e che
combinino le proprie tecnologie
a quella della SeaMicro. “Sarà un
esperimento interessante. Di cer-
to da seguire da vicino anche per
verificarne gli effetti sulla perfor-
mance finanziaria del gruppo” ha
spiegato un analista statunitense
che si è detto cautamente ottimi-
sta sul futuro di AMD che potrà
contare comunque sulla produ-
zione di GlobalFoundries, nonché
di altri gruppi come TSMC
e già assicura la
produzione dei GPU AMD. Insom-
ma, tutto sembra essere studiato
al meglio affinché la società possa
riuscire in questa delicata transi-
zione che segna una svolta decisa
nella sua strategia.
C
he la situazione economico-
finanziaria di Elpida
incipale produttore di me-
morie DRAM del Giappone, non
fosse delle migliori si era già capito
nel luglio scorso. La concorrenza
sempre più agguerrita dei gruppi
coreani Samsung
Hynix (
rispettivamente primo e secondo
produttore al mondo di memore
DRAM con una quota di mercato
del 38 e del 25%, insieme ad anni di
scelte strategiche sbagliate dovute
all’incapacità di capire la direzione
che il mercato stava prendendo, e
cioè sempre più chip per smartpho-
ne e tablet a scapito di quelli per
computer, aveva spinto il top ma-
nagement di Elpida ad annunciare
la necessità di raccogliere quasi un
miliardo di dollari: 650 milioni at-
traverso un aumento di capitale e i
rimanenti 340 milioni con un emis-
sione di obbligazioni convertibili
in azioni. Ma nessuno mai avrebbe
potuto immaginare che in meno di
un anno i vertici del colosso giap-
ponese potessero seguire la strada
dei colleghi tedeschi di Qimonda
rtando i
libri in tribunale per la dichiarazio-
ne di bancarotta, con conseguente
crollo del titolo in Borsa. Nella se-
duta successiva all’annuncio del fal-
limento, accompagnato dalle scuse
del presidente Yukio Sakamoto, il
prezzo delle azioni Elpida ha per-
so in un colpo solo il 98% del suo
valore. Oltre a danneggiare gli azio-
nisti i cui titoli verranno rimossi
dalla Borsa di Tokyo entro marzo,
lo stato di dissesto del colosso giap-
ponese - nato nel 1999 dalla fusio-
ne delle divisioni DRAM di Hitachi
NEC
ui si è poi aggiunta nel
2003 la divisione DRAM di Mitsu-
bishi
– avrà pesanti effetti sui suoi credi-
tori, in primo luogo banche e fondi
comuni d’investimento che deten-
gono titoli per circa 1,7 miliardi di
dollari. Secondo i calcoli elaborati
da alcuni analisti, nella migliore
delle ipotesi il tasso di rimborso
per questi titoli oscillerà tra il 10
e il 20% del valore nominale delle
obbligazioni, che significa una per-
dita netta non inferiore a 1,3 mi-
liardi. Bisogna poi considerare che
lo stato di bancarotta non implica
necessariamen-
te la chiusura
definitiva delle
attività produt-
tive del gruppo
nipponico. Sotto
la supervisione della Corte distret-
tuale di Tokyo e di alcuni esperti
incaricati dalla stessa Corte, il ma-
nagement di Elpida ha promesso
un piano di ristrutturazione che
potrebbe essere supportato anche
da concorrenti stranieri, come
l’americana Micron Technology
a taiwanese
Nanya
Quello che è certo è che il ridimen-
sionamento della capacità produtti-
va a cui andrà incontro Elpida avrà
l’effetto di bilanciare l’equilibrio tra
domanda e offerta, che da troppo
tempo pende verso quest’ultima,
con conseguente incremento dei
prezzi medi di vendita delle memo-
rie DRAM.
Nel caso in cui il piano di rilancio
del colosso giapponese, che a fine
2011 deteneva ancora una quota di
mercato del 18% a livello mondiale,
dovesse fallire - con conseguente
chiusura di tutti gli impianti - la
riduzione della concorrenza rap-
presenterebbe di per sé un fattore
di stabilizzazione del mercato, con
molti degli attuali clienti di Elpi-
da che nei prossimi mesi saranno
costretti a rivolgersi a fornitori
alternativi per assicurarsi gli ap-
provvigionamenti. A giudizio degli
esperti, a beneficiare delle difficoltà
di Elpida ci saranno in prima fila
tutti gli altri big del settore DRAM
e cioè Samsung, Hynix, Micron e
Nanya anche se queste ultime due
dovrebbero trarne maggiori van-
taggi, dal momento che Samsung
e Hynix sono già i due principali
fornitori di memorie DRAM ai quali
si rivolgono già numerosi clienti.
Il crack di Elpida
farà bene
al mercato delle memorie DRAM
Tempo di grandi
cambiamenti in casa AMD
La decisione di portare i libri
in tribunale e l’annuncio di un
piano di ristrutturazione sotto la
supervisione della Corte Distrettuale
di Tokyo provocherà una riduzione
della capacità produttiva che
favorirà un maggiore equilibrio tra
domanda e offerta di questi chip.
Tra i principali beneficiari Micron
e Nanya
E
LENA
K
IRIENKO
F
EDERICO
F
ILOCCA
Il gruppo statunitense
inaugura una nuova
strategia: esce
completamente dalla
produzione vendendo l
totalità delle sue quote
in GlobalFoundries.
Obiettivo: puntare sul
cloud computing con
l’aiuto della neoacquisit
SeaMicro
FotoMicron