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EO Lighting - aprile 2026 XV comunicazioni nuovi record, spingendo un segnale a singola lunghezza d’onda a 1,2 Tbit al secondo su oltre 10 km e realizzando un sistema sul cam- po che ha trasferito 100,4 Tbit al secondo su un tratto di 20 km. I test hanno dimostrato chiaramente che l’HCF non è solo una curiosità di laboratorio, ma una tecnologia pronta ad affrontare le esigenze di una distribuzione a livello Telecom. Perché tutto questo entusiasmo? L’HCF riduce significativamente la latenza, perché la luce si muove nell’aria molto più rapidamente che nel vetro. Inoltre, soffre meno delle non linearità che danneggiano i segnali nella fibra tradizionale, rendendola ideale per trasmissioni ad alta potenza e bassa percentuale di errori. È esattamente ciò di cui hanno bisogno i cluster di IA di domani, i desk di trading finanzia- rio e persino le dorsali Internet sottomarine. È significativo che prati- camente tutti gli esperimenti da record si siano concentrati sulle pre- stazioni a 1.550 nm o in prossimità di questo valore, consolidando l’importanza di questa lunghezza d’onda per il futuro delle reti HCF. Il caso dei 1.550 nm La scelta della lunghezza d’onda è fondamentale nelle comunica- zioni ottiche e 1.550 nm (banda C) è stata al centro dello sviluppo. Questa lunghezza d’onda presenta un’attenuazione minima – in ge- nere tra 0.1 e 0.2 dB/km – supporta elevati data rate ed è compati- bile sia con l’ottica legacy sia con quella di nuova generazione. La dispersione cromatica è gestibile a 1.550 nm, il che aiuta a mantene- re l’integrità e la velocità del segnale durante la trasmissione, in parti- colare per i sistemi Dwdm (Dense Wavelength Division Multiplexing) utilizzati nelle reti ad alta capacità.Nelle reti in fibra a nucleo cavo, operare a 1.550 nm consente l’integrazione diretta con i moderni ri- cetrasmettitori, multiplexer, amplificatori e con l’infrastruttura di rete esistente. L’infrarosso a questa lunghezza d’onda è inoltre intrinseca- mente più sicuro per la trasmissione in spazio libero, poiché è meno probabile che causi lesioni agli occhi. Queste caratteristiche rendo- no i 1.550 nm non solo una comodità tecnica, ma un elemento fon- damentale che determina quanto bene l’HCF possa essere distribuita su reti di vasta scala. I sensori a infrarossi sotto forma di fotodiodi a valanga InGaAs offro- no elevata sensibilità e bassa rumorosità a 1.550 nm, permettendo all’HCF di sfruttare appieno la riduzione della latenza e l’aumento di banda teoricamente possibili. Utilizzando questa lunghezza d’onda standard di settore, le nuove installazioni di HCF possono intercon- Sezione trasversale di una HCF realizzata da Leah Murphy presso l’Università di Bath, Regno Unito, durante lo sviluppo di un modello per spiegare come si verificano le perdite (Courtesy Leah Murphy) SEZIONE DI HFC campo d’onda capillare nucleo cavo CRESCE L’INTERESSE Microsoft e Yofc in Cina stanno lavorando per commercializzare le innovazioni nello sviluppo di fibre ottiche a nucleo cavo, avviando progetti pilota e perfezionando i metodi di produzione. La standardizzazione sarà il prossimo grande terreno di scontro. I gruppi industriali e le agenzie di standardizzazione globali stanno correndo per concordare parametri di riferimento per prestazioni e interoperabilità, che apriranno la strada all’adozione di massa e a una base di fornitura ampia e competitiva. Guardando più avanti, le previsioni per l’HCF sono ambiziose. Gli ingegneri ritengono ora plausibile che cavi HCF ultra long haul possano estendersi oltre i 10.000 km. Ciò potrebbe rivoluzionare i collegamenti Internet transoceanici, riducendo drasticamente le latenze e moltiplicando la capacità. La posta in gioco è significativa. La fibra a nucleo cavo offre interessanti miglioramenti in termini di velocità, capacità e fedeltà del segnale. Il percorso verso la maturità sarà però plasmato da fattori economici, tecnici e operativi. Se gli ostacoli potranno essere superati – e lo slancio attuale lascia pensare di sì – l’HCF potrebbe presto diventare la spina dorsale per il 6G, le comunicazioni quantistiche e le applicazioni guidate dai dati e dall’IA del futuro.

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