EON
EWS
n.
551
-
MARZO
2012
EDA
sempre importanti no-
vità, secondo un piano
di sviluppo che viene
deci so grazie ad un
comitato a cui parteci-
pano diversi clienti in
tutto il mondo, affinché
il prodotto sia davvero
realizzato in base alle
necessità del mercato.
Parte del lavoro degli
svi luppatori è anche
dedicato all’integrazio-
ne dei software che ANSYS ha
acquisito e continua ad acquisi-
re. La strategia è quella di por-
tare all’interno della piattaforma
leader di mercato, come Ansoft
e Apache, per fare in modo che
si possano integrare simulazio-
ni elettromagnetiche con quelle
meccaniche e fluidodinamiche
in modo facile, immediato e sen-
za dover ricorrere a script e ar-
tifici. Utilizzare ANSYS significa
quindi poter simulare la realtà
in modo completo, perché si può
tener conto di tutti i fenomeni
fisici che interagiscono su di un
prodotto, ed è possibile simulare
sia il dettaglio sia il sistema nel-
la sua interezza.
Altro elemento distintivo è il
supporto tecnico che vede im-
pegnati oltre 700 ingegneri nel
mondo, un numero molto ele-
vato rispetto alla concorrenza,
e questo senza contare i part-
ner locali grazie ai quali, solo in
Italia, la forza di ANSYS sale ad
oltre 100 specialisti.
LE PREVISIONI SUL LUNGO
TERMINE
L’azienda 15 anni fa ha defini-
to una strategia chiara che oggi
vedo ancora attuale: affinché la
simulazione favorisca il supera-
mento delle sfide che aziende e
ingegneri si trovano ad affron-
tare è necessario che i software
siano estremamente veloci e affi-
dabili, ma anche che permettano
ai progettisti di lavorare con-
dividendo facilmente le infor-
mazioni al fine di esplorare più
ipotesi possibili e di ottimizzare
il prodotto, simulando interi si-
stemi e non solo parti di essi.
Credo che questo sia un merca-
to destinato a crescere, ma che
sarà più selettivo perché se le
aziende devono necessariamente
realizzare prodotti ad alte pre-
stazioni, robusti e privi di difet-
ti per rimanere competitive sul
mercato, non possono pensare
di farlo utilizzando strumenti
che non siano di alto profilo. Se
fino a pochi anni fa utilizzare la
simulazione rappresen-
tava un vantaggio com-
petitivo, oggi possiamo
dire che in molti casi
significa solo non rima-
nere indietro. Quello
che può fare la differen-
za è il modo in cui la
simulazione viene usata
in azienda: ANSYS sta
lavorando mol to per
lavorare con i clienti e
aiutarli a implementa-
re l’approccio che noi chiamia-
mo Simulation Driven Product
Development, un modello che
consente di lavorare su ipotesi di
design per scegliere quelle a più
alta probabilità di successo in
una prima fase, e di andare poi a
ottimizzare il prodotto nella sua
completezza.
Assisteremo a una crescita degli
strumenti che consentono ana-
lisi parametriche e si andrà ver-
so le analisi probabilistiche per
comprendere il comportamento
del prodotto nel suo intero ciclo
di vita. Questo uso intensivo del-
la simulazione richiederà anche
uno sforzo da parte delle strut-
ture IT perché saranno impor-
tanti le architetture: se è vero
che oggi i software di simulazio-
ne funzionano molto bene con
una workstation da poche mi-
gliaia di euro, è anche vero che
una esplorazione intensa delle
alternative di progettazione e la
simulazione dell’intera vita del
prodotto richiede capacità di cal-
colo elevate per poter essere ge-
stita in tempi brevi. Assisteremo
quindi alla crescita di algoritmi
e allo sfruttamento intensivo di
calcolo parallelo, HPC, GPU. In
ANSYS parte di questo futuro è
già attualità, tanto che nei mol-
ti seminari che stiamo facendo
in tutta Europa, Italia inclusa,
ne parliamo con i nostri utenti
perché vediamo in queste ten-
denze la possibilità di aiutarli a
realizzare la promessa di portare
sul mercato prodotti innovativi,
capaci di competere a livello glo-
bale, e che possono rappresen-
tare il futuro delle loro aziende.
P
er i team di sviluppo questa
è una vera sfida perché - pur in
presenza di questi limiti, a cui si
aggiungono spesso contrazioni
di budget - nessuno può permet-
tersi di lanciare sul mercato un
prodotto che non funzioni per-
fettamente in ogni condizione
operativa, e che non manten-
ga inalterate queste prestazioni
nel tempo. Tra i fattori che più
contribuiscono ad aumentare
la complessità dei prodotti c’è
proprio il proliferare dell’elet-
tronica: basti pensare alle au-
tomobili di 20 anni fa e parago-
narle a quelle odierne: sistemi
di navigazione, di infotainment,
di sicurezza e di assistenza al-
la guida. Nel 2014 si stima che
il 40% del costo di una vettura
sarà da imputare ai sistemi elet-
tronici. E questo vale anche per
molti degli apparecchi che usia-
mo giornalmente e che riem-
piono gli ambienti che abitiamo,
in ufficio e a casa. Quali sono i
problemi che si affrontano più
spesso progettando questi siste-
mi? Innanzitutto la riduzione
delle dimensioni dei transistor
e il crescente numero di quanti
di questi possono essere inse-
riti in un chip (siamo vicini ai
4 miliardi). Il tutto complica-
to dalla necessità di aumentare
le prestazioni in termini sia di
velocità sia di banda. Le archi-
tetture cambiano, diventando
tridimensionali (stack die) per
ridurre la distanza che il segna-
le deve percorrere. Un secondo
punto è legato all’alimentazione
di questi sistemi: uno dei trend
più forti è la riduzione di consu-
mi e dispersioni, e se questo vale
ovviamente in particolar modo
per i dispositivi portatili che ne-
cessitano di grande autonomia
per essere attraenti sul mercato,
in realtà questa esigenza è ap-
plicabile a molta dell’elettronica
che progettiamo. Oggi la classe
energetica è un fattore discrimi-
nante, e l’alimentazione corretta
ha effetti secondari sulle emis-
sioni elettromagnetiche e sul ri-
scaldamento dei circuiti.
La mobi l ità è evidentemente
importante per molti apparati:
questo significa dover integrare
più dispositivi in un unico pro-
dotto che deve avere dimensioni
e peso ridotti. Pensiamo a un
telefono moderno e al numero
di antenne che contiene e che
devono funzionare senza distur-
barsi e senza creare problemi ad
altri apparecchi. È chiaro che
questi trend stanno generando
problematiche che i progettisti
elettronici possono affrontare
solo con la simulazione nume-
rica. Non a caso stiamo vivendo
un periodo di forte accelerazione
delle vendite, perché è davvero
impossibile oggi farne a meno se
si vuole tenere il passo con quel-
lo che accade nel mondo.
LE STRATEGIE DI ANSYS
PER IL MERCATO EDA
Le problematiche di chi progetta
sistemi elettronici sono davve-
ro molte, spesso collegate l’una
all’altra e interdipendenti: per
questo ANSYS
ha scelto, unica azienda al mon-
do in questo momento, di ave-
re soluzioni che possono gesti-
re problemi di alimentazione e
consumo energetico, packaging,
raffreddamento, EMI, Signal In-
tegrity, analisi circuitali anche
nel dominio del tempo.
È chiaro che crearsi competenze
come queste non è cosa da poco:
ANSYS lavora in due direzioni
che sono quelle dello sviluppo
interno e delle acquisizioni stra-
tegiche. Un punto di forza dell’a-
zienda è sicuramente rappresen-
tato dagli investimenti in R&D,
che vanno dal 15 al 20% del fat-
turato aziendale, e che consen-
tono all’azienda di far evolvere
continuamente i propri software
per fornire funzioni focalizzate
sulla soluzione dei nuovi proble-
mi legati all’evoluzione tecnolo-
gica. Ogni anno esce una nuova
release del software e contiene
PAOLO COLOMBO,
marketing manager
di ANSYS Italia
P
AOLO
C
OLOMBO
Le aziende concordano che per rimanere profittevoli sul mercato è necessaria
una forte dose di innovazione, insieme alla capacità di sviluppare nuovi prodotti
più velocemente e gestirne la crescente complessità
ANSYS,
la simulazione
come strumento di innovazione