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MERCATI ELETTRONICA OGGI 528 - SETTEMBRE 2025 23 la produzione di componenti, tecnologie e competenze in grado di assicurare l’indipendenza tecnologica da possibili restrizioni; la ricerca per il Quantum Computing. Nei tre giorni di lavori sono stati dati aggiornamenti sulle evolu- zioni in questi tre settori, delineate le strategie future, ma c’è stata anche occasione per un confronto e riflessioni con il pubblico di ricercatori, tecnici e rappresentanti delle aziende. Supercomputer e le AI Factories Da quanto è stato istituito a fine 2018, EuroHPC è riuscito a piaz- zare quattro suoi supercomputer nelle prime venti posizioni della classifica HPC500, di cui due nella Top 10: Leonardo in Italia, e Lumi in Finlandia. Quest’ultimo rappresenta la prima delle tredici AI Factories che saranno costruite nei prossimi mesi per “formare l’ossatura della strategia IA europea, creando una rete interconnessa per heal- thcare, manufacturing, climate science e finance”, ha dichiara- to Andres Jensen, Executive Vice President di EuroHPC JU. Il fatto che tutto ciò venga realizzato da una struttura pubblica, con la collaborazione tra più stati che sviluppano e condividono tecnologie aperte, sempre restando nei confini di framework le- gali che sappiamo essere restrittivi rispetto a quelli di altri conti- nenti – GDPR e AI Act su tutti – è oggettivamente un traguardo di cui essere orgogliosi. Oltre alla creazione dei data center, la strategia europea per la AI prevede di supportare le aziende e start-up non solo fornendo accesso alle risorse di calcolo, ma anche competenza e dati per addestrare i propri modelli. Diversi esponenti e persone nel pubblico hanno sottolineato però come ancora siano poco chiare le modalità di accesso a queste risorse da parte delle piccole imprese. Le AI Factory, infatti, sono compartecipazioni tra EuroHPC e i singoli stati membri che le ospitano, e le richieste al momento possono essere fatte alle due diverse istituzioni con percorsi differenti. Consci di queste com- plicazioni, EuroHPC ha promesso di snellire le procedure buro- cratiche e istituire un portale unificato per raccogliere le richieste. Verso la hexascale, sostenibilmente Tornando a parlare di classifiche, il primo modulo installato del supercomputer Jupiter, Jedi, occupa la prima posizione della Gre- en500, che valuta le installazioni più efficienti dal punto di vista energetico. Jupiter raggiunge questo risultato attraverso un siste- ma di raffreddamento ad acqua il cui calore viene recuperato e utilizzato per il riscaldamento delle abitazioni limitrofe. Con il completamento dell’installazione, che avverrà nel corso dell’anno, Jupiter sarà il primo supercomputer europeo a raggiun- gere la cosiddetta hexascale, cioè prestazioni nell’ordine delle 1018 operazioni in virgola mobile al secondo. Al momento ci sono solo tre supercomputer al mondo in questa classe di presta- zioni, e sono tutti negli USA. Un altro modo per ribadire che lo sviluppo di data center sempre più potenti, una delle priorità nella strategia per l’intelligenza ar- tificiale, può avvenire anche nel rispetto di valori altrettanto prio- ritari, come quello della sostenibilità ambientale. L’indipendenza deve partire dai chip Per quanto l’avere centri di supercalcolo sovrani sia un traguardo importante, tutti questi sistemi sono basati su tecnologie america- ne, con chip e schede prodotti principalmente da Intel, AMD e Nvidia. Il problema è che gli Stati Uniti si stanno dimostrando sem- pre più protettivi nella diffusione delle tecnologie più avanzate, e una controparte sempre meno collaborativa con l’Europa. Questo processo è iniziato prima ancora dell’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump. Negli ultimi giorni della sua presidenza, Joe Biden

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