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Fig. 1 - Il degassamento porta a piccole cricche e fessurazioni che influiscono sulla resistenza meccanica di un connettore (Fonte: Cinch Connectivity Solutions) COMP SPACE CONNECTORS nere microscopiche bolle di gas intrappolate durante la produzione. Quando i connettori sono prodotti a livello del mare, queste bolle di gas non sono soggette alle for- ze applicate dalle differenze di pressione all’interno e all’esterno del materiale. Tuttavia, nel vuoto dello spazio, i differenziali di pres- sione aumentano significativamente, liberando questi gas intrappolati. Il degassamento può portare a piccole cricche e fessurazioni che compromettono la resistenza meccanica del connettore (figura 1). Il degassamento può anche danneggiare i sensori, come le telecamere, formando uno strato di rivestimento. Può anche provocare cortocircuiti tra i connettori e i componenti, mettendo a rischio la missione. Sebbene il vuoto dello spazio sia la causa principale del degassamento, altri fattori ambientali possono aumen- tare la probabilità che si manifesti. Ad esempio, l’inde- bolimento dei polimeri causato dai raggi UV e l’esposi- zione all’ossigeno atomico facilitano la fuoriuscita dei gas intrappolati. 2. Esposizione a radiazioni e ossigeno atomico L’esposizione costante alla radiazione UV solare può danneggiare i materiali plastici utilizzati nei connet- tori. Le radiazioni ionizzanti possono provocare l’accu- mulo di carica sui connettori, causando potenzialmente scariche elettrostatiche. L’ossigeno atomico, abbondan- te nell’ambiente LEO e che si formato quando le radia- zioni UV reagiscono con l’ossigeno, è altamente reattivo e può erodere i materiali del connettore, in particolare i polimeri e alcuni metalli. Ad esempio, il politetrafluo- roetilene (PTFE), un materiale isolante plastico comune nei connettori, reagisce quando viene esposto all’ossi- geno atomico e ai raggi UV, causando fenomeni di usu- ra. L’ossigeno atomico è particolarmente reattivo con l’argento, provocandone l’ossidazione e incidendo sulla conduttività elettrica e sulla resistenza di contatto. 3. Fluttuazioni estreme di temperatura I satelliti LEO subiscono oscillazioni di temperatura da +125 °C alla luce solare a -65 °C all’ombra della terra, con alcuni componenti esterni che potenzialmente possono affrontare temperature da -270 °C a +200 °C. Ciò porta all’esposizione a cicli termici che producono notevoli sollecitazioni e possono esacerbare piccole imperfezio- ni nei connettori. Le differenze nel coefficiente di dila- tazione termica (CTE) tra i materiali dei connettori e i componenti associati possono causare cicli termici non uniformi, con conseguenti combinazioni incompatibili e potenziali guasti. ELETTRONICA OGGI 526 - MAGGIO 2025 55

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