Persone 4.0 cuore della Fabbrica digitale, parla Fiorese di Sitland

Pubblicato il 13 ottobre 2017

La cosiddetta quarta rivoluzione industriale si contraddistingue rispetto alle precedenti per velocità e portata, secondo Davide Fiorese, COO Sitland. Ciò che non bisogna sottovalutare è però il ruolo che in questa trasformazione hanno la conoscenza creativa e di processo degli operatori. La collaborazione potenziata dalla tecnologia digitale mette infatti l’uomo al centro, e le aziende devono rivedere strategie e modelli di business in chiave lean prima di pensare a logiche di smart factory, onde non incorrere in una ‘digitalizzazione degli sprechi’. Davide Fiorese prenderà la parola alla Tavola rotonda su Tecnologie additive, stampa 3D e cybersecurity al Connected Manufacturing Forum il 26 ottobre a Milano.

Complementarietà uomo-macchina
Introdurre tecnologie innovative è per Davide Fiorese, COO Sitland, solo una faccia di Industria 4.0, mentre troppo poco si pone attenzione all’impatto sistemico che questa quarta rivoluzione industriale può comportare nelle aziende. Guardando ad alcune tra le tecnologie abilitanti, come robotica collaborativa e intelligenza artificiale, è infatti chiaro come non si tratti di reali novità in termini di capacità di percezione di dati e segnali mediante sensori su macchine e robot. Veramente rivoluzionario è invece l’inserimento di informazione e conoscenza all’interno di questa capacità, al fine di generare altra intelligenza, sia umana che artificiale. Proprio in virtù di tale complementarietà, un robot definito come strumento collaborativo difficilmente potrà sostituire l’uomo. L’idea è presente già nelle teorie della lean production, in cui il termine Jidoka indica il concetto di autonomazione, inteso come complementarietà dell’uomo con la macchina nella gestione del processo produttivo e della qualità. “Consideriamo che le categorie che contraddistinguono il lavoro umano sono due – illustra allora Fiorese -: quella manuale, che può essere sostituita dall’automazione, e quella oculare, che non può essere automatizzata ma solo autonomizzata”.

Lean prima di smart
Il rischio cui le aziende vanno incontro nella corsa al 4.0 è introdurre innovazione digitale senza aver prima rinnovato strategie e modelli di business. Questo richiede che alla base avvenga un radicale cambio culturale in azienda, che porti a una piena rilettura del ruolo dell’uomo e del cliente all’interno di questa trasformazione. Fiorese sostiene, in altre parole, che la rivoluzione tecnologica digitale debba essere preceduta da una rivoluzione nelle abitudini e nel modo di pensare, onde non incappare nel rischio che lui stesso definisce come ‘digitalizzazione degli sprechi’. “Introducendo queste tecnologie in molte aziende allo stato attuale – spiega il COO -, senza aver prima lavorato sul miglioramento dei processi e sul concetto di valore per il cliente, si rischia di avere enormi quantità di cyber dati difficili da utilizzare in quanto evidenziano poco valore, tanti sprechi e inefficienze”. In sostanza, senza prima una lean factory, non può esistere una smart factory che lavori per creare smart products tali da generare un nuovo concetto di valore, ad esempio nel passaggio da service a servitization.

Sitland Davide Fiorese Connected Manufacturing Forum

Intelligenza artificiale e intelligenza creativa
In un tale scenario, per Fiorese i creatori di nuovi prodotti saranno sempre e nuovamente gli uomini, gli unici dotati di intelligenza creativa laddove i robot, seppur forniti di intelligenza artificiale per quanto potente, potranno fungere da soli strumenti di collaborazione, senza mai essere sostitutivi dell’uomo. Per tale motivo, prepararsi all’impatto di Industria 4.0 significa rispondere ad alcune sfide estremamente rilevanti che pongono al centro il coinvolgimento delle persone e la loro creatività, lo sviluppo di nuove competenze (skill mismatch), flessibilità lavorativa (smart working) ed evoluzione delle skill (digital training). “Le competenze richieste da Industria 4.0 stimoleranno sia la crescita di nuove figure professionali che nuove skill – spiega Fiorese -: robot teacher e data scientist unitamente a doti di autonomia, adattabilità, creatività, proattività e problem solving ne sono alcuni esempi”.

Dal possesso alla prestazione
Digitalizzazione e interconnessione dei processi porteranno quindi a una positiva riduzione del ‘time to market’, secondo il COO di Sitland, migliorando il concetto di service ability dal momento che sarà sempre più importante enfatizzare il concetto di utilità del prodotto rispetto al suo mero possesso. L’impiego di tecnologie 4.0 favorirà inoltre il concreto passaggio dal concetto di lotto, tipico delle economie di scala e della delocalizzazione produttiva in paesi Low cost della mass production nelle aziende medio-grandi, alla mass customization in smart & dynamic factory. Queste ultime saranno fabbriche intelligenti dotate di strumenti tecnologici d’avanguardia, che permettono di produrre ovunque a costi competitivi favorendo così fenomeni di reshoring in contrapposizione alle strategie di delocalizzazione di alcuni anni addietro. La riduzione esponenziale dei costi di queste tecnologie permetterà inoltre a qualsiasi azienda di lanciare progetti di Industria 4.0, a prescindere dalle dimensioni dell’impresa. “Le pmi italiane potrebbero anzi trarne un vantaggio competitivo – sostiene infine Fiorese -, a scapito anche di grandi aziende, proprio per la loro capacità di lavorare con poche risorse e di focalizzarsi su ingegno e creatività”. L’industria 4.0 può dunque proiettarci verso una quarta rivoluzione a patto di porre le macchine e l’automazione al servizio delle persone, e non viceversa. Una visione che Fiorese sintetizza efficacemente in uno slogan: ‘Making Industry 4.0 is making people 4.0’.

Connected Manufacturing Forum Unilever
Il Connected Manufacturing Forum, è l’evento organizzato da Business International/Fiera Milano Media dedicato all’ Italia 4.0 e alla Cultura dell’Innovazione. Utilizzare le tecnologie digitali e applicare l’innovazione al tessuto delle imprese italiane è la vera scommessa di questo momento e il Connected Manufacturing Forum ha l’obiettivo di percorrere i tratti del cambiamento del mondo industriale attraverso tutti gli attori della filiera, fornendo così un aggiornamento reale sull’avanzamento delle aziende e sullo stato dell’arte degli strumenti finanziari introdotti dal Piano Nazionale Italia 4.0.
Per informazioni sull’evento: Giovannina Pelagatti (Conference Manager)

Marco Zambelli



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