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EMBEDDED 95 • FEBBRAIO • 2025 24 IN TEMPO REALE | OBSOLESCENCE MANAGEMENT I vantaggi dei componenti discreti Per quanto riguarda i componenti meno complessi, la strategia più efficace per evitare l’obsolescenza è quel- la di acquistare lo stesso componete presso più fornito- ri. Questo è spesso possibile con i componenti discreti, come i passivi e i transistor. Detto ciò, si è definita di conseguenza un’altra importante strategia da segui- re: quella di utilizzare funzioni discrete quando è pos- sibile e multi sorgente, piuttosto che parti integrate e complesse provenienti da un’unica fonte. Di fatto i com- ponenti più complessi sono più soggetti a problemi di obsolescenza, sebbene questi possano semplificare la progettazione del circuito. Invece, l’uso di componenti discreti rappresenta un modo più efficace per evitare l’obsolescenza. Questo approccio (la scelta di componenti discreti a di- scapito dei componenti integrati) ha un impatto sulla scelta della topologia dei circuiti. Un altro fattore che contribuisce ad aumentare il rischio di obsolescenza è la presenza di progetti con molti com- ponenti. Più ridotta è la lista dei componenti utilizzati per la realizzazione del circuito (BoM) e meno probabile sarà il verificarsi di situazioni di fine vita (EoL). Più la li- sta dei componenti è ampia e maggiore sarà la difficoltà nel gestire il controllo della longevità degli stessi. Risulta quindi più pratico lavorare sulla topologia del progetto per ottenere una distinta base il più contenuta possibi- le, in modo tale che i componenti discreti o quelli meno complessi in generale, possano essere utilizzati più volte all’interno del circuito, proprio grazie alla scelta di una topologia che favorisca questo tipo di approccio. È inoltre fondamentale che il team di progettazione abbia costruito delle buone relazioni con i fornitori in modo da essere sempre aggiornato sulle tecniche di pro- duzione e sulla disponibilità dei materiali, per garantire che i componenti non causino problemi di obsolescenza in seguito. Inoltre, il monitoraggio continuo delle ten- denze del settore aiuta i progettisti a prendere le scelte migliori evitando di rimanere “intrappolati” dai cam- biamenti tecnologici e strategici del mercato. Un’altra strategia, meno ovvia ma pur sempre efficace, per minimizzare il rischio di obsolescenza, è concen- trarsi sull’affidabilità nel tempo del componente stes- so. In altre parole, bisogna porre attenzione al tempo medio tra i guasti (MTBF): un valore più alto di questo parametro permette di ridurre di conseguenza il nume- ro di pezzi che devono essere conservati a magazzino a supporto delle future operazioni di riparazione. Si tratta di una strategia vincente in questo senso: un MTBF ele- vato è, come per le tecniche di progettazione per evitare l’obsolescenza, una questione di disciplina progettua- le che porta alla scelta di circuiti che non costringano i componenti utilizzati negli stessi a operare in regimi estremi in cui è più probabile che i componenti si gua- stino. I progettisti più prudenti prendono in considerazione i componenti per i quali si prevede una lunga durata di vita o quelli basati su tecnologie emergenti dei quali è nota la stabilità di funzionamento nel tempo, magari sulla base dei risultati dei test eseguiti per l’analisi di lunga durata. Un altro approccio progettuale è quello di sviluppare il progetto prestando molta attenzione al derating, per estendere la durata di vita del sistema. Ciò implica la scelta di componenti con valori nominali di tensione, corrente e temperatura superiori a quelli richiesti dal sistema finale. Ne consegue la riduzione delle sollecita- zioni operative sul sistema, a tutto vantaggio della dura- ta dei componenti. Un approccio simile al derating consiste nel controllo e nella gestione della temperatura di funzionamento del sistema. Il calore e la temperatura dell’apparato sono una delle cause principali di guasti precoci. La gestio- ne dei margini termici è quindi una disciplina vitale e i team di progettazione più esperti utilizzano tecniche di valutazione delle prestazioni termiche per evitare la formazione di punti caldi durante il funzionamento. A volte è difficile evitare una situazione di EoL, magari a causa di circostanze al di fuori del controllo del fornito- re, come la chiusura forzata di un impianto di produzio- ne o un’acquisizione che cambia la strategia di mercato. Le strategie di risoluzione attiva aiutano a mantenere una fornitura dei componenti per i sistemi esistenti, che può includere l’approvvigionamento delle scorte esi- stenti dalla rete di distribuzione, se non è disponibile un’opzione di acquisto, Last Time Buy, per fine vita del componente. Un’altra opzione consiste nell’accettare la necessità di riqualificare un componente alternativo. La strategia di GAIA Le politiche interne di GAIA riducono al minimo le pos- sibilità di pianificare strategie reattive. L’azienda inco- raggia i suoi progettisti a mettere in discussione le scelte progettuali e ad analizzare sempre la disponibilità dei componenti. Un esempio dell’approccio dell’azienda alla progettazione è l’esecuzione di un’analisi completa del rischio di obsolescenza di ogni modulo. Questa in- clude un’analisi dell’impatto e una dichiarazione di pro-
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