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RELIABLE CONNECTOR SYSTEM SOLUTIONS Seafuture 2 25 29. 9 – 2.1 . Stand E 8 le macchine avranno un numero di qu- bit molto grande e potremo applicare algoritmi ancora più complessi. Come E4 Computer Engineering siete coinvolti in diversi progetti europei e italiani sul quantum computing. Cosa bolle in pentola? Noi abbiamo vinto tre progetti in rispo- sta a bandi emessi dall’Italian Center for Supercomputing (ICSC) e legati al PNRR: uno con la farmaceutica Dom- pé per fare ricerca nel settore del- la dinamica molecolare o molecular docking; un altro con Relab, azienda di Reggio Emilia con cui stiamo affron- tando problemi di ottimizzazione per la segmentazione della clientela con algoritmi quantistici; il terzo riguar- da invece l’integrazione del quantum computing con i supercomputer tradi- zionali. Visto che le macchine quantistiche sa- ranno poche rispetto alle risorse di High Performance Computing, l’idea è di realizzare algoritmi ibridi che possa- no ottimizzare i calcoli suddividendo i calcoli tra i calcolatori più efficaci per quel compito specifico. Stiamo quindi lavorando uno schedu- latore dei job su questo tipo di infra- strutture ibride, applicando una tecnica chiamata malleabilità, che prevede il rilascio in runtime delle risorse che non sono utilizzate al momento. Questo perché, a seconda delle tec- nologie quantistiche impiegate, si pos- sono avere prestazioni molto diverse. I superconduttori sono estremamente rapidi rispetto agli HPC tradizionali, mentre quelle ad atomi neutri possono impiegare ore. In un determinato mo- mento, quindi, il calcolatore quantistico o quello tradizionale possono rimanere in attesa della controparte, inutilizzati. Implementando la malleabilità nel mid- dleware, la risorsa non utilizzata può essere liberata per altri scopi. A livello europeo, siamo membri di Eu- roQCS-Italy, uno dei due Quantum Center of Excellence selezionati da Eu- roHPC, assieme al Cineca, l’Universi- tà di Padova e altri. Lì ci occuperemo delle parti di dinamica molecolare e crittografia. Nella competizione globale, come è messa l’Europa rispetto a Stati Uniti e Cina? Difficile a dirsi per quanto riguarda la Cina, perché non trapelano molte infor- mazioni. Io frequento la IEEE Quantum Week, che è la fiera di riferimento del settore. Li i cinesi fanno delle relazioni ai con- vegni, ma poi non mostrano nulla nel- la parte espositiva, dove invece sono ben presenti americani ed europei. Si fa quindi fatica a relazionarsi e a ca- pire bene qual è lo stato a livello in- dustriale. Nel confronto con gli Stati Uniti, l’im- pressione è che l’Europa sia partita più tardi e con investimenti più contenuti. Per esempio, negli USA il laboratorio di fisica delle particelle Fermilab è sta- to riconvertito in centro di ricerca per il quantum computing. Hanno ricevuto un primo contratto di 600 milioni in 5 anni, pronto a essere rinnovato, di cui beneficiano anche le aziende che lavorano nel laboratorio, come Righetti. C’è un ordine di grandezza in più ri- spetto all’Europa, e due rispetto all’I- talia. E Fermilab è “solo” il centro che fa capo al Dipartimento dell’Energia. C’è quindi un ritardo di almeno due anni, e molti più fondi, in ciascuna del- le tecnologie quantistiche. Fortunatamente i bandi europei vin- colano i progetti all’uso di tecnologie europee, in modo da permettere alle nostre aziende di recuperare questo gap. Vedremo tra un paio di anni se ci saremo riusciti.
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