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SEMI: aumenta la spesa in attrezzature di produzione per fab da 300mmERT

SEMI

SEMI ha recentemente pubblicato il suo report sulle prospettive per le attrezzature di produzione per le fab da 300 mm, prevedendo una spesa globale pari a 374 miliardi di dollari nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028.

Il report indica che la spesa mondiale per questo tipo di attrezzature avrà, nel 2025, una crescita del 7%, raggiungendo i 107 miliardi di dollari. Anche le previsioni per gli anni successivi sono promettenti: gli analisti indicano che gli investimenti arriveranno a 116 miliardi di dollari nel 2026, a 120 miliardi di dollari nel 2027 e a 138 miliardi di dollari nel 2028, per un totale di 384 miliardi di dollari.

Il report di SEMI precisa che questi investimenti saranno legati a elementi come la regionalizzazione della produzione e la crescente domanda di chip AI per data center e dispositivi edge, sottolineando comunque anche il crescente impegno per l’autosufficienza dei semiconduttori in regioni chiave attraverso ecosistemi industriali localizzati e la ristrutturazione della supply chain.

“L’industria dei semiconduttori sta entrando in un’era cruciale di trasformazione, guidata da una domanda senza precedenti di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale e da una rinnovata attenzione all’autosufficienza regionale”, ha dichiarato Ajit Manocha, Presidente e CEO di SEMI. “Investimenti strategici globali e collaborazioni stanno promuovendo catene di fornitura solide e avanzate e una più rapida implementazione di tecnologie di produzione di semiconduttori di nuova generazione. L’espansione globale delle fabbriche da 300 mm consentirà progressi nei data center, nei dispositivi edge e nell’economia digitale.”

Per quanto riguarda i diversi segmenti, secondo i dati di SEMI quello Logic & Micro guiderà l’espansione delle apparecchiature con 175 miliardi di dollari di investimenti totali dal 2026 al 2028, crescita legata anche all’aumento previsto per la capacità produttiva per nodi inferiori a 2 nm.

Tra i fattori chiave figurano tecnologie avanzate come l’architettura gate-all-around (GAA) e l’erogazione di potenza dal backside, essenziali per migliorare le prestazioni dei chip e l’efficienza energetica. Dal report si evince inoltre che la tecnologia di processo a 1,4 nm più avanzata si prevede che entrerà in produzione in volumi entro il 2028-2029.

Il secondo segmento caratterizzato dalla crescita maggiore degli investimenti per le apparecchiature di produzione sarà, invece, quello delle memorie, con una spesa di 136 miliardi di dollari nel triennio. Gli analisti motivano questa previsione con le necessità legate all’aumento della domanda globale per diverse tipologie di memoria necessarie per l’addestramento e l’inferenza dell’intelligenza artificiale.

Si prevede inoltre che gli investimenti previsti nei segmenti analogici supereranno i 41 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.

Dal punto di vista regionale, l’analisi di SEMI prevede che la Cina continuerà a guidare la spesa in attrezzature con 94 miliardi di dollari di investimenti previsti dal 2026 al 2028, sostenuta da politiche nazionali di autosufficienza.
Al secondo posto le previsioni indicano che si collocherà nel triennio la Corea, con 86 miliardi di dollari investiti, supportando le industrie mondiali nella domanda di intelligenza artificiale generativa.

Taiwan, invece, dovrebbe investire 75 miliardi di dollari in attrezzature nel triennio, classificandosi al terzo posto. Gli investimenti si concentreranno principalmente sulla capacità di produzione per nodi a 2 nm e inferiori.

Il report prevede che le Americhe investiranno 60 miliardi di dollari dal 2026 al 2028, posizionandosi al quarto posto. Gli analisti fanno notare che i fornitori statunitensi stanno espandendo la capacità di processo avanzata per soddisfare la crescente domanda di applicazioni di intelligenza artificiale, catalizzando al contempo gli aggiornamenti industriali e di investimento nazionali per mantenere la leadership nello sviluppo tecnologico globale.

Seguono nella classifica Giappone, Europa e Medio Oriente e Sud-est asiatico che investiranno rispettivamente 32 miliardi di dollari, 14 miliardi di dollari e 12 miliardi di dollari nel triennio.