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mercati ELETTRONICA OGGI 529 - ottobre 2025 12 L’INDIA INIZIA LA PRODUZIONE Entro la fine dell’anno l’India inizierà a produrre i propri semiconduttori. Lo ha annunciato a settembre il primo ministro Narendra Modi, rinnovando l’ambizione di rendere il Paese un “centro mondiale” per la loro produzione. I primi chip pilota sono già usciti dalle linee di produzione dei gruppi indiani Micron e Tata, ha precisato. Il mercato indiano dei semiconduttori ha fatto un balzo in avanti negli ultimi due anni, passando da un valore di 38 miliardi di dollari nel 2023 a 45-50 miliardi nell’anno fiscale 2024-2025. Il Governo indiano spera ora di raggiungere la soglia dei 100-110 miliardi di dollari all’anno entro il 2030. L’India ha investito l’equivalente di 18 miliardi di dollari in dieci progetti nel settore dei semiconduttori, in particolare per l’apertura di due nuovi stabilimenti all’avanguardia a Noida, nella periferia della capitale, e a Bangalore (sud). Modi ha anche sottolineato il vantaggio del suo Paese in termini di ‘capitale umano’, sottolineando che ‘il 20% dei talenti mondiali nella progettazione di semiconduttori proviene dall’India’. Il Governo indiano ha svolto un ruolo decisivo nel velocizzare la preparazione dei progetti, accelerando l’assegnazione e la fornitura dei servizi, istituendo sportelli unici per gli investimenti nei semiconduttori e concedendo sussidi per le infrastrutture e le attrezzature ad alta tecnologia. per effetto delle sanzioni non possono essere vendute in Cina) - sono realizzate con pro- cesso produttivo a 4 nanometri e potrebbero a breve scendere addirittura a 2 nanometri. Grazie alla sua azienda specializzata Smic (Semiconductor Manufacturing International Corporation) la Cina ha raggiunto chip da 7 nanometri e starebbe lavorando insieme a Huawei alla produzione di una nuova gene- razione di chip da 5 nanometri. In ambito di ricerca e sviluppo, si ipotizza che la produ- zione dei chip cinesi sia indietro di circa 5 anni rispetto agli Stati Uniti. Anche in tema di catene di supply chain dei semiconduttori la diversità tra i Paesi è mar- cata. La Cina controlla l’approvvigionamen- to di materie prime attraverso le sue grandi riserve e capacità di raffinazione degli ele- menti delle terre rare, mentre gli Stati Uniti sono leader nei segmenti IP e design, la Cina e Taiwan hanno le maggiori capacità produt- tive e il sud-est asiatico si è specializzato nel segmento assembly, test & packaging (ATP). L’Europa sembra essere la sfavorita in questo settore, ma mostra una reale esperienza nel mercato delle apparecchiature, così come nei chip automobilistici, grazie a partnership strategiche con i più grandi OEM europei. La reazione della Cina In risposta alle restrizioni occidentali sulle esportazioni di tecnologia, la Cina ha im- presso un’accelerazione alle sue politiche di autosufficienza industriale, mobilitan- do ingenti risorse per creare un ecosistema quanto più possibile indipendente dalla tec- nologia occidentale da cui dipende ancora fortemente. In particolare, nel software di progettazione dei semiconduttori e nelle ap- parecchiature per la produzione di chip so- prattutto quelli avanzati. La Cina rappresenta il più grande mercato finale per l’industria globale dei semicon- duttori. Per soddisfare le esigenze delle sue fabbriche che producono per tutto il mondo smartphone, PC, automobili, elettronica di consumo Pechino ha importato nel 2023, se- condo Gartner, 349,4 miliardi di dollari di chip su un mercato mondiale complessivo di 533 miliardi di dollari. Il calo del 15,4% del- le importazioni cinesi rispetto al 2022 riflette sicuramente il calo del mercato globale che è sceso complessivamente del 11,1% (le vendi- te nel 2022 hanno raggiunto la cifra record di 599 miliardi di dollari) e, forse, dipende in parte anche dalle restrizioni introdotte nel 2023 sui chip più avanzati per AI dagli Stati Uniti. Queste cifre fanno comprendere quan- to sia necessario ed impellente per la Cina aumentare la propria capacità produttiva in questo settore. Per questo, nel 2022 è stato varato il piano “Made in China 2025” che ha come obietti- vo quello di soddisfare il 70% della doman- da cinese con chip di produzione locale en- tro il 2025. La strategia del Dragone si sta focalizzan- do su quattro linee guida: fortissimo aumen- to della capacità produttiva di chip maturi, comprese le memorie; sostegno ai produt- tori nazionali di impianti e macchinari per la produzione di semiconduttori; ricerca di soluzioni alternative alla tecnologia EUV e al software di sviluppo dei semiconduttori; boicottaggio di tutti i prodotti hardware e software occidentali nella pubblica ammini- Nel 2022 la Cina ha varato il piano “Made in China 2025”. Obiettivo è soddisfare il 70% della domanda nazionale con chip di produzione locale entro il 2025

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