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DIGITAL SOC AI sione della durata della batteria si è manifestato sotto di- verse forme. Due esempi principali sono i seguenti: 1) La ripartizione del sistema, di modo che la sezione a bassa potenza del chip sia sempre attiva e assicuri una buona capacità di calcolo, consentendole di attivare selettivamente una sezione del chip caratterizzata da prestazioni notevolmente maggiori, al fine di eseguire carichi di lavoro più impegnativi, per poi disattivarsi 2) Il sistema di gestione dell’alimentazione attiva dinami- camente soltanto le sezioni del chip che sono richieste e le spegne quando non necessarie, il tutto a un livello di granularità fine. Per facilitare questa suddivisione delle funzioni, nume- rosi MCU Ensemble dispongono di due coppie di core Cor- tex-M55+Ethos-U55, come illustrato nella Figura 3: • Una si trova nella regione ad alta efficienza del chip, co- struita su transistor a bassa dispersione che possono funzionare in modalità “always-on” fino a 160 MHz • L’altra coppia si trova nella regione ad alte prestazioni, in grado di funzionare fino a 400 MHz. Per illustrare il vantaggio di questo approccio, si pensi a una fotocamera con sensore di movimento intelligente che scansiona una stanza costantemente a una velocità ridotta di frame servendosi della coppia di core ad alta ef- ficienza per classificare un evento valido (ad esempio, un operatore che cade a terra, oppure un gesto specifico) che attiva la coppia di core ad alte prestazioni al fine d’indi- viduare una persona o delle persone, controllare le uscite ostruite, digitare un numero per chiedere aiuto, e così via. In questo caso, la fotocamera può restare vigile in modo intelligente, generare un numero minore di falsi positi- vi ed estendere la durata della batteria. Utilizzi simili di queste due coppie di core CPU+NPU si applicano con le medesime modalità alla classificazione di suoni, voci, pa- role, testi, vibrazioni e dati provenienti dai sensori in una pluralità di applicazioni. Inoltre, tutti gli MCU Ensemble sfruttano la tecnologia Alif aiPM (gestione autonoma dell’alimentazione intelli- gente) per manipolare in tempo reale fino a 12 domini di potenza nel chip, secondo necessità, al fine di soddisfare le esigenze del caso d’uso in esecuzione.. Si attivano sol- tanto i domini che svolgono attivamente i compiti (ad es. quelli che alimentano core specifici di elaborazione, me- morie o periferiche), mentre gli altri domini rimangono inattivi. Per lo sviluppatore software questo aspetto ri- sulta essere completamente trasparente. 4. Protezione dei “preziosi” modelli machine learning e altri blocchi IP L’ultima, ma non meno importante, caratteristica che deve essere integrata in un MCU con AI sugli endpoint è Fig. 3 - Schema a blocchi del MCU E3 Ensemble che mostra le regioni ad alta efficienza e ad alte prestazioni in cui è suddiviso il chip la protezione della sicurezza. Si tratta, naturalmente, di resistere alle numerose tipologie di attacchi informatici, un tema più che mai attuali. Tuttavia, per molti OEM la protezione più importante è quella delle proprie IP inte- grate nei modelli AI. Gli OEM investono notevoli risorse, in temini di tempo e di denaro, nella raccolta di dataset di addestramento, nella realizzazione di modelli AI e nello sviluppo e de- finizione di algoritmi d’inferenze. Questo fornisce ai produttori privi di scrupoli un forte incentivo a sottrarre queste preziose IP, copiandole quando vengono prodotte in stabilmenti sprovvisti di una protezione adeguata. Una MCU esterna sicura permetterebbe agli OEM di isti- tuire una RoT (Root-of-Trust), gestire chiavi e certificati segreti, agevolare un avvio (boot) sicuro, e così via. L’im- piego di una MCU esterna sicura rappresenta un approc- cio comune per integrare un adeguato livello di sicurezza nei design basati su MCU convenzionali, sebbene sia raro trovare una ‘enclave’ completamente sicura con queste funzioni e, tra l’altro, integrato in una MCU tradizionale. Eppure, i prodotti basati su AI indossabili e alimentati a batteria possono trarre un notevole vantaggio, in termini non solo di risparmio energetico di spazio, ma anche di aumento del livello di sicurezza, nel momento in cui una funzione di questo tipo è integrata nella MCU. La Secure Enclave (Fig. 4), standard in tutti i dispositivi Alif, è un ELETTRONICA OGGI 527 - GIUGNO/LUGLIO 2025 45

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