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MERCATI quantum computing permette di velocizzare calcoli che altrimenti richiederebbero tempi di elaborazione lunghissimi. Questo vale in generale anche per casistiche non polino- miali, qualora si riesca a trovare un algorit- mo, ma questa branca è ancora nella fase di ricerca matematica e non è ancora arri- vata al livello di informatica matura. Il problema oggi è riuscire a ingegnerizzare questa matematica, trovare cioè delle mac- chine che riescano a implementare questi algoritmi. A oggi non esiste uno standard e si stanno provando tante strade diverse. Si va dalle tecnologie dei superconduttori, agli atomi neutri, ai fotoni, agli ioni intrap- polati. Con EuroHPC, l’UE sta infatti finan- ziando tutti questi filoni di ricerca, ancora in fase preliminare. Recentemente però si sentono sempre più annunci di aziende che inaugurano calcolatori quantistici sempre più potenti. Come stanno le cose? Oggi tutte le macchine sono a livello proto- tipale ed estremamente costose. Con queste macchine si spinge per aumentare il numero di qubit (l’unità di elaborazione minima del quantum computing), ma c’è una importante precisazione da fare. Spesso si sentono annunci roboanti su nuo- ve macchine con 1.000 qubit fisici, ma per via della correzione d’errore tipico degli stati quantistici, il numero di qubit logici ef- fettivamente utilizzabili per il calcolo può essere da 20 a 100 volte inferiore a quello dei qubit fisici, in base alla tecnologia im- piegata. Salvo casi specifici come le macchine chia- mate annealer, che lavorano bene solo su specifici problemi di ottimizzazione, per quanto riguarda le macchine digitali gene- ral purpose siamo relativamente indietro. Infatti, di recente, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha affermato che mancano almeno 20 anni per l’utilizzo pratico del quantum computing. Ha ragione lui? Ciascuno esagera un po’ da un verso, un po’ dall’altro. Oggi siamo nella fase chia- mata NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum System), caratterizzata da siste- mi sensibili al rumore e nei quali bisogna ridurre il numero di qubit per mitigare l’in- stabilità del loro stato. Anche per questo motivo, ricerca e appli- cazioni impiegano computer tradizionali in grado di emulare le funzioni di un Quantum Computer. Oggi un emulatore con GPU di Nvidia arriva tranquillamente a 40 qubit logici, anche di più per alcuni tipi di pro- blema. Quello che si sta aspettando è il cosiddetto vantaggio quantistico, cioè macchine con un numero di qubit logici maggiore di quelli che si possono avere in un emulatore odier- no. È ragionevole pensare che da qui a 4-5 anni si potrà già avere un vantaggio con macchine fisiche, reali, almeno in alcune applicazioni. Già oggi stiamo facendo ricerche molto interessanti, per esempio in campo farma- ceutico, e quel che vediamo è che già un passaggio a 50-60 qubit logici potrebbe far superare una soglia che sbloccherebbe capacità importanti nella ricerca di nuove molecole. In attesa del vantaggio quantistico, cosa dovrebbero fare aziende e Governi? Con in mente questo orizzonte a 4-5 anni, punterei a usare emulatori per studiare casi d’uso e fare il porting degli algoritmi attua- li, in modo da essere pronti a implementarli quando ci saranno macchine in grado di offrire veramente il vantaggio. Con la fase ulteriore si passerà poi dal van- taggio alla superiorità quantistica, quando ● Larghezza di banda fino a 65 GHz a 320 GS/s ● 12 bit alla massima larghezza di banda e frequenza di campionamento ● 8 Gpt – la memoria di acquisizione più lunga del settore ● Capacità di validazione e Debug senza pari ● Competenza sui dati seriali incorporata WaveMaster 8000HD è l‘unico oscilloscopio ad alta larghezza di banda progettato per tutte le fasi di sviluppo del prodotto. Nessun altro oscilloscopio supporta un maggior numero di attività di progettazione con un maggior numero di funzioni. Oscilloscopi a 12 bit ad alta definizione da 20 GHz a 65 GHz Teledyne LeCroy SRL Tel. 041 5997011 teledynelecroy.it NUOVI
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