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EO MEDICAL - marzo 2026 XXIII Alimentatori Tensioni di alimentazione Un requisito comune per i dispositivi medicali fissi di grandi dimen- sioni, come le apparecchiature di imaging, è quello di avere da tre a quattro tensioni di alimentazione diverse: per l’alimentazione dell’e- lettronica (monitor, display, interfaccia), delle parti mobili (motori), delle apparecchiature di raffreddamento (celle Peltier, fluido di raf- freddamento) e, se necessario, delle parti applicate al paziente. In questo caso, le opzioni includono l’uso di un alimentatore modulare, in grado di coprire fino a tutte e quattro le linee di tensione, oppure un’architettura distribuita che utilizza un convertitore AC-DC a uscita singola e, per ogni linea di tensione, convertitori DC-DC non isolati (point-of-load) separati. Per i dispositivi sanitari portatili e domiciliari che richiedono un desi- gn compatto e leggero, la tendenza è quella di utilizzare alimentatori a bassa potenza e singola uscita da cui è possibile generare tensio- ni aggiuntive, se necessario, direttamente sulla scheda o utilizzando convertitori DC-DC PoL non isolati. Intervallo di temperature È indiscutibile che un alimentatore ad alta efficienza dissipi meno energia sotto forma di calore e richieda quindi un raffreddamento inferiore. Gli alimentatori devono garantire prestazioni elevate in un ampio intervallo di temperature. Tuttavia, non ha molto senso sceglie- re un alimentatoremolto compatto che richieda una ventola esterna per raggiungere la potenza nominale a temperature superiori a +30 °C. È essenziale scegliere un alimentatore in grado di funzionare in modo efficiente e affidabile a temperature comprese tra +50 °C e +60 °C, e talvolta anche +70 °C. Nelle apparecchiature medicali portatili, che tendono ad essere più compatte rispetto ai dispositivi fissi, l’alimentatore non è in genere l’u- nica fonte di calore. Con lo spazio interno limitato a disposizione di un’efficace dissipazione termica, i componenti elettronici circostanti, inclusi Fpga, MCU e display, diventano spesso le principali fonti di calore. È quindi fondamentale scegliere un alimentatore con le giuste carat- teristiche e range di funzionamento estesi ed affidabili. Ad esempio, considerando l’utilizzo di un alimentatore di nuova generazione da 200 W che è comunque in grado di erogare almeno 100 W ad una temperatura di +70 °C. Con o senza ventola? In molti scenari sanitari è fondamentale che la rumorosità sia mini- ma. Ad esempio, la rumorosità proveniente dai dispositivi vicini a un paziente in convalescenza può ritardare o complicarne il recupero. L’esposizione prolungata alla rumorosità può causare problemi di sa- lute legati allo stress o alla fatica per l’operatore. Inoltre, nell’ambien- te dell’assistenza sanitaria domiciliare, dove il focus sulla persona è fondamentale, la rumorosità può essere invadente, interferendo con il comfort, il riposo o la capacità del paziente di comunicare o inte- ragire con gli altri. Per ridurre al minimo la rumorosità generata dai propri dispositivi è opportuno cercare un alimentatore silenzioso o quantomeno a bassa rumorosità. Apparecchio per ventilazione a pressione positiva continua (Cpap) per prevenire l’apnea notturna ed il russamento. Poltrona odontoiatrica e apparecchiature circostanti

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