L’industria dei chip è tornata ai livelli di crescita normali: parola di Ceo

Nel corso di Electronica di Monaco i Ceo delle principali società di semiconduttori hanno fatto il punto sull’attuale situazione di mercato

Pubblicato il 16 novembre 2010

Durante il tradizionale appuntamento con i Ceo che si è tenuto nel corso della recente edizione di Electronica, tutti i partecipanti - Peter Bauer, Ceo di Infineon, Henry Richard, senior vice president of global sales and marketing di Freescale, Carlo Bozotti, Ceo di STMicroelectronics (nella foto), Rick Clemmer, Ceo di Nxp, hanno convenuto che, superata la crisi economica del 2008-2009, l’industria dei chip sta tornando a livelli di crescita normali. In ogni caso la profonda depressione degli scorsi due anni ha lasciato il segno: aziende come Infineon technologies e Nxp, ad esempio, si sono considerevolmente snellite.

Carlo Bozotti e Rick Clemmer hanno ricordato che alcune situazioni che si sono verificate durante la crisi - la caduta del 40% in due trimestri e il calo del 50% del mercato automobilistico durante il primo trimestre del 2009 rispetto all’anno precedente - sono impossibili da prevedere e che l’unica via percorribile per l’industria dei semiconduttori è quella di essere abbastanza flessibile da reagire in tempi i più brevi possibili. Nonostante la crisi, ha sostenuto invece Peter Bauer, Ceo di Infineon, alcuni mercati sono stati in grado di sopravvivere abbastanza bene, come quello dei telefoni mobili.

Secondo Bozotti, i driver per l’industria dei semiconduttori sono cambiati. “Anche se l’information technology e Internet continueranno a giocare un ruolo importante - ha detto il Ceo di STMicroelectronics - i settori che traineranno la prossima crescita del mercato dei semiconduttori saranno quelli della conservazione dell’energia, della sicurezza dei dati e della salute”.

Un’altra interessante questione emersa durante il panel è il progressivo allontanamento dell’Europa dai comparti consumer e mobile e il suo interesse verso settori (con più alti margini e bassi volumi) quali l’industriale, l’automobilistico e quello cosiddetto multimarket. Un quadro che non ha visto d’accordo Bozotti, che ha sottolineato il ruolo di primo piano nei comparti dell’Hdtv, degli smartphone e delle comunicazioni.



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